Quando hai per le mani un franchise che va avanti, oramai, da troppo tempo e che tutto questo tempo, oramai, lo sente sulle spalle, hai due possibilità: lo chiudi o provi a giocarti il tutto e per tutto provando a cambiare un po’ le carte in tavola, rinnovandolo. Un’operazione rischiosissima perché rischi di perdere la fanbase che avevi, di non suscitare l’interesse di altre fette di pubblico che da quel brand sono sempre state molto lontane. Questo, ovviamente, se non ti chiami Game Freak.

Nelle ultime ore, dopo l’annuncio di Pokémon Let’s Go Pikachu e Eevee, ho sentito di tutto, letteralmente. Chi si schierava completamente contro “un’operazione commerciale inutile che andrebbe boicottata”, chi ne era entusiasta, chi “Pokémon? Ma si mangia?” e chi come me, fra un entusiasmo e l’altro, applaudiva alla genialità della miglior operazione commerciale della storia.

Parliamoci chiaro, Pokémon Let’s Go è, di fatto, una bieca commercialata volta a spillare soldi a tutti i fan del brand, a tutti i non fan del brand, che serve solo a placare gli animi prima dell’arrivo dei veri nuovi titoli della serie principale.

Nonostante ciò, non posso che fermarmi e applaudire perché se tutte le operazioni di questo genere avessero questo stampo e fossero così brillanti allora il mondo videoludico sarebbe un posto decisamente migliore.

Quel Pikachu sul braccio mi fa impazzire.

Provo a dirvi la mia, sulla questione, così da spiegarvi perché Pokémon Let’s Go Pikachu e Eevee sono due capitoli di cui il modo pokémon ha bisogno.

Il brand, dicevo iniziando questa piccola chiacchierata, è vecchio e ha bisogno non solo di novità al suo interno ma anche al di fuori: che ci piaccia o meno è necessario avere nuove leve su cui puntare, nuovi giocatori, che spronino gli sviluppatori a provare a pensare a qualcosa di nuovo. La sola presenza di Switch sul mercato non basta.

Ecco che ci viene in aiuto Pokèmon Go, il fenomeno di qualche mese che ha attirato a sé milioni e milioni di videogiocatori che hanno scoperto il brand anche solo per la moda del momento e che hanno continuato (e continuano) a giocare al titolo di Niantic. Bene, ecco le nuove leve a cui puntare: ora bisogna fargli comprare un gioco “vero”.

Però vanno fatte le cose per bene e infarcire la testa di questi giocatori casual con mega-cose strane, ultra-affari, multidimensioni e un numero cospicuo di mostriciattoli significherebbe non riuscire a portare tutta questa gente all’interno del mondo pokémon.

Quindi che si fa? Si prende la prima generazione, si prende Kanto, si aggiunge una grafica molto piacevole e ci si infila dentro Pokémon Go. Come? Offrendo la possibilità ai giocatori di far interagire i due titoli e creando un sistema di cattura del tutto analogo a quello del gioco su mobile, senza farsi mancare le possibilità introdotte e offerte da Switch.

E già su questi semplici concetti ci si potrebbe soffermare a parlare per ore perché ognuna di queste sciocchissime e semplicissime caratteristiche è una mossa commerciale così ingegnosamente studiata da far paura. Partiamo da Kanto e dalla presenza dei soli 151 pokémon della prima generazione. Ricordate perché Pokémon Go funzionava così tanto per la masse, all’inizio, al di là della “novità” del titolo? Sì, i primi 151 mostriciattoli, bene o male, li conoscevano tutti. Ma proprio tutti, persino mia nonna.

E come lo fai un videogioco che punta al far entrare nel franchise la massa, i casualoni? Infilandoci solo quella generazione che conoscono, con cui hanno familiarità e facendogli conoscere, al contempo, Kanto, le sue meraviglie e la sua storia, quella più semplice e intrigante, quella che ci ha fatto innamorare tutti.

Non posso non applaudire, capite?

Non ci sono Ultravarchi, non ci sonopoteri strani, solo un professore che studia i Pokémon, che vuole creare un’enciclopedia globale e un team malvagio il cui unico obbiettivo è dominare il mondo. Sì, Kanto è senza alcun dubbio il modo migliore per dire ai ragazzetti come mio fratello “hei! Questo è pokémon! Vieni anche tu! Abbiamo i Poffin!” (ecco, magari i Poffin non sanno nemmeno cosa sono, quindi magari non dicono proprio così).

Non uso mio fratello a caso, anzi. Mio fratello ha 8 anni e qualche anno fa gli regalai un Game Boy Advance con Pokémon Argento, la mia prima cartuccia della serie (la prima generazione la giocai tutta su cartucce prestare da amichetti, prima di comprare le mie personali). Dopo qualche minuto ha spento la console (ma vi pare?) e mi ha detto “questo gioco è noioso, si parla troppo e devo leggere troppe cose”.

Ecco, lui è il target a cui punta tutta la semplicità di meccaniche, di trama, di luoghi e di gameplay che sembra possedere Pokémon Let’s Go. Questi due nuove titoli, infatti, riescono ad appiattire e semplificare un po’ tutto il sistema di esplorazione e cattura dei pokémon, oltre che quello di allenamento e crescita degli stessi, andando ad eliminare tutti quegli artefici che complicavano (n.d.r inutilmente) tutti questi processi limitandosi ad offrire, di fatto, un sistema quanto più semplice ed intuitivo possibile.

La scompara degli incontri casuali ne è l’ennesima dimostrazione: voglio trovare un Caterpie? Ecco, vado li, lo vedo, mi avvicino e gli lancio una palla. Facile, veloce, adatto a tutti. E con tutti intendo anche noi giocatori attempati, perché parliamoci chiaramente, abbiamo sempre voluto, sin da bambini, avere questo tipo di interazione con il mondo di gioco.

Certo, va a scomparire tutta la complessità a cui eravamo abituati, ma alla fine è il risultato quello che conta, no?

Ci restano ancora un paio di punti da analizzare e osservare più da vicino: il battle system e il multiplayer.

Nel primo caso, ancora, un applauso a Game Freak che ha mantenuto immutato il sistema, migliorandolo solo dal punto di vista estetico, eliminandone il comparto on-line. Ancora una volta non posso che inchinarmi e togliere il cappello di fronte a tante, incredibile, genialità. Sì, perché va tenuto sempre Pokémon Go come punto di riferimento costante e continuo per capire quanto avanti sono questi due nuovi titoli.

Sì, prenderò anche la PokéBall.

Promuoviamo le lotte fra allenatori, ma solo in locale. Manteniamo invariata la filosofia di Go, incontratevi per lottare. Andate in giro, catturate pokémon con il vostro smartphone, trasferiteli sul gioco e, sempre mentre siete in giro, incontrate e fidate altri allenatori all’interno di Let’s Go. O collaborate insieme nell’esplorazione e nelle sfide PvE.

E, ancora una volta, una soluzione semplice, raffinata ed efficace che non solo accontenta il giocatore che proviene dal mondo del titolo di Niantic fornendogli tutti gli strumenti necessari per comprendere pienamente un battle system squisitamente profondo e complicato, ma anche i giocatori più attempati che non troveranno altro che una versione migliorata, riveduta e corretta di Stadium/Colosseum.

Chi, fra di voi, non voleva vedere un Pokémon Stadium con una storia, con qualcosa di più oltre alle battaglie, spettacolari, proposte dal titolo? Ecco, Pokémon Let’s Go.

E concludiamo con l’ottava generazione, che debutterà nel 2019. Quella sarà la vera innovazione, il vero cambiamento che, se la macchina commerciale di Let’s Go ha funzionato come dovuto, investirà non solo la vecchia scuola ma anche tutti nuovi adepti.

E come li convinciamo questi nuovi allenatori a lanciarsi in un gioco che dovrebbe discostarsi dal loro “luogo sicuro”? Ecco, con Let’s Go introduciamo, solo all’interno di Pokémon Go, un pokémon mai visto prima, presumibilmente appartenente alla nuova generazione, che farà da tramite per convincere definitivamente i nuovi giocatori a firmare la loro entrata nel franchise. Quello vero.

E sì, magari convincerà anche qualcuno a tornare sul titolo di Niantic, perché sono stati promessi vantaggi importanti per tutti coloro che utilizzeranno entrambe le piattaforme, Switch e smartphone, anche per i titoli del 2019.

Bene, i miei soldi sono già finiti nel preorder, di entrambe le versioni di gioco, così come i soldi di tanti altri, fra casual che probabilmente acquisteranno Switch e la vecchia guardia che vuole assaggiare le piccole finezze presenti in Let’s Go.

Sì, perché Pokémon Let’s Go Pikachu e Eevee sono una delle mosse più importanti, semplici e geniali di sempre per Game Freak e sono necessarie per il brand. Per la sua corretta evoluzione e la sua corretta gestione.

Questo due nuovi titoli, insomma, servono a mantenere vivo un brand che con con Sole e Luna stava scrivendo la sua data di morte.

Viva Pokémon, viva Game Freak.

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