Xbox Game Pass ha debuttato lo scorso 1 giugno 2017, con l’obiettivo di diventare il Netflix dei videogiochi. All’inizio dell’anno, però, la svolta fondamentale: a partire dal 23 gennaio 2018 i titoli first party entreranno a far parte del catalogo dal day one. È facile scadere nel pernacchio, pensando al fatto che tutte le produzioni in seno a Microsoft sarebbero entrare nel Game Pass, evitando quindi ai giocatori di spendere settanta euro ogni volta.

La realtà è che il Game Pass è uno strumento molto importante, che sta già portando parecchi frutti. È come la prima dose di droga gratis, in fondo. Ti puoi fare 14 giorni di prova gratis, poi in occasione dell’E3 2018 (circa) c’è stato un lungo periodo in cui il costo mensile è stato di €1,00, che ha permesso al sottoscritto di fare 60 giorni (più 14 di mancato rinnovo in mezzo) di Game Pass a €2,00. Con due euro non ci si fa più neanche la Game Protection di Gamestop, per dire.

Dopo questo periodo, ho deciso di riscattare Sea of Thieves comprandolo, annullando la sottoscrizione al servizio. Ora, vanno fatte alcune precisazioni. Avessi posseduto Xbox One, avrei continuato con il Game Pass senza dubbio. La verità è che c’è una disparità enorme (e comprensibile) tra il catalogo di giochi gratuiti nel servizio per gli utenti PC ed Xbox One. Comprensibile perché Game Pass nasce proprio per i giocatori su console, ed è giusto che vengano ricompensati maggiormente.

Su PC sono disponibili solo i titoli targati Xbox Play Anywhere, che al momento consistono in State of Decay 2, Disneyland Adventures, Zoo Tycoon: Ultimate Animal Collection, Riptide GP: Renegade, Recore, Halo Wars 2, Halo Wars Definitive Edition, Gears of War 4, Super Lucky’s Tale, e proprio Sea of Thieves.

Game Pass
Già che c'ero, mi sono recuperato con gusto anche Gears of War 4.

Ora, senza nulla togliere alle altre produzioni, possiamo dire con tutta onestà che basta metà mano per contare i videogiochi per cui vale la pena controllarsi le dita su PC. Tendenzialmente, Sea of Thieves è il pezzo più goloso, e inevitabilmente un utente Windows 10 è portato a comprare la versione completa piuttosto che mantenere un abbonamento per un solo gioco.

Niente di diverso da qualsiasi versione di prova quindi, come il periodo gratuito che Sky offre con la tempestività di una faina a chi va ad abitare in una nuova casa. Un mezzo molto importante, che Microsoft dovrebbe potenziare anche su PC, anche perché di fatto non danneggia così tanto le vendite come si pensava all’inizio.

Sea of Thieves nello specifico è diventata la nuova IP in grado di macinare vendite il più in fretta possibile tra tutte le nuove proprietà di questa generazione, ben oltre le aspettative di Rare e Microsoft. I primi tre mesi sono andati tutti oltre le aspettative della casa di Redmond. Contrariamente alle previsioni, Xbox Game Pass non sta rovinando gli equilibri del mercato quindi.

C’è da dire che ci si è messa anche Rare, che dopo un inizio tiepido ha dimostrato di tenere alla propria produzione, supportandola ed aggiornandola con costanza. Probabilmente, nonostante la buona impressione, senza una dichiarazione di intenti precisa non avrei comunque pensato di comprare il gioco completo.

Game Pass
Questi sono i titoli scaricabili per PC. Un po' pochini, onestamente.

Game Pass offre delle prospettive interessanti per il futuro. È inevitabile che questa sia la tendenza da seguire, ed il modello proposto da Microsoft è quello da prendere come modello. Vorrei davvero vedere delle proposte simili dalla concorrenza in breve tempo. Personalmente amo farmi una cultura ampia sui videogiochi in uscita, e come me tanti altri videogiocatori portano a termine alcuni titoli – i preferiti, magari – e ne spiluzzicano tanti altri per farsi un’idea di cosa succede nel mercato videoludico. Perché negare una possibilità del genere visto che, come dimostrato da Sea of Thieves, poi il titolo verrà probabilmente comprato se incontra i gusti del giocatore?

Immaginate un servizio simile proposto ovunque, che diventa una sorta di “demo” dei tempi moderni. Mario Tennis Aces ha una buona infrastruttura online? Impossibile saperlo senza provarlo, a meno che non si possa fare una sottoscrizione per giocare una piccola selezione di titoli con un canone fisso. Un servizio così potrebbe permettere a tante produzioni minori di emergere maggiormente. Immaginate un Rocket League, che comunque ha avuto il suo successo, lanciato in esclusiva per il primo mese solo per gli abbonati.

Certo, ci si scontra col grande problema del digital divide nel mondo. Perché Xbox Game Pass ed i suoi probabili, futuri cloni funzionino il bacino di utenti deve essere coperto per la stragrande maggioranza da un’ottima connessione ad Internet. Infatti perché il “modello Netflix” funzioni completamente, il vero passo in avanti è permettere lo streaming dei titoli sui cataloghi. PlayStation Now già lo fa, e da un po’ ci sono dei rumor che vogliono Sony al lavoro per potenziare il servizio. Alla PlayStation Experience vedremo il primo rivale di Xbox Game Pass?