Chi mi conosce lo sa: salvo alcune eccezioni, il genere delle visual novel non fa affatto per me. Quindi non c’è da stupirsi se ero completamente ignara che nel 2015 è uscito un titolo che ricorderò per gli anni a venire. Sto parlando di Three Fourths Home, gioco sviluppato da Bracket Games che ha avuto un successo tale da poter vantare dapprima una versione estesa e in seguito anche il porting su Nintendo Switch di cui si parla in questa recensione.

Three Fourths Home è un gioco che fa del minimalismo il suo punto di forza: privo di fronzoli di sorta, infatti, lascia il giocatore completamente in balia delle emozioni che il titolo stesso scatena in lui, travolgendolo poi con la forza distruttiva di un tornado (e questa parola, scoprirete che non è usata per puro caso).

Come accennavo poc’anzi, in ogni caso, si tratta di un gioco che rimarrà impresso nella mia mente a lungo e non solo per aver rappresentato una delle poche eccezioni per quanto riguarda il genere. Il vero motivo è che, una volta terminato, mi ha lasciato un forte senso di vuoto, causato da una trama che fa riflettere e che, forte del sopracitato minimalismo, mi ha investita senza possibilità di difendermi.

E questo è il motivo per cui non sono riuscita a scrivere la recensione il giorno dopo averlo terminato (come faccio solitamente). Ed è lo stesso motivo per cui sto tergiversando ancora adesso. Di una cosa, però, vi voglio avvisare. Se non volete alcuna forma di spoiler questa recensione non fa per voi: è impossibile, infatti, descrivere il titolo senza accennare alle tematiche che tratta.

Salire in auto e guidare per chilometri e chilometri, in balìa dei propri pensieri: chi non l’ha mai fatto, quando la vita sembra offrire più domande che risposte? È proprio quello che faremo impersonando Kelly, la giovane protagonista di questo titolo che, mentre percorre le venti miglia che la separano da casa riceverà una chiamata da parte della madre (che ben presto diventerà una chiamata di famiglia).

Ed è così che, tra un susseguirsi di filari di granoturco e di granai fatiscenti di cui vedremo solo le sagome inizieremo a conoscere Kelly e la sua famiglia. Il gioco delinea due situazioni: la conversazione che ci porterà a scoprire le complesse dinamiche familiari e un dramma che sta per abbattersi sull’intero nucleo familiare (avete già idea di ciò di cui sto parlando, vero? Forse non avrei dovuto usare la metafora del tornado prima).

Gli elementi interattivi sono talmente pochi che sarà impossibile concentrarsi su qualcosa che non siano le tematiche presentate. Ci limiteremo, infatti, a premere un pulsante per far avanzare l’auto, facendo al contempo avanzare il dialogo; inoltre risponderemo per conto di Kelly quando richiesto.

Tutto contribuisce a generare una sensazione di intimità e di immersione – anche la colonna sonora e l’assenza di una grafica articolata e di colori – al punto che la durata di circa un’ora non ci farà additare il titolo per scarsa longevità, bensì ci accorgeremo di aver terminato il gioco perché i nostri polmoni ricominceranno a fare il loro dovere, permettendoci di respirare come si deve.

ATTENZIONE: seguono spoiler sulla trama.

Three Fourths Home
Una corsa contro il tempo.

E qui cercheremo di capire se le nostre sensazioni derivano dal fatto che ci siamo momentaneamente inseriti nell’intimità di una famiglia, o dal senso di impotenza derivante dal fatto che probabilmente non siamo riusciti a salvarla (non viene mai esplicitato completamente). Sì, perché mentre Kelly guida verrà delineata la minaccia di un tornado, e piano piano capiremo che ad essere in pericolo non siamo noi ma i nostri familiari.

Quello che rende estremamente immersivo questo titolo sono la caratterizzazione dei personaggi e il sottile delineamento delle dinamiche che intercorrono tra loro, nelle quali potremmo ritrovare facilmente qualcosa che ci riconduce al nostro vissuto o a quello di qualcuno che conosciamo.

Three Fourths Home, infatti, ci mette a confronto con un padre che tiene a bada i dolori dell’invalidità con l’alcol, con una figlia in perenne lotta con i suoi sensi di colpa, con un figlio con la sindrome di Asperger e con una figura materna attorno alla quale la vicenda sembra ruotare più di quanto ci si aspetterebbe inizialmente.

Interviene poi il prequel che si aggiunge alla versione estesa – già inclusa nell’edizione per Nintendo Switch oggetto di questa recensione – ma almeno questo non ve lo spoilero. Basti sapere che in questa sede viene approfondito maggiormente il rapporto tra Kelly e la madre, sempre utilizzando l’espediente narrativo della telefonata.

Three Fourths Home
Il fantasma della casa che aleggia su di noi nel prequel.

Per concludere, questo è un titolo estremamente difficile da giudicare. Perché se da un lato il gameplay è pressoché nullo, dall’altro è talmente immersivo che quasi non ci si rende conto che si tratta di un videogioco.

Come se non bastasse, poi, se non dovessimo sentirci abbastanza coinvolti, è stata adottata una meccanica di gioco piuttosto particolare (della quale vi abbiamo parlato in precedenza): siccome si presume che Kelly guidi e parli al telefono allo stesso tempo, dovremo tenere premuto un tasto per far avanzare l’auto; se viene rilasciato, anche la telefonata si interromperà. Tale sistema ha come risultato quello di trasmetterci il senso di scomodità provato dalla ragazza, che guida, parla al telefono e che al contempo subisce le pressioni derivanti dalla conversazione e dal tempo atmosferico.

L’unica nota dolente è che il titolo, dal punto di vista delle interazioni, sembra avere più a che fare con un film che con un videogioco: a conti fatti – bisogna dirlo – le nostre decisioni non sortiscono alcun risultato (se non quello di plasmare l’ipotetico carattere di Kelly) e, di fatto, non usciremo mai dai binari che gli sviluppatori hanno tracciato per noi.

Bracket Games è riuscita a concentrare in una sola, lunga telefonata lo spaccato di una comune famiglia, con i suoi problemi e i suoi “detto non detto”. Se cercate un titolo altamente introspettivo è decisamente quello che fa per voi. Se siete particolarmente sensibili, però, non giocateci prima di andare a dormire o gli interrogativi che solleverà in voi potrebbero togliervi il sonno. Siete stati avvisati.

Disponibile per PlayStation 4, Xbox One, PlayStation Vita, PC, Nintendo Switch (versione testata).

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