Quando uscì la prima PSP, il lancio europeo fu caratterizzato dalla presenza di un rompicapo musicale che ipnotizzò in pochissimo tempo grandi e piccini: per chi non sapesse di cosa parlo, si tratta di quel fenomeno entrato di diritto nella cultura pop altrimenti noto come Lumines.

Sono passati ben 13 anni da allora e – indovina indovinello – Enhance ha deciso che era giunta l’ora di pubblicarne una remastered (anche se per certi aspetti questo titolo è ben più che una semplice versione rimasterizzata).

Il problema è che il publisher stavolta ha fatto il guaio, almeno per quanto riguarda la mia persona: mi ha fatta scontrare con il fatto che i riflessi dei trent’anni nulla possono contro quelli che avevo durante l’adolescenza e che una mente offuscata dalle incombenze di una vita adulta perderà sempre se messa a confronto con la freschezza di un cervello diciassettenne.

Ed è così che per dimostrare qualcosa – chissà cosa, poi – alla me stessa del passato, mi sono lasciata coinvolgere in una serie di sessioni di gioco tali che il trofeo per le tre ore di attività videoludica continuativa mi ha fatto un baffo.

Ma che cos’ha di speciale questo Tetrislike di seconda generazione? Prima di tutto il fatto che vanta un comparto grafico strutturato in modo tale che il titolo sembra evolversi mano a mano che avanziamo di livello, mettendoci a confronto con uno schema di colori sempre diverso (e che, di conseguenza, ci costringe a concentrarci nuovamente qualora avessimo messo una sorta di pilota automatico mentale).

In secondo luogo abbiamo un comparto sonoro studiatissimo, che pare invitarci a giocare seguendo il ritmo dato dal titolo stesso, e una soundtrack – principalmente elettronica – di tutto rispetto. D’altronde chi conosce Lumines da lunga data lo sa: parte del successo del titolo è dato proprio dalla colonna sonora calzante.

Completa il tutto, infine, la sua natura di remastered particolare in quanto Resonair, oltre a tirare a lucido un titolo che funzionava già in partenza - al punto che neanche il sequel ne ha ricalcato il successo -, ha preso i punti di forza dei vari capitoli e li ha elevati, aggiungendo qualche fronzolo tattico qua e là: ecco quindi che ad uno schema di base vincente si uniscono alcune modalità da Lumines 2 (come la modalità Skin e quella Missione).

E sono proprio le modalità ad aggiungere longevità ad un titolo che – per quanto possa sembrare ripetitivo nelle meccaniche – già solo nel suo aspetto base può tenerci impegnati per un monte ore pressoché infinito. Alla classica modalità Sfida, infatti, si affiancano una modalità a tempo (60, 80 o 300 secondi), una Puzzle dove sarà necessario seguire le istruzioni per formare visivamente determinate figure e le sopracitate modalità Skin e Missione (la prima richiederà di assemblare e superare una serie di livelli scelti direttamente dal giocatore mentre la seconda di affrontare 50 missioni).

lumines
Attenzione: quando i colori cambiano potreste essere presi in contropiede.

In conclusione, nonostante si tratti di un titolo che ha superato il decennio di vita nella sua versione originale, abbiamo a che fare con un evergreen, che ha preso i punti di forza di un titolo come Tetris, aggiungendo degli aspetti del tutto inediti.

La meccanica di base del titolo è piuttosto semplice: abbiamo dei blocchi mono o bicromatici composti da quattro quadrati l’uno. Possiamo far ruotare tali blocchi fino ad allinearli secondo lo schema di colori che desideriamo formare ma stando ben attenti a farlo entro il momento in cui toccheranno le strutture sottostanti. Se ci siamo giocati bene le nostre carte riusciremo a formare quadrati o rettangoli monocromatici che si distruggeranno (sembra semplice ma tra musichetta, ritmo incalzante e altri espedienti ci accorgeremo presto che la semplicità spesso inganna).

È proprio questo aspetto di apparente facilità che rende il titolo una droga, in quanto il giocatore è naturalmente portato a pronunciare la classica frase “ancora una partita, sono sicuro che al prossimo tentativo andrà meglio”.

Questo, se associato ad una pletora di modalità sfiziose che ne aumentano la longevità, ad un comparto grafico accattivante e alle sonorità studiate ad hoc rende la remastered di Lumines un must have sia per i giocatori nostalgici sia per quelli che desiderano provare un rompicapo musicale di una volta. E cercherò di non finire come i vecchietti da cantiere dicendovi che ai miei tempi sì che i giochi si costruivano bene.

Disponibile per PC, Nintendo Switch, PlayStation 4 (versione testata) e Xbox One.

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