Slime-san Superslime Edition, pubblicato su PlayStation 4, è essenzialmente il porting, arricchito da due campagne aggiuntive, di uno dei platform più difficili che mi siano capitati a tiro l'anno scorso.

Giocai il titolo su Switch all'epoca e quello che era rimasto nella mia testa era il flebile suono delle mie bestemmie mentre cercavo di arrivare ai titoli di coda dell'avventura.

Fedelissimo ad una scuola di platform incredibilmente complessi, come Super Meat Boy (titolo a cui Slime-san deve molto) o il più recente The End is Nigh (sviluppati fra l'altro dallo stesso McMillen), Slime-san è un concentrato di salti millimetrici, attenzione al tempo di risoluzione dei livelli di gioco e un'incredibile frustrazione.

La versione PlayStation 4 resta pressoché invariata sia nei controlli, squisitamente responsivi, sia per quel che è l'impianto tecnico del gioco che non subisce nessun tipo di stravolgimento rispetto all'edizione originale.

Una delle nuove campagne.

Se proprio devo essere sincero ho preferito di gran lunga questa conversione alla mia prima esperienza su Switch per un semplice fatto di controlli: i tasti dei JoyCon sono leggermente più piccoli di quelli del pad della console di Sony. E con ciò? Niente, riuscivo a svolgere le azioni di gioco in modo più semplice e senza dita infiammate alla fine di lunghe sessioni di gioco.

Ovviamente si tratta di un beneficio di cui ho goduto io personalmente ma che non deve per forza trattarsi di un pregio: conosco persone che preferiscono i tasti piccoli dei JoyCon rispetto a quelli più grossi di un controller tradizionale, questione di gusti.

Complice, quindi, un'esperienza che ho trovato leggermente superiore e la presenza di due ulteriori campagne rispetto a quella che avevo già affrontato, sono stato spinto a dare più di un'occhiata veloce a questa conversione arrivando a (ri)completare la campagna principale e ad andare abbastanza in profondità con le altre due.

Nella due campagne extra potremo vivere la storia di un NPC secondario, che non pensavo potesse essere così affascinante, oppure un'altra avventura all'interno di un altro vermone gigante.

Mentre la seconda, al netto di un livello di difficoltà decisamente più alto rispetto alla campagna base, non mi ha lasciato molto di più, la prima mi ha letteralmente sorpreso. Non pensavo, sono sincero, che Slime-san potesse dare ancora altro al di là della sua offerta base.

Io graficamente lo adoro.

Unica pecca, se così possiamo definirla, è il livello di difficoltà di queste due campagne alternative: troppo, troppo, alto persino per i miei standard e decisamente troppo punitivo.

La cosa a tratti mi dispiaceva, a tratti mi faceva impazzire di gioia perché il level design del gioco è incredibilmente ben studiato e strutturato tanto da essere molto piacevole da affrontare anche a queste condizioni proibitive.

Se ad un certo punto sono stato messo in crisi io, che di questo genere ne mastico decisamente tanto (oltre ad apprezzare moltissimo questo tipo di difficoltà in questo tipo di platform), non oso immaginare cosa ne sarà del giocatore che si approccia sporadicamente a questo genere.

Purtroppo Slime-san non offre nulla di più al di là di un'esperienza di gioco molto tosta che vive di soddisfazione nel completare sfide al limite del ridicolo e questo potrebbe allontanare una buona fetta di videogiocatori.

Faccio un parallelismo veloce con Celeste, che sto cercando di platinare in questo periodo, giusto per capire meglio cosa intendo dire.

Molto difficile.

Si tratta di un gioco estremamente difficile, che risulta essere quasi impossibile solo per i completisti (mannaggia a me) ma che offre qualcosa che va al di là del semplice gameplay. Celeste è una piccola perla narrativa ed artistica oltre ad essere meraviglioso sia dal punto di vista estetico che del level design.

Questo ha fatto sì che in tanti, anche chi non apprezza i platform così punitivi, ci si sia cimentato portando a termine l'avventura base e ignorando tutti gli extra.

Slime-san non offre una buona storia, anzi, la usa solo come pretesto per giocare e vive esclusivamente del suo livello di sfida proibitivo, con o senza extra.

Se per me, che adoro questo genere di sfide, ciò non è assolutamente un problema, anzi, un valore aggiunto, mi rendo conto che il livello di difficoltà estremamente poco bilanciato potrebbe essere un gravissimo problema per tanti altri.

Ovviamente il consiglio è di non giocarlo, almeno per questa nutrita fetta di giocatori. Per tutti gli altri non ci pensare due volte: la Superslime edition per PlayStation 4 è una piccola perla da non perdersi assolutamente.