Ve lo ricordate La Guida in Cucina per Nintendo DS? Era oggettivamente un “titolo” interessante, in grado di coniugare cucina e videogiochi. In realtà non era interessante, ma è interessante l’accostamento tra cucina e mondo dei videogiochi, raramente affrontato in modo efficace. Ci ha pensato Team17 nel 2016 ad affrontare l’argomento con Overcooked, un titolo che ha saputo rinvigorire il settore dei multiplayer da divano cosiddetti, videogiochi che si erano un po’ persi per strada negli ultimi anni.

La versione breve di questa recensione è che Overcooked 2 è una versione rivista e potenziata del capitolo precedente. Di nuovo c’è la presenza del multiplayer online (la cui solidità non abbiamo potuto provare per ovvi motivi), che rende il titolo un po’ più appetibile per chi non ha la certezza di avere sempre degli amici a fianco per giocare (e di questi tempi, signora mia, come si fa con tutti i problemi che ci sono?).

Ma Overcooked 2 racconta una nuova storia, non che ne abbia bisogno. Se nell’episodio precedente era necessario fermare un orrendo polpettone chiamato La Belva, stavolta un libro di ricette magiche ha scatenato per il mondo un’orda di zombie-pane. Giuro.

Non è decisamente il comparto narrativo la forza di Overcooked 2, perché è il gameplay a brillare. Il gioco rimane tendenzialmente lo stesso, con una squadra di cuochi intenta a dover creare una serie di ricette e servirle nel modo corretto. Rispetto al predecessore, l’impressione è che tecnicamente qualcosa sia migliorato. Oltre all’estetica generale, con modelli più rifiniti e scenari maggiormente decorati, i comandi sono molto più fluidi e, in un gioco in cui la collaborazione ed il tempismo sono fondamentali, è un vantaggio non da poco.

Overcooked 2
Chi aprirebbe un ristorante in cielo?

Sarà necessario quindi dividersi i compiti tra chi prepara i piatti, chi cuoce, chi taglia verdure, chi impiatta e consegna, chi lava i piatti, e tanto altro. In tutto ciò subentra il level design che inserisce tutta una serie di difficoltà inimmaginabili. Se l’episodio precedente colpì per la varietà di situazioni in cui i giocatori erano costretti ad infilarsi, Overcooked 2 perde completamente il controllo.

Ci sono cucine con teletrasporti o tavoli che cambiano di posizione, altre posizionate all’interno di miniere in cui i quattro cuochi dovranno muoversi su una piattaforma con tanto di pannello di comandi, oppure momenti in cui cucinare hamburger su delle grosse zattere-cucina, con la necessità di lanciarsi ingredienti da una parte all’altra, e tanto altro ancora. La varietà proposta da Overcooked 2 è davvero impressionante, e non si ferma affatto ai pochi esempi citati. Proprio quando si ha l’impressione di aver finalmente addomesticato il processo di creazione di un burrito ai funghi, ecco che il livello successivo propone una sfida ambientale che rischia di dover resettare tutto l’assetto mentale accumulato fino a quel momento.

A questo proposito, veniamo alla stonatura di Overcooked 2: il single player. C’è, è fattibile, e all’inizio non è neanche così tragico. La campagna propone una serie di livelli a difficoltà crescente, con tanto di stage bonus da sbloccare con un livello di difficoltà sconsiderato, e si può affrontare da soli oppure con altri tre giocatori massimo. Da soli si hanno due cuochi, che si possono impersonare in qualsiasi momento con la pressione del dorsale sinistro. Quindi mentre uno taglia le verdure, l’altro comincia a preparare i piatti, poi di ritorno si mettono le verdure sulla padella col primo, e di nuovo il secondo inizia a tirare le materie prime all’altro, e così fino alla fine.

Overcooked 2
È necessario stare attenti anche alle fiamme in cucina.

Ne risulta un esercizio di riflessi niente male, che nei livelli più esagerati sfiora quasi il rhythm game a momenti, una sfida ai riflessi ed ai nervi, in più casi. Ovviamente, meno giocatori ci sono e meno punti saranno necessari per ottenere il punteggio massimo in ogni stage. Da soli si riesce a completare la campagna volendo, ma già dal secondo mondo è necessario possedere il Migatte No Gokui completo per riuscirci (se non avete visto Dragon Ball Super potreste non capire questa analogia). Non è molto allettante, quindi, giocare in solitaria con il solo obiettivo di portare avanti le missioni col punteggio minimo.

Overcooked 2 quindi è, come il suo predecessore, un gioco squisitamente votato al multiplayer. Rispetto al primo episodio c’è la possibilità anche di giocare online, e con altri giocatori in locale, sia alla modalità Arcade in cui vengono riproposti dei livelli casuali della campagna in base ad un tema scelto, oppure alla modalità Contro.

In questo caso, due squadre di due giocatori si affrontano nella stessa cucina (spesso proposta in maniera speculare come mobilio) per fare il maggior numero di punti. Ovviamente è possibile infastidire gli avversari creando confusione in vario modo, spostando le pietanze, lanciando via gli ingredienti e così via, visto che le due cucine sono aperte. In questo caso, nel caso si giochi in tre, il giocatore in solitaria controllerà due cuochi come il single player. Il consiglio, per questa modalità come per l’intero gioco, è di munirsi del numero massimo di giocatori consentiti, che siano a fianco o voi oppure in giro per il mondo.

Versione testata: PlayStation 4