Earth Atlantis fa parte di quella nutrita cerchia di giochi per cui mi girano le cosiddette: un concept interessante, un comparto artistico notevole, tutti buttati via grazie ad una pessima realizzazione del tutto che porta il gioco, inesorabilmente, ad essere un brutto gioco.

Earth Atlantis poi, per via del genere a cui appartiene e per via di questi innumerevoli difetti, riesce addirittura ad essere un bruttissimo gioco, e di questo mi rammarico molto poiché si tratta di uno fra i miei generi preferiti e perché, ad una prima occhiata, sembrava essere davvero un titolo valido.

Il gioco non è altro che uno shooter bidimensionale in cui impersoniamo un sommergibile il cui scopo è cacciare dei terribili mostri. Il tutto è ambientato all’interno di un mondo post-apocalittico e sommerso in cui creature marine e macchine si sono fuse dando vita a delle chimere molto pericolose.

Molti cacciatori di mostri sono mori nell’impresa di salvare il pianeta, noi siamo fra gli ultimi rimasti in vita, con l’arduo compito di debellare la minaccia.

Design dei boss e ambientazione: 10.

Il gameplay è molto semplice: abbiamo una mappa da esplorare e un radar che ci indica gli obbiettivi da uccidere e le casse di rifornimenti sparse per le acque che andiamo ad esplorare. La prima nave con cui affronteremo il gioco è il Nautilus per poi andare a sbloccare le altre tre disponibili proseguendo con l’avventura.

Ogni nave, o sommergibile, si differenzia per velocità, attacco e resistenza oltre che per il tipo di sparo prodotto: quella iniziale spara dei missili davanti e, dopo qualche power-up, anche un paio dietro, mentre le altre hanno un tipo di sparo più ad area, più largo, eccetera.

All’interno delle partite possiamo raccogliere tre tipi di power-up differenti, le P che aumenteranno la nostra potenza di fuoco, gli aumenti di vita e infine uno sparo secondario che varia dalla scarica elettrica al missile gigante che fra uno sparo e l’altro parte dal fondo dello scafo.

Insomma, parliamo dei capisaldi del genere, molto vecchia scuola, che non fanno mai male e che è sempre piacevole vedere su schermo.

A livello artistico il titolo presenta una grafica molto minimale che da l’effetto di disegno a mano su una pergamena: niente colori, solo tinte giallo e marroni con un design molto steampunk che non dispiace quasi mai.

E fin qui niente da dire, Earth Atlantis sembrerebbe essere proprio un titolo con tutti i numeri al proprio posto, capace di farsi strada fra le produzioni del genere nel mercato indipendente. Purtroppo è proprio da questo punto, dal particolare stile grafico, che iniziano i difetti.

Troppa confusione.

Non si capisce nulla. Le prime partite continuavo a morire perché colpito (o perché ho colpito) qualcosa che mi faceva danno ma senza riuscire a capire cosa diamine fosse. Tutto si confonde con tutto: mostri marini appiccicati alle pareti, con lo stesso colore e design delle pareti, che sparano bolle che hanno la stessa forma dei power-up (lettera non inclusa).

Le situazioni concitate, con tanti elementi su schermo, sembano essere la norma all’interno del gioco anziché essere punti particolari della partita e potete benissimo immaginare che quando tutto assomiglia a tutto è molto difficile riuscire ad orientarsi, schivare, capire dove siamo,cosa ci potrebbe fare male e così via.

Le partite diventano una pressione del tasto X continua e un provare a schivare in continuazione fino a quando lo schermo non torna ad essere leggibile. Andiamo a finire poi ai boss, che mi aspettavo essere caratterizzati da combattimenti bellissimi e design interessanti.

Vada per il bel design poiché, in effetti, si tratta di bellissime idee disegnate molto bene e dai tratti molto particolari, ma i combattimenti sono incredibilmente noiosi.

La tecnica da usare è sempre la stessa: stare lontani, sparare, schivare, quando si avvicina girargli attorno, allontanarsi e ripetere dal lato opposto. Va bene per il primo, per il secondo, ma al quinto stavo già sbadigliando.

Boss fight troppo ripetitive.

Tutto il titolo, poi, non solo le boss fight, è permeato da questo incredibile senso di noia: non c’è frenesia, non si sente pericolo e non c’è nessun tipo di ricompensa tangibile nel riuscire a sconfiggere un mostrone gigante: quello che accade è semplicemente che si sblocchi un’area di mappa con un barile che contiene un power-up. Peccato solo che arriveremo ai boss sempre, e sottolineo sempre, con la potenza massimizzata il che rende la ricompensa… inutile.

Earth Atlantis è quasi un'offesa per il genere poiché nonostante attinga ai capisaldi del gameplay non riesce non solo ad essere innovativo ma non riesce addirittura a rendere quel poco che offre interessante e divertente.

Mi sono annoiato, e tanto, non ho avuto soddisfazione nelle sfide e il continuare a non distinguere le cose sullo schermo non ha giocato in favore di un’esperienza piacevole, anzi.

Earth Atlantis riuscirei a consigliarlo solo ed esclusivamente se fosse gratis dentro al Plus o simili: passerete dieci minuti (non di più) in compagnia di uno dei “potrei ma non voglio” migliori di sempre.

Versione testata PS4. Disponibile per PC, PS4, Xbox One e Nintendo Switch

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