Veniamo da un paio di annate davvero niente male, in ognuna delle quali tutti pensavamo non si sarebbe potuto fare meglio di così, salvo essere smentiti nei 365 giorni successivi. Il 2018 non è assolutamente da meno.

Il ritorno di tanti franchise, alcune nuove IP, esclusive importantissime e tante riedizioni, remastered e remake. In questa nostra analisi, però, escluderemo queste ultime categorie (se non per menzioni speciali). Visto che ci si lamenta spesso della mancanza di nuove idee, e nello specifico dell’affidarsi troppo al passato, vogliamo ragionare sui titoli inediti – che siano nuove IP o sequel – che sono usciti nei primi sei mesi del 2018.

La regola primaria per questa selezione è quindi preferire i titoli usciti per la prima volta quest’anno. Abbiamo scelto tre titoli al mese più una menzione speciale che potrebbe comprendere qualcosa di esterno a questa regola, ma che per qualche motivo vale la pena menzionare tra le uscite più importanti di quel mese.

Quindi, in ottica di recupero di qualche videogioco per le settimane che mancano alla conclusione dell’estate, oppure semplicemente per fare il punto della situazione e guardarvi un po’ indietro, ecco quelli che sono i migliori videogiochi dei primi sei mesi del 2019 secondo VideoGamer Italia.

monster hunter world
Già una hit senza precedenti per Capcom, e dal 9 agosto uscirà finalmente su PC.

Gennaio - il mese del Giappone

Un po’ come il 2017, anche il 2018 è iniziato all’insegna del Giappone. Monster Hunter World e DragonBall FighterZ sono state sicuramente le uscite più importanti.

Da una parte l’hunting game di Capcom che, come suggerisce il suffisso World, ha provato (con successo) a diventare un videogioco per tutti, un best seller pronto ad affacciarsi a quei giocatori che, tendenzialmente, Monster Hunter non sapevano nemmeno cosa fosse. Dall’altra il capolavoro di Arc System Works, che ha rotto completamente con la storia dei fighting game dedicati alla saga di Akira Toriyama, tirando fuori un picchiaduro 2D solidissimo pronto per gli eSport, ma con una grande attenzione ed amore per i dettami del franchise.

Parlando di picchiaduro, piccola parentesi per menzionare Street Fighter V Arcade Edition, che è l’edizione definitiva del titolo Capcom, attualmente preso come riferimento per la scena eSport e punto di inizio ideale per chi avrebbe sempre voluto menare le mani con e contro i tanti personaggi ormai presenti nel roster di Street Fighter V.

La nostra best 3 di gennaio la chiude Celeste, un platform 2D di quelli che non si vedono troppo spesso, che eredità l’idea di Super Meat Boy, ma incastonandola in un art design prezioso come pochi. Da recuperare se amate quei platform che sanno essere punitivi e contemporaneamente prodighi a soddisfare i giocatori quando fanno ciò che devono.

metal gear survive
Per Me Metal Gear È Finito Simulator 2018

Febbraio - videogiochi "scomodi"

Mese un po’ strano, quello di febbraio, che ha rallentato un po’ e ci ha permesso di dedicarci a produzioni particolari, diciamo.

La più importante del mese è senz’altro Kingdom Come Deliverance. Il titolo di Warhorse Studios è stato amato e vituperato allo stesso tempo, e sostanzialmente ci sentiamo di dare ragione ad entrambi. A fronte di difetti evidenti (che allo stato attuale sono stati limati per la maggior parte con patch ed accorgimenti vari), questo simulatore medievale offre un’esperienza inedita, coraggiosa e per questo non per tutti. È uscito da poco anche il primo DLC, che però non è all’altezza dei contenuti originali.

A febbraio è tornato anche Metal Gear, con un altro titolo molto discusso: Metal Gear Survive. Spin-off di MGSV, Survive offre uno sguardo decisamente diverso rispetto al gameplay usuale della serie, mischiando dinamiche di sopravvivenza con i tower defense. Non un titolo brillante forse, ma che sicuramente è stato fin troppo affossato dalle critiche e pregiudizi vari (alcune meritate, alcune meno). Ma a febbraio è uscito anche un indie interessante, il primo dell’anno dell’etichetta EA Originals, ovvero Fe, un platform dall’art design interessante che è in grado di emozionare chi riesce ad entrare in vibrazione con le sue corde.

Menzione speciale per Shadow of the Colossus, il capolavoro di Fumito Ueda tornato su PlayStation 4 in una forma più che smagliante. Ottimo remake per un titolo che ne aveva sicuramente bisogno, se lo meritava, ma soprattutto dovrebbe entrare nel curriculum di ogni videogiocatore degno di questo nome.

A Way Out: bellissimo e toccante, venduto anche a prezzo ridicolo.

Marzo - pirati e criminali

Il marzo del 2017 fu devastante. Switch, Breath of the Wild, Horizon, ma soprattutto Ghost Recon Wildlands, che è stato il titolo più venduto di quel mese. Il marzo del 2018 non è stato altrettanto esplosivo (difficile esserlo), ma comunque degno di nota.

L’uscita più importante è stata sicuramente Sea of Thieves, nuova esclusiva Microsoft per Windows 10 ed Xbox One, criticata ed amata allo stesso tempo, che a distanza di mesi è migliorata moltissimo e, attualmente, è una delle produzioni migliori della casa di Redmond. Un’altra uscita di spessore è stata anche A Way Out, secondo gioco dell’anno sotto l’etichetta EA Originals. Il titolo Joseph Fares è un’esperienza davvero unica, un racconto scritto come si deve, venduta e progettata anche in modo impeccabile. Forse esageriamo, ma probabilmente uno dei prodotti migliori dell’anno.

Ma questo è stato anche il mese di Far Cry 5, che non vuole fare niente per discostarsi dalle sue basi di gameplay, e probabilmente è giusto così. Se amate la serie, probabilmente questo quinto capitolo è il migliore di sempre, con tanti contenuti è un’ambientazione molto curata e presente all’interno della narrazione.

Menzione per Detective Pikachu. L’avventura per 3DS dimostra che 1) la console portatile di Nintendo ha ancora tanto da dare e 2) si possono rielaborare personaggi considerati “intoccabili” in modo brillante senza scadere nel ridicolo. Se avete ancora un 3DS funzionante potreste aver trovato il gioco perfetto per l’estate.

yakuza 6
L'epopea del Drago di Dojima è giunta alla fine.

Aprile - una fine ed un nuovo inizio

In molti direbbero che c’è un solo gioco ad aver dominato le uscite di aprile. In parte è vero, ma anche no.

Sta di fatto che God of War è stato probabilmente uno dei titoli più importanti dell’anno finora, di sicuro tra i più solidi della lineup di PlayStation 4. Si sono spesi fiumi di parole sulla produzione, sul ritorno di Kratos, sulla sua nuova dimensione più incentrata sulla narrazione, e di fatto non può non essere inserito in una lista del genere. Ma aprile è anche il mese del capitolo conclusivo di una delle migliori saghe videoludiche di sempre, ovvero Yakuza 6: The Song of Life. Una serie da sempre di nicchia che, grazie al lavoro di rimasterizzazione dei primi episodi, sta diventando sempre più conosciuta ed apprezzata, come è giusto che sia. Forse non il migliore della saga, ma di sicuro una conclusione notevole.

In mezzo a questi due colossi si inserisce anche The Swords of Ditto, produzione di Devolver Digital che è passata fin troppo inosservata. Roguelike con elementi che richiamano A Link to the Past, con un ottimo gameplay ed un’estetica davvero curata. Adesso che le acque si sono calmate è il tempo di riconsiderare di diventare una Spada di Ditto.

Concludiamo con la menzione di Nintendo Labo. Non si sanno ancora i numeri riguardo questo ennesimo esperimento creativo per il mondo del gaming da parte della casa di Kyoto, ma di sicuro è stato almeno apprezzato dall’utenza (oltre che dal nostro Salvatore Pilò che è letteralmente impazzito).

state of decay 2
Peccato per il multiplayer.

Maggio - il discusso David Cage

Anche maggio è stato il mese di una grande esclusiva PlayStation 4, dopo aprile, ma Microsoft allo stesso modo non è certo stata a guardare.

Detroit: Become Human è stato un titolo in grado di scuotere le coscienze di stampa e pubblico. Tutto come da copione, considerando la particolarità delle produzioni di David Cage. Detroit è la miglior opera del designer, di gran lunga, ma si porta pur sempre i suoi storici difetti dietro (che per alcuni sono pregi, o almeno peculiarità). L’azienda americana risponde con State of Decay 2, attesissimo seguito del survival a tema zombi. In questo caso siamo stati di fronte ad una produzione solida, con l’unica pecca di non aver fornito un multiplayer all’altezza delle aspettative, una feature che avrebbe potuto far volare molto più alto il titolo di Microsoft.

Per gli appassionati dei giochi di ruolo made in Obsidian, maggio è stato anche il mese dell’attesissimo seguito di Pillars of Eternity. Siamo di fronte ad una produzione che prende ciò che c’era di buono nel primo episodio rinnovandolo e potenziandolo, ma anche se Pillars of Eternity 2 è stato funestato da alcuni bug al lancio, è attualmente un rpg di grandissima qualità.

Non possiamo non menzionare Dark Souls Remastered, che porta l’origine dell’epopea di From Software direttamente nella generazione attuale, con tanto di agognati sessanta frame per secondo.

vampyr
Grande atmosfera, ma sostanza altalenante per Vampyr.

Giugno - le occasioni mancate

L’estate videoludica esordisce come da tradizione con un piglio meno frizzante, e in alcuni casi anche troppo poco frizzante.

Ci riferiamo, tra gli altri, a Vampyr, attesa produzione dei nostri amati Dontnod. In pieno subbuglio da Life is Strange 2, con Twin Mirror in arrivo, Vampyr ha portato con sé un carico di aspettative niente male. C’è una grande atmosfera, un bel world design, ma alcuni problemi legati prettamente al gameplay che fanno di Vampyr quasi un’occasione mancata. Discorso simile, seppure per motivazioni diverse, per Mario Tennis Aces. Lo sportivo di Nintendo ha un gameplay ottimo, stratificato e strategico come i titoli Nintendo sanno essere, ma il single player è molto carente e, a qualche settimana dal lancio, neanche l’infrastruttura online sembra essere all’altezza della situazione.

The Crew 2 chiude le grandi produzioni di giugno e, anche in questo caso neanche a farci apposta, siamo di fronte ad un titolo che poteva fare qualcosa di più. Sostanzialmente è un more of the same dell’episodio precedente con qualche novità interessante, ma una progressione generalmente poco accattivante e un gameplay che tutto sommato sa di già visto.

Per chiudere menzioniamo Captain Spirit, con il quale chiudiamo il cerchio parlando dei Dontnod. Questo prequel di Life is Strange 2 ha stregato tutti, dandoci un assaggio del futuro del sorprendente franchise, e ricordandoci perché vogliamo molto bene a questo piccolo studio di sviluppo che, al netto di qualche passo incerto, sta diventando sempre più grande.

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