Una delle più note citazioni di Albert Einstein recita: “Tutto dovrebbe essere reso il più semplice possibile, ma non più semplicistico”. Sembra basarsi proprio su questo principio Victor Vran, l’hack ‘n’ slash di Haemimont Games recentemente approdato su Nintendo Switch dopo essersi conquistato una cerchia di fan e il relativo porting su console (la Overkill Edition, ovvero un’edizione corredata da ben due DLC).

Il titolo, infatti, fa della semplicità il suo punto di forza, a partire da una meccanica ben consolidata che i fan di Diablo conosceranno a menadito, passando per il sistema di personalizzazione del protagonista e per l’utilizzo delle sue abilità (per non parlare poi della trama e dei nemici, ma a questo arriveremo gradualmente).

Prima di addentrarci nei meandri della recensione, però, è ben spiegare su cosa si basa questo dark-fantasy di chiara ispirazione mitteleuropea che attinge un po’ da Diablo e un po’ da Van Helsing, senza però perdere di vista le proprie peculiarità. Il nostro scopo è quello di impersonare un cacciatore di demoni – Victor Vran, per l’appunto – che accettando di occuparsi delle infestazioni di mostri, ne approfitta per cercare un vecchio amico (anch’esso cacciatore) sparito in circostanze misteriose.

A renderlo interessante – oltre alla linearità che ci consente di giocare senza porci tante domande – è l’atmosfera di ironia e che permea il titolo. Appena giunto in città, infatti, Victor inizia a sentire una voce nella propria testa. Tale voce, oltre ad avere la funzione di narrare la storia da fuori campo (talvolta aiutando il giocatore che altrimenti non saprebbe coda fare) riesce a strapparci continuamente sorrisi, al punto tale che talvolta saranno le gag a farci venire voglia di protrarre una sessione di gioco.

Il gameplay – come accennato in precedenza – è piuttosto semplice: si tratta, infatti, di svolgere le missioni dei vari dungeon, che solitamente comprenderanno l’uccisione seriale di nemici, la distruzione di alcuni elementi (come i nidi dei ragni) e l’annientamento dei vari boss.

Per completare il titolo al 100% sarà inoltre necessario affrontare anche alcuni dungeon secondari che richiedono superare alcune sfide (ci verrà chiesto, ad esempio, di sconfiggere un certo numero di nemici senza prendere danni o senza utilizzare alcuna pozione di cura). La longevità, inoltre, aumenta ancora se consideriamo la presenza della modalità co-op e se immaginiamo di giocare in modalità difficile che, sbloccabile dopo aver completato il gioco per la prima volta, aggiungerà una serie di perk negativi e maledizioni al semplice scopo di complicarci la vita.

Anche la creazione del personaggio e la personalizzazione delle sue abilità procede senza scossoni. Al posto di classi e sottoclassi, ad esempio, ci viene chiesto se preferiamo giocare con un abbigliamento piuttosto che con un altro. Una breve didascalia ci spiegherà le differenze che andranno ad influenzare il gameplay ma ci renderemo presto conto che uno vale l’altro e che le differenze saranno davvero minime. Anche per quanto riguarda skill e abilità, gli sviluppatori hanno preferito non mettere troppa carne sul fuoco, optando per associare le abilità alle varie tipologie di arma (anche quelle speciali sbloccabili consumando la rabbia che accumuleremo uccisione dopo uccisione).

Se da un lato la linearità di alcune dinamiche può essere vista senza troppi sforzi come un punto di forza, dall’altro bisogna ammettere che qualche cliché avremmo preferito evitarcelo. Mi riferisco, in particolar modo, ad un bestiario banale e poco articolato dove si susseguono fondamentalmente gli stessi mostri visti e rivisti (ragni e scheletri ne abbiamo? N.d.A.). Lo stesso possiamo dire per le ambientazioni, trite e ritrite anche se, per fortuna, se il genere ci piace non ci faremo molto caso.

Victor Vran
Vi sembra di averlo già visto?

Quanto detto poc’anzi si riferisce genericamente al titolo nella sua versione base. Spendiamo quindi qualche parola anche sulle aggiunte che caratterizzano la Overkill Edition (che, come abbiamo detto, alla versione base aggiunge due DLC, la campagna Fractured Worlds e la modalità Motörhead: Through The Ages).

Quest’ultima incarna perfettamente lo stile irriverente presente anche nella campagna base: è infatti ispirata – come suggerisce il nome – alle leggende del rock e del metal (per chi non lo sapesse, i Motörhead sono una nota band). Con l’ausilio di una roboante chitarra, i giocatori saranno accompagnati dal frontman Lemmy Kilmister in una campagna all’insegna dell’humor, della musica rock e di boss davvero difficili da dimenticare. Sarà inoltre possibile sbloccare alcuni costumi a tema da poter utilizzare nella campagna principale o in Fractured Worlds.

La campagna Fractured Worlds, invece, verrà sbloccata solo al completamente del gioco principale. In questo caso, i dungeon verranno generati randomicamente ed il giocatore si troverà a dover affrontare sfide più difficili ed avversari più potenti di quelli incontrati fino a quel momento.

Per concludere, Victor Vran Overkill Edition, grazie alla sua semplicità e all’essere davvero user friendly si presenta come un ottimo titolo sia per chi si avvicina per la prima volta al genere che per chi – avvezzo a questa tipologia di gioco – vuole adottare un approccio rilassato, trovando il giusto grado di sfida e divertendosi allo stesso tempo. Senza contare che le sessioni possono essere brevi o lunghe a nostro piacimento. E vedrete che la frase “ancora una stanza, tanto ci metto poco” sarà una di quelle che vi troverete a pensare più spesso ogni volta che vi dedicherete a questo titolo.

Disponibile per PC, Nintendo Switch (versione testata), PS4, Xbox One.

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