Confesso di essere partito molto prevenuto con la lettura di Intermundia Genesis per via di una trama che, inizialmente, non mi è sembrata troppo originale. Insomma, nello stesso anno in cui Ready Player One debutta con il suo adattamento cinematografico nelle sale arriva un libro che, sembra, emularne i contenuti. Non ho potuto fare a meno di pensare male.

Mi sono ricreduto dopo le prime pagine.

Intermundia Genesis è il primo romanzo di una (si spera) saga ideata e scritta da Giorgio Catania, videogiocatore da sempre e che lavora attivamente all'interno dell'AESVI (l'Associazione Editori Software Videoludico Italiana).

La trama ruota attorno ad Intermundia, un videogioco multiplayer fruibile attraverso un sofisticato sistema di realtà virtuale, il Virtual 5ense, e a Mar, l'Evocatore di livello 99 che, suo malgrado, si è ritrovato coinvolto in qualcosa più grande di lui.

Intermundia è formato da tre server, Genesis, quello fantasy, Exodus e Apocalypsis, due server totalmente differenti con stili di gioco, gameplay e ambientazione diversi.

Mar è un videogiocatore solitario che da tempo non gioca in compagnia o all'interno di un party. Gli piace giocare da solo e la sua decisione lo ripaga abbastanza da non fargli sentire il bisogno di collaborare con chiunque altro per raggiungere i suoi obiettivi.

intermundia genesis
Giorgio Catania.

La sua personalissima missione viene interrotta quando viene convocato da un Guardiano (un amministratore di gioco) che gli affida un compito molto complesso e particolare che lo porteranno non solo ad affrontare i fantasmi del suo passato ma anche a dover collaborare con altri giocatori, una cosa che a Mar non va giù.

Suo malgrado accetta la missione affidatagli e da inizio ad uno dei viaggi più pericolosi della sua vita all'interno di Intermundia che lo porterà non solo a migliorarsi come giocatore ma anche come persona al di fuori del gioco.

L'autore riesce a mixare perfettamente la realtà di tutti i giorni, quella “reale”, con quella virtuale offerta da Intermundia e tutte le creature fantasy che lo popolano, dando vita ad una caratterizzazione molto particolare non solo di Mar all'interno di Genesis ma anche del Mar al di fuori, con tutti i problemi che la vita gli ha messo dinnanzi.

Questo aspetto molto particolare del romanzo mi ha ricordato molto da vicino Hyperversum e il lavoro che Cecilia Randall, l'autrice, ha svolto per Ian, il protagonista del romanzo. Anche li abbiamo a che fare con un mondo virtuale ai limiti del reale e anche li abbiamo a che fare con degli avatar che si portano in gioco tutte le problematiche della propria quotidianità.

Nonostante mi abbia ricordato più volte la saga della Randall, Catania si è dimostrato essere molto originale nei suoi contenuti limitandosi a prendere spunto dalla sua grande esperienza come videogiocatore senza mai ricadere nel banale o nel già visto.

Le descrizioni minuziose delle azioni di gioco e dei personaggi, complete di statistiche e descrizioni dell'equipaggiamento, hanno contribuito non solo a rendere l'azione più interessante e profonda ma anche a farmi sentire proprio all'interno del libro e delle vicende narrate.

Per chi ha giocato per molto tempo MMO e affini, o anche si è solo immerso in qualche sessione di Dungeons and Dragons con un master molto bravo, sembrerà quasi di trovarsi a casa. Tutto è molto familiare ma allo stesso tempo nuovo e completamente da scoprire.

Lo stile della scrittura è molto semplice, scorrevole ed incalzante tanto che più volte mi sono dovuto costringere a smettere perché avevo altri impegni, lontano da Intermundia, da dover affrontare.

In questo caso l'autore mi ha ricordato molto da vicino Daniele Daccò e il suo Occhio del Rinoceronte, sia per lo stile sia per la tecnica con la quale entrambi gli autori mi hanno tenuto incollato sulle loro pagine.

Intermundia Genesis già mi manca e non vedo l'ora che arrivi il suo, anzi i suoi, seguiti perché quel mondo così ben dettagliato e caratterizzato mi sono entrati dentro. Da videogiocatore non ho potuto che apprezzare tutto quello che l'autore ha creato e da lettore che ha abbandonato da tempo il fantasy sono rimasto colpito da come sia riuscito, con semplicità, a farmi tornare bambino.