Per chi è fan dei giochi di matrice nipponica e che, oltre al design, di giapponese hanno anche tematiche ed ambientazione, siamo capitati in un E3 che è, a tutti gli effetti, una miniera d’oro. Shadows Die Twice, che da molti era considerato il nuovo Bloodborne (magari lo è come meccaniche) o da taluni era visto come un recuperone di una vecchia IP di From Software, si è presentato come Sekiro, con una data di uscita non molto lontana.

Soulslike di forte impronta fast-paced come BB (abbiamo anche visto gap closing e trick weapon), Sekiro si prepara a dire la sua come nuovo esponente del genere soulslike. Nioh 2 potrebbe avere seri problemi ad affermarsi contro un peso massimo del genere sebbene, già dal primo capitolo, hanno preso abbondantemente le distanze come meccaniche e game design (seppur condividendone l’anima) con i titoli made in From Software.

La cosa che mi lascia un po’ perplesso è il volersi manifestare così in fretta con un sequel dopo un ottimo lancio, un comparto DLC molto solido e ricco e con un gettito di copie su PS4 da poter giustificare un porting (seppur modesto) su PC e, fondamentalmente, dopo poco più di un anno (Nioh è uscito nel febbraio del 2017) dall’uscita del primo capitolo.

sekiro
Sekiro: Shadows Die Twice.

Fortunatamente potrebbe uscire potenzialmente lontano da Sekiro stesso (anche se la data è ancora ignota e potrebbe uscire in qualsiasi momento) e non risultare ridondante. La cosa che temo è che, considerando una gestazione così breve (almeno concettualmente, poi magari il gioco uscirà tra qualche anno) potrebbe mostrarsi ancora una volta come titolo molto modesto dal punto di vista tecnico.

Giocato in modalità performance su PS4 standard era davvero molto godibile ma, graficamente, era abbastanza sotto gli standard offerti dalla corazzata Sony con altri titoli.

Sicuramente Team Ninja, almeno per quanto mi riguarda, avrebbe potuto dedicarsi un attimino ad altro e magari rilanciare sul mercato il leggendario Ninja Gaiden che, nelle sue ultime uscite su console old gen, era molto, molto lontano dai fasti di un tempo. Un reboot/remake non mi sarebbe davvero dispiaciuto considerando che siamo in tema di recuperi di saghe leggendarie con operazioni nostalgia più o meno valide.

Far rinascere una saga storica e proporre un titolo con il potenziale di Ninja Gaiden Black avrebbe fatto saltare il banco. Team Ninja, invece, ha optato per una strada più ricca di pericoli e potrebbero davvero scottarsi. Da premettere comunque che io Nioh l’ho adorato sia per meccaniche di gioco che per l’affascinante sottobosco folkloristico che lo animava.

 

Puntare sul giappone feudale, considerando che parliamo ancora una volta di un gioco in esclusiva temporale, potrebbe non essere stata una buona scelta per Shibusawa dato che andrebbe a cozzare con una potenziale finestra di uscita di un altro dei pesi massimi di Sony, dei “magnifici quattro” di questo E3 del colosso nipponico. Pestarsi i piedi a vicenda potrebbe vedere Nioh 2 uscire con le ossa rotte in un confronto diretto con Ghost of Tsushima, la nuova IP Sucker Punch.

Ghost of Tsushima potendo vantare un comparto tecnico di gran spessore e una forte atmosfera e le cosiddette “tenchu vibes” potrebbe rubare molto terreno a Nioh 2. Considerando che titoli con una formula più hardcore come il titolo di Team Ninja sono già di nicchia, potrebbe non essere una scelta saggia collocarsi in un ipotetica partenza ai box insieme al titolo targato Sucker Punch.

Ghost of Tsushima
Ghost of Tsushima.

Per quanto riguarda il trailer, si vede ben poco se non una possibile cessione al “lato oscuro Oni” e una sicura nuova meccanica di trasformazione (oltre alla già apprezzatissima “summon” dello spirito guardiano) potrebbe essere davvero game changing ed innovare una formula che, comunque, può dare ancora tanto.

Nioh 2 serviva? Assolutamente. Era giusto annunciarlo durante questo E3? No, troppo presto.