Sono passati già tre anni dalla fine di Life is Strange. Al solito sembrano quasi il doppio, in questa industria che non vuole (ma soprattutto non può) rallentare neanche un attimo. Nonostante la fatica profusa dai detrattori del lavoro di Dontnod, per fortuna una piccola parte di giocatori incapaci di andare oltre le proprie prospettive, Life is Strange è diventata una di quelle produzioni in grado di segnare la cresciuta del suo medium. Lo pensavo nel 2015, e lo penso anche adesso.

Ho visto “crescere” Life is Strange, da opera di nicchia senza sottotitoli in italiano a videogioco conosciutissimo, amato ed apprezzato, che è riuscito ad arrivare fino all’ecosistema dei dispositivi mobile. Segno che, con il tempo, la gente ha accolto l’idea di Dontnod di fare videogiochi diversi dal solito. In mezzo c’è stato Before the Storm, che personalmente ho apprezzato quando la seria originale e, per qualche aspetto, forse anche di più.

Ma non dilunghiamoci. È il momento di Captain Spirit. I ragazzi di Dontnod sono infatti tornati con un prequel che, già dai primi tre secondi, è Life is Strange in ogni sua forma. Ma non c’è voglia di citazionismo fine a sé stesso, strizzatine d’occhio e gomitatine di complicità: c’è solo pura e semplice autorialità.

Rincorriamo sempre questa parola oggi, come se creare videogiochi puramente arcade, oppure “semplici” esperienze ben costruite sia un problema. La firma di Dontnod è ormai unica, autoriale, e Le Fantastiche Avventure di Captain Spirit ne è la conferma.

Captain Spirit
Chris, professione supereroe.

Fin dai primi istanti l’avventura di Chris (10 anni, aspirante supereroe) viene condita da istantanee struggenti, melanconiche, e dolci talvolta, quella stessa delicatezza vista qualche anno fa. Anche la capacità registica dei Dontnod è migliorata parecchio rispetto a Life is Strange, così come la competenza nella narrazione che, supportata da un engine rivisto e potenziato che migliora animazioni e modellazione, rende l’avventura ancora più intima e profonda.

Captain Spirit ha lo spirito di Life is Strange, indubbiamente. Aspettarsi qualcosa di diverso non solo è sbagliato, ma poco realistico. Questo è un prequel di Life is Strange 2, e sarebbe stato strano il contrario.

Ci sono infatti riferimenti alla prima serie, ma soprattutto tanti spunti per ciò che potrebbe succedere nella seconda. Prima che lo pensiate (perché l’ho fatto anche io da subito): no, Chris non è figlio di Max e la storia non è ambientata nel futuro.

Chris è figlio di una coppia di genitori innamorati, la classica storia dei ragazzi che si incontrano fin dalla scuola, crescono e si amano insieme (lo apprendiamo dalle lettere, dalle email, e dai tanti dettagli sparsi per la piccola location di gioco). Una famiglia spezzata perché Emily, la mamma, non c’è più. Un terribile incidente stradale, un episodio ancora fresco, l’ha strappata al suo nucleo. Proprio su questo dettaglio Dontnod fa una cosa molto brillante perché, ancora una volta, riesce a parlare di temi complessi con una delicatezza rara.

Captain Spirit
Chris avrà davvero dei poteri? Chissà.

L’idea intorno al fatto che Captain Spirit abbia dei poteri è che, fondamentalmente, è tutto frutto dell’immaginazione di Chris. Quando si impone la mano sull’astronave con L2 + X c’è l’altra mano a muoverla in realtà, così come la lattina schiacciata e la porta automatica del garage. Dontnod gioca in continuazione con il giocatore, che già sa di aspettarsi l’elemento sovrannaturale considerate le precedenti capacità di Maxine, ma ogni volta gabba chi sta dall’altra parte dello schermo mostrando chiaramente che è tutto un gioco. Almeno fino alla fine, quando viene costruito un crescendo che ci porta a dubitare del fatto che, forse, stavolta Chris abbia davvero rallentato la sua caduta dall’albero.

La forza dell’immaginazione è la chiave di tutto, la stessa che faceva sperare ai ragazzi italiani negli anni ’90 di poter lanciare davvero una Kamehameha dopo ogni puntata di Dragon Ball Z, e che servirà a Chris per affrontare una tragedia di cui, forse, è davvero responsabile in qualche modo. La storia reale è piena di casi di persone che, in seguito a traumi, si rinchiudono in un proprio mondo per evitare di affrontare quello reale. Chris potrebbe essere proprio una di queste persone, oppure semplicemente un ragazzo che ha dovuto sopportare qualcosa di troppo forte.

L’elaborazione del lutto non è però espressa in modo palese, così come Dontnod non trattava con strafottenza e superficialità tanti altri temi in Life is Strange. Tolto il delirio del padre verso il finale che, annebbiato dai fumi dell’alcool, si lascia scappare un giudizio di colpa nei confronti di suo figlio relativo all’incidente di sua moglie, l’unico vero indizio al riguardo è il nome del villain che Captain Spirit deve affrontare: Matroid, l’anagramma di Matle St. ed Asteroid Lane, l’incrocio dove è avvenuto l’incidente stradale di Emily.

Captain Spirit
Alcuni momenti di grandissima regia.

Le stesse scelte che Chris dovrà fare quando gioca con i suoi pupazzi vertono tutte intorno all’annientare oppure al risparmiare Matroid dopo averlo sconfitto. Altro non è che il modo con cui si può scegliere (a volte) di affrontare ogni lutto: la rabbia o l’accettazione. Prendersela con il mondo perché si è stati privati della cosa più cara, oppure accettare che la morte fa parte della vita, per quanto crudele e strano ci possa sembrare.

Captain Spirit è un piccolo prologo, una demo minuta che ci serve a capire una serie di dettagli molto pratici come l’engine rinnovato, ed il mantenimento della struttura di gioco classica della serie. Ma soprattutto è la conferma che i Dontnod sono tornati in splendida forma. Ciò che abbiamo avuto modo di vedere in Captain Spirit ci basta per capire che, anche Life is Strange 2, è pronto a parlare di cose molto importanti, di fare e farsi domande, di emozionare e coinvolgere con la delicatezza e l’onesta di chi conosce le regole del gioco.

Brillante l’idea di confezionare l’esperienza come un sandbox rigiocabile più volte per scoprire tanti dettagli (Cosa è successo al papà? Con chi sta uscendo attualmente? Quali sono i riferimenti al primo Life is Strange?), così come gli elementi inseriti al suo interno. Chris ritornerà, e le scelte fatte in Captain Spirit dovrebbero ripercuotersi in seguito. L’idea è di creare l’antipasto perfetto per iniziare ad alimentare teorie ed accendere la curiosità dei giocatori, e Dontnod ce l’ha fatta in pieno.