Le avventure grafiche punta e clicca sono, purtroppo, uno di quei generi “passato di moda”, tenuto in vita solo dall’impegno di piccole software house e dall’amore dei fan che continuano, nonostante tutto, a dedicarsi a questi particolarissimi titoli.

In mezzo al ritmo forsennato e hollywoodiano delle produzioni videoludiche moderne fa immensamente piacere rilassarsi con qualcosa come Detective Gallo, titolo di lancio di FootPrints, piccolo studio di sviluppo tutto italiano.

Il gioco, una squisitissima avventura punta e clicca che strizza l’occhio alle classiche produzioni LucasArts, arriva sul mercato dopo una vincente campagna di crowdfunding e, nonostante qualche ritardo e rinvio, riesce ad imporsi come uno dei migliori esponenti moderni del genere.

Detective Gallo stupisce prima di tutto per lo stile grafico, pulito, bello e molto vicino alle opere Disney degli anni ‘90, produzioni a cui il videogioco deve molto per quel che riguarda i personaggi che popolano le malfamate vie della città in cui ci troveremo ad operare. Il paragone avviene spontaneamente, fin dal menù in cui vediamo il nostro gallo antropomorfo seduto dietro la sua scrivania in attesa del prossimo caso da risolvere.

Lei è Candy e io la trovo esilarante.

Già, l’avventura è un interessantissimo noir in cui saremo chiamanti ad indagare in merito ad un omicidio plurimo… vegetale. Sì, un misterioso individuo sta complottando per distruggere tutte le piante della città utilizzando una pericolosissima arma misteriosa.

La prima vittima del criminale è Phil Cloro, un amante (fin troppo) del mondo vegetale che per primo sperimenta la crudeltà di questa arma sconosciuta. Così inizia la nostra avventura, fra enigmi che necessitano di una buona dose di pensiero laterale e personaggi così particolari da rimanerci impressi nella memoria per lungo tempo.

Proprio i personaggi e la loro caratterizzazione incredibilmente ben scritta sono il punto più alto, e migliore, dell’intera produzione. Ognuno di essi, a partire proprio da Gallo e a finire sulle piccole comparse che ogni tanto entreranno in scena, è caratterizzato alla perfezione sia nella scrittura dei dialoghi che nel design stesso.

Non possiamo non innamorarci del baby-criminale, un infante che non ne può più della vita e che si è dato al crimine, di Candy, una venditrice di dolciumi innamorata persa del nostro Gallo o dell’informatore, di cui sentiremo solo la voce camuffata, che impareremo ad amare follemente. I toni sono molto ironici, tipici dei titoli firmati LucasArts, ma con quel pizzico di noir e dark tipico del genere di storia che gli sviluppatori stanno raccontando.

Il mio personaggio preferito. A mani basse.

Al di là dell’incredibile lavoro tecnico, al netto di qualche di qualche sbavatura sulle animazioni non sempre perfettamente fluide, e di scrittura, è bene spendere qualche parola anche sul nucleo pulsante del gameplay, gli enigmi.

Come detto in precedenza sarà necessaria una buona dose di pensiero laterale per risolvere gran parte dei puzzle che ci troveremo davanti. La risoluzione è molto classica: raccoglieremo indizi parlando con i vari personaggi presenti negli scenari, raccoglieremo oggetti e li combineremo in maniera fantasiosa fra di loro per ottenerne di nuovi.

Purtroppo sono presenti anche alcuni puzzle la cui risoluzione, fantasia o meno, è decisamente troppo complessa: saranno richieste azioni che possiamo definire semplicemente come casuali che richiederanno il click compulsivo su ogni cosa interagibile all’interno degli scenari fino al ritrovamento di questo o quell’oggetto utile per proseguire nell’avventura.

Un esempio di quanto detto è dato dal momento in cui dobbiamo imbucare una lettera e Gallo ci chiederà di sigillarla. Per farlo è necessaria della cera che possiamo ottenere da una candela che si trova nella tana di un topo in città. Per riuscire in questo intento non c’è altro modo che cliccar su tutto quello che c’è di cliccabile fino a quando non otterremo la tanto agognata candela con cui proseguire nell’avventura.

Uno dei posti che visiteremo di più!

Per fortuna momenti come questo si contano sulle dita di una mano e ciò contribuisce a rendere Detective Gallo un titolo estremamente godibile sotto ogni punto di vista.

Se vogliamo trovare un ulteriore pelo nell’uovo questo è dato dalla sua versione Switch i cui controlli non sono propriamente mouse e tastiera. Nonostante il supporto al touch-screen, la mancanza della possibilità di utilizzare i sensori di movimento per puntare su schermo con la console collegata la televisione si fa sentire.

Chiaramente si tratta di un “difetto” molto soggettivo e tipico di tutte le avventure grafica punta e clicca disponibili su qualsiasi console, in tanti riescono a giocare egregiamente questo genere su quel tipo di piattaforme senza avere a che fare con nessun tipo di problema.

Detective Gallo grazie ai suoi personaggi, al suo design originale e alla sua scrittura incredibilmente piacevole da vivere riesce a porsi come un’eccellente avventura grafica capace di soddisfare il palato degli appassionati del genere ma anche di stuzzicare quello di tutti coloro che al genere non si sono mai avvicinati. Viste le premesse non vediamo l’ora di vedere come continueranno a stupirci i ragazzi di FootPrint Games che di certo non si faranno mancar le occasioni di rimarcare il loro talento.

Testato su Nintendo Switch, disponibile anche per PC, PS4 e Xbox One

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