Ci sono giochi che destano curiosità sin dall'annuncio, vuoi per un'idea in particolare, vuoi per un genere di appartenenza verso cui la community presta sempre particolare attenzione ad ogni nuovo annuncio. L'horror è sicuramente uno di questi, visto che di survival con gli attributi se ne vedono sempre meno, specie quelli in grado di mostrare tanta bella violenza a schermo, proprio come piace a noi.

Vien da sé che l'arrivo di Agony da parte del team MadMind è stato quindi accolto con particolare entusiasmo, visto che si tratta a tutti gli effetti di un indie a tema orrorifico (inquadrato con una sapiente e piuttosto consueta visuale in prima persona) che ci immergerà in un inferno vero e proprio, accompagnati da un elemento che proprio non deve mancare in un titolo del genere: sangue a fiumi.

Senza contare ossa, budella, riferimenti sessuali e altri dettagi più o meno macarbri che fanno del titolo un inno allo splatter. Peccato solo che tutta questa beltà demoniaca sia stata gettata piuttosto alla rinfusa in un calderone di idee sconnesse e sicuramente non limate a dovere.

Il tutto, per una durata di gioco davvero esigua, capace di lasciare un profondo senso di insoddisfazione.

Agony
Erotismo, sangue e demoni: cos'altro chiedere dalla vita?

Andiamo per gradi: come accennato poche righe più in alto, Agony è un classico titolo in soggettiva che ci catapulterà sin dal primo istante nei meandri dell'inferno, nei panni di un'anima dannata alla ricerca della misteriosa Dea Rossa.

Niente particolari pretesti narrativi o filosofici: si tratta di un viaggio nelle profondità del male, contraddistinto solo ed esclusivamente da un'estetica piuttosto ricercata (e ridondante, in un certo qual senso) tipica del “male assoluto” ritratto in alcune opere pittoriche piuttosto note ai più (come ad esempio, i quadri del pittore polacco Beksinski).

Un tormeno nudo e crudo che farà da traino alle nostre peregrinazioni all'interno delle varie ambientazioni di gioco, tutte incentrate su panorami raccapriccianti tanto quanto le ributtanti creature che li ospitano, demoni della perdizione che ci daranno modo di apprezzare il gusto per l'orrido, il sadico e il sesso violento.

Dal punto di vista prettamente estetico e concettuale, quindi, c'è ben poco da controbattere. Dove Agony inciampa inesorabilmente, è quando tutto questo gusto per il macabro e il raccapriccio si scontra giocoforza con un impianto ludico mediocre e ridondante, frutto di una palese difficoltà di programmazione (sicuramente dovuta a una lunga serie di problemi occorsi durante lo sviluppo, alcuni dei quali responsabili di tagli e censure di diverse sequenze ritenute fin troppo violente e sadiche, persino da chi mastica quotidianamente l'orrore).

agony
Una scena di ordinaria violenza.

L'ossatura ludica si fonda infatti su un costante e a tratti incomprensibile andirivieni attraverso corridoi e stanzoni spesso tremendamente rassomiglianti tra di loro, contrapposto di tanto in tanto da alcuni timidi accenni stealth. I nemici tenderanno a darci la caccia piuttosto ferocemente, ma la possibilità di prendere possesso di un altro corpo nel caso in cui cadessimo vittima di un agguato è di facile esecuzione.

Tradotto, il tasso di sfida in Agony è davvero rivolto verso il basso. Inoltre, alla terza morte consecutiva saremo obbligati a ripartire da un checkpoint precedente al nostro ultimo save point, cosa questa che può tradursi facilmente in fonte di frustrazione non indifferente.

Così come frustranti sono le decine di bug che renderanno le nostre peregrinazioni un martirio tanto da vedere quanto da giocare, con blocchi improvvisi, cali di frame rate del tutto immotivati e più in generale una resa grafica che non rende giustizia al lavoro (al contrario, piuttosto valido) dell'art design.

A ciò si aggiunge una longevità piuttosto anonima (5/6 ore, senza neppure accelerare il passo) e una manciata di bonus che cercano di salvare in extremis la situazione, come la Modalità Succube (la quale ci darà modo di affrontare l'avventura con un personaggio inedito) e la Modalità Agonia, quest'ultima incentrata sull'affrontare livelli generati in maniera procedurale (combattendo anche contro un implacabile conto alla rovescia).

Disponibile per PC, PlayStation 4 e Xbox One.

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