Questa recensione contiene spoiler

Immaginate un posto in cui finiscono tutte le cose che dimenticate sparse per la casa o per il vostro mondo. È in questo posto che viene ambientato Forgotton Anne, un videogioco danese che fa il verso a Studio Ghibli e poggia le proprie basi su tre ingredienti principali: enigmi, platform e scelte.

Forgotton Anne porta la firma di Throughline Games ed è pubblicato dall’etichetta Square Enix Collective, che punta a dare una maggiore visibilità agli sviluppatori indipendenti più piccoli e bisognosi di essere portati sotto i riflettori.

Probabilmente ci sarebbe finito lo stesso, visto lo stile così particolare, ma è sempre un bene avere un acceleratore di questo tipo in un’industria che macina qualunque cosa – anche produzioni AAA – nel giro di appena un paio di settimane.

Come accennato, Forgotton Anne ha diversi punti di contatto con gli anime dalla vena melanconica della casa nipponica. Sarebbe superficiale ridurla allo stile visivo, e probabilmente anche sbagliato perché c’è in effetti dell’altro.

La storia, la componente che colpisce alla lunga, è qualcosa che “leggiamo” di rado nel mondo dei videogiochi. Una sorta di favola per bambini che, come nella tradizione dell’animazione giapponese, ha un messaggio per gli adulti.

Per le mani qui abbiamo oggetti viventi e parlanti, che sono più attaccati alla vita di qualunque altro essere umano, e in quanto esseri intelligenti che tengono alla loro esistenza finiscono rapidamente vittima del raggiro di un egoista despota e del suo braccio  destro.

Ecco, noi non saremo uno di loro ma il braccio destro di quel signorotto, la risoluta Anne dai capelli rossi, con il compito di ripulire il mondo da un manipolo di ribelli che si batte per un mondo migliore e una possibilità di sopravvivenza.

La cosa che ho apprezzato di più è il cambio di prospettiva sulla vicenda, che avviene in maniera progressiva ed efficace, oleato a dovere da un paio di colpi di scena, non soltanto sul personaggio ma anche sul giocatore.

Inizialmente ho voluto restare nel personaggio, ma dopo qualche battuta non ce l’ho fatta, e questo vuol dire che ciò che ho visto ha avuto un impatto su di me ben superiore a quello riscontrato sul gameplay.

Per quella decina di ore che ho passato nel gioco, al netto della giocabilità minata da qualcosina che poteva venire fuori meglio (più che da “difetti” veri e propri), è stato il dipanarsi dell’interessante e curiosa trama a spingermi a volerne di più, non tutto il resto.

Parliamo del gameplay, allora. Forgotton Anne è sostanzialmente un platform, e in questa sua natura saltereccia non svolte il proprio compito alla perfezione. Da buona cartolina vivente qual è, cade spesso in animazioni macchinose, a volte persino di difficile lettura.

Ad esempio, salire su una scala richiede di muovere la levetta analogica indietro anziché avanti in base alla prospettiva assunta dall’inquadratura bidimensionale. Così come un leggero input lag e una lettura non naturalissima dell’animazione del salto causano qualche grattacapo quando il gioco si fa duro e un minimo più veloce.

Ci sono anche gli enigmi, naturalmente, e sono di tipo ambientale. Si tratta di spingere qualche leva, direzionare dei flussi in modo da attivare macchinari, e via discorrendo. Talvolta li risolverete per caso, ma nella maggior parte dei casi la soluzione è ad un tiro di schioppo visto che le location sono per la natura stessa del gioco abbastanza ridotte.

Non è questo l’aspetto per cui vi innamorerete di Forgotton Anne, insomma, pure perché è probabilmente quello più lineare e meno ispirato del lotto. Mi rendo conto comunque  che qualcosa di diverso avrebbe richiesto un mondo più grande e una chiave di volta diversa dall’energia Anima alla base di questo microcosmo steampunk.

forgotton anne

È interessante invece come l’Anima di cui sopra venga utilizzato non soltanto per risolvere gli enigmi ma ugualmente per compiere le scelte che hanno un impatto sulla trama e sul giudizio che il gioco di tanto in tanto da di voi.

Potrete scegliere, nei vostri panni di giustiziera, se risparmiare o meno i Forgotling, gli oggetti dimenticati che popolano il mondo del gioco. E la qualità delle decisioni che porterete a compimento avrà dei risolti accattivanti sulla narrazione.

L’energia in questione può essere adoperata anche per accedere a delle aree della mappa o risolvere degli enigmi, e non mi ha fatto piacere leggere che si può cristallizzare un Forgotling soltanto quando stabilito dal gioco e non con un proprio libero arbitrio (e le relative conseguenze, ovviamente) in un qualunque passaggio.

Queste scelte comunque, in determinati punti, faranno sì che un personaggio si comporti in un certo modo nei vostri confronti, o quell’altro riesca a sopravvivere e aiutarvi in un momento della storia. Per una produzione indie è un sistema abbastanza raffinato.

forgotton anne

Forgotton Anne è dunque un tentativo piuttosto ambizioso di raccontare una storia atipica per il mondo dei videogiochi ma non per quello dell’animazione, che si scontra con un gameplay a volte limitato e bloccato ma che risulta comunque funzionale al tipo di narrazione adottato.

Il prezzo di partenza può scoraggiare ma ad un primo calo, dovesse lo stile artistico adottato colpirvi, il consiglio è di lasciarvi sedurre senza particolari sensi di colpa.

Versione testata PC, disponibile anche per PS4 e Xbox One

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