Recentemente mi sono dedicata a titoli che portavano alla luce del sole eventi storici poco noti o mitologie quasi sconosciute ai più. Avendoli apprezzati molto proprio per questa componente pedagogica, temevo che un titolo saldamente ancorato ad un periodo storico già largamente sdoganato potesse avrebbe potuto lasciarmi un leggero senso di insoddisfazione.

Phantom Doctrine, invece, si è rivelato un gioco che difficilmente finirà per essere relegato in qualche recondito angolo della libreria virtuale nella quale è custodito. Il merito di ciò va sia ad alcune caratteristiche che nel complesso funzionano, sia al periodo storico scelto. La guerra fredda USA-URSS, infatti, nonostante sia uno dei periodi storici più rappresentati dai media, si è rivelata essere al contempo la scelta perfetta per questo titolo.

La natura di questa spy story – che a breve analizzeremo più dettagliatamente – richiedeva proprio un’ambientazione in grado di far sentire a proprio agio i giocatori. E quale periodo migliore di uno che già di per sé è costellato da angoli ciechi e situazioni poco chiare? Per spiegarmi meglio è necessario entrare nel dettaglio circa le componenti di cui il titolo si avvale: Phantom Doctrine, infatti, è composto da una serie di meccaniche diverse, che solo nella loro totalità rendono il gioco veramente interessante.

A tal proposito, era quindi necessario che chi vi si approcciava avesse quantomeno un’infarinatura generale circa il periodo storico di riferimento (che ricordiamo – a chi avesse bisogno di ripetizioni di storia – essere compreso tra il periodo immediatamente successivo alla seconda guerra mondiale e il 1991, momento in cui in seguito alla caduta del muro di Berlino, ha avuto luogo la dissoluzione dell’Unione Sovietica).

Nonostante la presenza di una sezione multiplayer che dà spessore al titolo e ne aumenta la longevità, ci concentreremo su quella single player, il cui gameplay si articola – come dicevamo – in diverse fasi. Innanzitutto, il giocatore dovrà gestire una cellula di un’agenzia segreta e si troverà a scegliere se questa appartiene alla CIA o al KGB.

Una volta presa la decisione, il gioco si divide essenzialmente in due fasi: una fase strategica, dedicata alla macro gestione dell’organizzazione prescelta, e una fase più attiva, nella quale al giocatore viene chiesto di coordinare azioni tattiche ai fini di progredire lungo la trama.

Durante la fase strategica ci saranno diversi elementi da coordinare e da far progredire. Da un lato sarà necessario gestire la propria base, in particolare per quanto riguarda le entrate economiche (necessarie per poter operare delle scelte determinanti per la fidelizzazione dei propri agenti o addirittura per spostare il covo quando la sua posizione sta per essere scoperta da agenti nemici), mentre dall'altro dovremo coordinare delle azioni vere e proprie, anche se non controlleremo direttamente gli agenti che manderemo in missione.

A tal proposito è stata inserita una cartina geografica sulla quale appariranno in tempo reale delle attività sospette. Lo scopo principale del giocatore, quindi, è quello di investigare inviandovi degli agenti. Il loro scopo sarà diverso a seconda dell’occasione ma possiamo dire che sostanzialmente si tratta di missioni difensive (allo scopo di tutelare la posizione della propria base) oppure offensive.

Phantom Doctrine
Una delle componenti più stimolanti del titolo.

Proprio queste ultime si riveleranno essere le più interessanti, dal momento che portarle a termine fornirà indizi sulle investigazioni in atto (tali indizi verranno poi analizzati e collegati ideologicamente fino alla risoluzione del caso). Queste missioni, inoltre, potrebbero richiedere un’azione tattica per essere portate a termine e questa è forse la componente dove l’immersività raggiunge il suo apice (soprattutto perché ben poco sarà lasciato al caso e dovremo calcolare ogni singola mossa, a costo di dover ricominciare la missione più e più volte).

Durante questo tipo di missioni – la cui peculiarità è lo svolgimento a turni – il giocatore dovrà prendere il controllo di un numero variabile di agenti, scegliere il punto di inizio dell’azione e controllarli ad uno ad uno fino al raggiungimento dell’obiettivo. Si potrà scegliere se tenerli separati, se farli muovere in formazione compatta (aumentando però il rischio che con una sola bomba prendano ingenti danni tutti gli elementi della nostra squadra) e addirittura se sacrificarne qualcuno in vista di un obiettivo più grande (questo avviene sostanzialmente quando il compito viene portato a termine, si chiama un elicottero per il recupero e la situazione si mette talmente male da non poter portare tutti gli agenti in salvo in tempo utile).

Ogni missione, inoltre, può essere affrontata in maniera differente. Sparare a qualsiasi cosa si muova o optare per una discreta azione in modalità stealth (con armi silenziate e disattivazione dei sistemi di sorveglianza) è completamente a discrezione del giocatore. Anche se almeno una volta andrebbe provata la modalità Breach che consiste in un’irruzione spettacolare ed intrigante ottenibile posizionando tatticamente i propri agenti fuori da una stanza ed ordinando loro l’irruzione.

Certo, il titolo non è privo di difetti – ad esempio alcune scelte da parte dell’AI possono sembrare discutibili, soprattutto in termini di linee di tiro, e il comparto grafico sembra essere sottotono rispetto al livello generale del titolo – però è innegabile che sono stati fatti molti passi avanti per quanto riguarda titoli di questo genere, in particolar modo in termini di consapevolezza del peso che le nostre azioni possono avere sull'esito della missione (sensazioni acuite anche dal semplice fatto di non poter modificare un’azione nonostante non ci si sia ancora avvalsi dell’opzione “Fine Turno”). Il grado di sfida, inoltre, è aumentato dal fatto che i nemici saranno posizionati in maniera del tutto casuale ogni volta che ci troveremo a ricominciare la missione in corso.

In conclusione il titolo, al netto di qualche imprecisione e bug, convince. Per una serie di motivi, ma soprattutto, per essere un titolo a 360°, che permette al giocatore – oltre che di avvalersi della strategia che meglio crede – di variare continuamente il ritmo di gioco e il grado di impegno mentale. Così facendo le sessioni saranno più lunghe e meno stancanti: con un titolo così chi ha bisogno dei mini giochi ad allungare il brodo?

Disponibile per PC (versione testata), PS4 e Xbox One.

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