Super Smash Bros. Ultimate è quello che ogni giocatore di Smash sognava la notte, la cosa che più desiderava al mondo. Insomma, Super Smash Bros. Ultimate è un gioco definitivo, nel vero senso della parola.

Nintendo ha deciso di dedicare quasi tutta la sua conferenza dell'E3 al titolo per discutere dei più piccoli e infimi dettagli e questo sta a significare non solo che è un titolo a cui tengono parecchio, ma che la cura nello sviluppo è stata tale da renderli obbligati a discuterne così dettagliatamente.

Sì, il modo e il luogo con cui lo hanno fatto è forse la cosa più sbagliata possibile per tutta una serie di motivi: viene tolto spazio ad annunci in sordina come Dragon Ball Fighter Z che arriverà su Switch in una data non definita e simili, oppure si rischia di perdere spettatori perché a tanti di questo nuovo capitolo della serie frega poco niente.

In più, con un direct dedicato, o meglio ancora con una serie mirata di video in cui si discute di un topic particolare all'interno di ogni episodio, che ci accompagnasse all'uscita del titolo, avrebbero fatto una figura meno barbina.

Ma non siamo qui a lamentarci, perché al di là della pessima gestione di Nintendo, Super Smash Bros. Ultimate è quella cosa per cui, dal 7 dicembre prossimo, consumerò i JoyCon.

Ma che ha di così sensazionale? Cioè, ad occhio, è il solito gioco con personaggi in più. Sì, è vero, è solo questo, in fin dei conti. Ma con che lavoro di bilanciamento e di dettaglio dietro?

Stavolta il team di sviluppo si è superato confezionando un prodotto unico nel suo genere e con un livello di dettaglio mai visto prima d'ora.

Partiamo dal rooster dei personaggi: saranno presenti tutti, e sottolineo tutti, i lottatori apparsi fino ad ora all'interno della serie, anche quelli da una botta e via come Snake, il che rende Super Smash Bros. Ultimate, di fatto, il titolo cross-over più ambizioso e completo di sempre.

All'enorme mole di personaggi se ne aggiungono due: gli Inkling e Ridley.

In più vengono introdotti le cosiddette forme Echo, che non sono altro che varianti di personaggi già esistenti, come Pit Oscuro o, new entry, Daisy come alternativa a Peach.

Incredibile come, ognuna di queste forme alternative, non sia un semplice reskin del personaggio ma possieda dei micro-cambiamenti che lo rendono unico e differente dall'originale. Chicche di gameplay che solo i giocatori più incalliti noteranno ma che è interessante sapere essere state implementate.

Ogni personaggio ha le sue animazioni e le sue mosse peculiari e stare qui ad elencarle tutte, almeno quelle mostrate, sarebbe un lavoro inutile e decisamente troppo noioso sia per me che scrivo che per voi che leggete.

Basti sapere che hanno fatto un lavoro egregio sia con le animazioni che con le singole mosse, ognuna diversa dall'altra e differente per ogni personaggi. Un lavoro monumentale che darà sicuramente i suoi frutti pad alla mano.

Non solo più personaggi, ma anche più assistenti (personaggi secondari che potranno apparire in partita per darci una mano), più arene (con tanto di versione omega) e più strumenti.

Nintendo ci ha poi mostrato una carrellata di tutti, ma proprio tutti, i cambiamenti che sono stati fatti ai vecchi personaggi in termini di grafica, mosse e animazioni.

super smash bros. ultimate

Qui si potrebbe stare a parlare per ore di quante novità sono introdotte all'interno del gameplay e di quante piccole finezze il team di sviluppo ha deciso di inserire ma è anche vero che si stratta di nozioni che al giocatore medio non solo non interessano, ma risultano troppo complesse ed inutili.

Ad esempio è stato modificato il contatore del danno fra le battaglie 1v1 o quelle in più giocatori: nel primo caso salirà più velocemente.

Si tratta di un bilanciamento incredibilmente apprezzabile che renderà il titolo ancora più piacevole da giocare, soprattutto per quella nutrita schiera di giocatori competitivi ma è altresì vero che si tratta di un cambiamento che al giocatore da salotto, che fa le mischie con 8 giocatori, importa poco niente.

Così come sapere che il dodge (la schivata) ora aumenta il danno subito se viene utilizzata troppo spesso in sequenza, o ancora che è cambiata l'animazione per svolgere alcuni tipi di azione.

Perfetto, tutto molto interessante che nell'insieme renderà l'esperienza di gioco incredibilmente più piacevole, per tutti, ma sono nozioni così tecniche che alla maggior parte dei giocatori non solo non importa ama avranno dimenticato già tutto una volta conclusa la presentazione.

super smash bros. ultimate

Fra i vari cambiamenti possiamo vedere anche l'introduzione di nuovi indicatori grafici, anche questa volta finezze tecniche che fa piacere esistano ma che trovano il tempo che trovano, come l'indicatore sul corpo di ROB che ci mostra quanto carburante abbiamo ancora per il volo.

Nintendo ci fa notare, infine, i cambiamenti grafici (e tecnici) anche ai singoli personaggi, come Link che ora indossa anche la tunica di Breath fo the Wild con tanto di bombe che esplodono a comando, o Mario che indossa Cappy, o Kirby che ha una nuova forma quando usa l'abilità roccia.

Su questo personaggio spendo giusto una riga per sottolineare che può trasformarsi in tutti i lottatori esistenti semplicemente assorbendoli e guadagnandone così le relative abilità: ancora una volta l'amore per il dettaglio e la minuziosità nel lavoro di sviluppo si fanno sentire.

Super Smash Bros. Ultimate è, insomma, un capitolo così denso di novità, di bilanciamento, e di personaggi da essere uno dei titoli più ambiziosi di Nintendo fino ad oggi. Non a caso ci dicono che i lavori continueranno fino alla data d'uscita per riuscire a consegnare nelle mani dei giocatori un prodotto quanto più completo possibile.

Per adesso mi sento dire che, modalità di presentazione completamente sbagliata, Super Smash Bros. Ultimate è un gioco da avere assolutamente nella propria libreria, al di là del possedere o meno vecchi capitoli che vengono avviati solo per una seratona fra amici: questo capitolo è meglio in ogni aspetto, grafico e non. Non esiste una sola ragione al mondo per non acquistarlo prontamente al day one.

Non vedo l'ora.