Questo E3 mi ha già dato tutto quello che volevo, annunci di giochi (anche se distanti migliaia di anni luce) che aspettavo da tempo e, soprattutto, il gameplay di Death Stranding.

Io e Kojima abbiamo un rapporto che dura da anni, sin da quando, con la febbre e probabilmente mezzo delirante (il che non aiuta unito ai deliri del game designer), finii per la prima volta Metal Gear Solid su playstation.

Da quel giorno attendo ogni suo titolo con la più grande scimmia che l'umanità abbia mai visto, sono un Kojima Fanboy.

Stavolta DS si presenta in grande lustro con un video della durata di quasi nove minuti che mostra, finalmente, di cosa tratta il titolo.

Forse. O forse è l'ennesima trollata.

death stranding

In aggiunta a bambini nello stomaco, carri armati organici, misteriose figure nel cielo e balene morte, ora ci troviamo anche di fronte a belle ragazze che masticano grossi vermi con chiara espressione estasiata.

Ciò che vediamo è Sam, il nostro protagonista, aggirarsi per un mondo che varia da grandi spazi aperti a metropoli distrutte, portando una quantità di valigette e carichi di vario genere, arrampicarsi per corde e scalare montagne, l'unica cosa che per ora sappiamo realmente di lui è che “fa consegne”, a chi, di cosa e perché non ci è dato saperlo.

Vari indizi su cosa DS porterà a schermo sono sparsi qua e la durante il video: sappiamo che, qualsiasi cosa siano le entità che Sam può solo "percepire", il loro tocco manda avanti il tempo soggettivo, provocando la morte, ma che nel caso di Sam la cosa è diversa: lui sopravviverà, ma la zona attorno a lui sarà distrutta (così si evince da uno dei dialoghi nel video, ma anche dal precedente trailer).

Ancora una volta la figura del bambino assume un ruolo “attivo”, è chiaro che qualsiasi sia l'interazione tra esso e il braccino robotico della tuta di Sam (e di altri personaggi), sia questo a dare al protagonista la possibilità di “vedere” le entità, entità che ora si presentano come ombre sospese in aria e collegate a chissà cosa (forse il mostro enorme del precedente trailer) da dei cordoni ombelicali, appunto gli “strands” a cui fa riferimento il titolo del gioco.

death stranding

Ancora nulla di concreto comunque sul gameplay: a parte le lunghe camminate e arrampicate di Sam con i suoi pacchi vediamo di sfuggita una valigetta trasformarsi in un fucile e una piccola sequenza stealth in cui il protagonista, all'aperto e ben visibile, come visto dai vari trailer sembra infatti che le creature reagiscano al movimento e al fiato delle persone piuttosto che a stimoli visivi.

Kojima da una parte ci da qualche risposta risicata, dall'altra aggiunge nuovi quesiti e ci mostra nuovi personaggi: due volti, stavolta femminili, arricchiscono il cast, ma vengono anche presentati una serie di comprimari che possiamo sentir parlare a Sam attraverso il casco della tuta e che sembrano guidarlo nelle sue  consegne.

Ok, sono nove minuti di Sam che cammina, corre e fa cose, non c'è effettivamente niente di concreto, niente sulla storia vera e propria o ciò che, effettivamente, sarà il gameplay finale. E ne ho già sentito di tutti i colori, prima ancora di avere il gioco in mano, come ormai succede per qualsiasi cosa di qualunque game designer o casa di produzione, giusto perché l'internet ci ha dato la possibilità di vomitare veleno ovunque giusto per dimostrare di avere una opinione “fuori dal coro”.

Certo ci sono anche opinioni rispettabilissime e, fondamentalmente, sappiamo tutti che Kojima vive in un mondo tutto suo in cui non si preoccupa di budget, tempi o della generale esistenza del genere umano: lui scrive la sua storia, gli piace, la pubblica e c'è gente come me che adora questo suo approccio scanzonato.

death stranding

Quando parla di Death Stranding non fa altro che ribadire che è un gioco di connessioni, che è costruito su esse e da esse e dice tutto e nulla di ciò che alla fine ci troveremo di fronte. Da una parte ci vengono mostrati video su video, da un'altra Kojima dice che il combattimento sarà opzionale (e sconsigliato) e che sarà presente una componente multiplayer non ben specificata.

Viaggi nel tempo, mostri di Lovecraftiana memoria, corrieri in mondi post-apocalittici, squadre speciali con assurdi poteri come da tradizione e chissà cos'altro ci attende in questo nuovo capitolo della saga di Hideo Kojima.

Quindi cosa abbiamo di concreto? Nulla. E probabilmente non ci sarà alcun chiarimento finché il tutto non sarà nelle nostre case.

Eppure io ho acceso il pc, ho guardato il video, ho vomitato queste parole e sono ancora qui che penso "wow". Anche perché lo sviluppo sembra procedere a una velocità mai vista per il nostro Kojima e, spero, che l'uscita sia più vicina di quanto pensiamo tutti quanti. Prendo per mano la scimmia e mi avvio per il sentiero dell'hype, se poi lo stile di Kojima vi ha stufato, vi aspetterò alla fine della strada.

E la mia scimmia vi sbranerà.