Aragami è uno di quei titoli di cui ho seguito lo sviluppo sin dagli albori poiché, smanettando ogni tanto con Unity me lo sono trovato nella vetrina principale del sito ufficiale dell’engine, e capite bene che vedere quello stile cartoonesco così caruccio e le parole “real stealth” nella descrizione me lo hanno fatto aprire subito.

Così per mesi, mesi e mesi ne ho seguito da vicino lo sviluppo leggendo con interesse tutti i post degli sviluppatori in merito al titolo e guardando ogni sorta di screenshoot e video che inserivano all’interno dei loro recap. MI affascinava particolarmente la meccanica delle ombre che si erano inventati e così, il giorno della sua uscita, su PC, lo comprai quasi istantaneamente abbandonandolo più o meno a metà dopo qualche ora di gioco.

Mi aveva annoiato quasi subito nonostante tutte le premesse e promesse fossero state mantenute.

Giocarlo oggi su PlayStation 4, completo di Nightfall, il suo DLC, mi ha trasmesso le stesse identiche sensazioni nonostante mi sia sforzato di andar oltre il punto dove mi ero fermato durante la mia prima esperienza su Aragami.

Esteticamente ok!

Indovinate? Non ce l’ho fatta e mi sono fermato poco più in là, nuovamente preda di una noia che non credevo che un titolo di questo genere mi potesse dare. Sono un amante degli stealth e poterne giocare uno così puro, così intrigante, non avrei mai creduto potesse portarmi alla noia così facilmente ma non è colpa ella lentezza del genere, a cui sono abituato, quanto del gameplay leggermente troppo monotono offerto da Aragami.

Ma andiamo con ordine e iniziamo a parlare della trama di gioco. Noi impersoniamo un Aragami, uno spirito vendicativo fatto di ombre nato da un antico rituale compiuto da una principessa tenuta prigioniera dal Clan della Luce.

Il nostro scopo è quello di salvare la principessa prima che sorga il sole poiché, essendo una creatura d’ombra, ci dissolveremo alle prime luci dell’alba.

Durante l’avventura avremo spesso delle visioni che ci mostrano un passato che non sembra appartenerci (in fondo siamo nati da poco) ma continua a tormentarci. Anche la principessa, che ci aiuta tramite una proiezione, condivide con noi questi “ricordi” che sembrano tradire la nostra antica appartenenza al Clan della Luce.

Questi piccoli sprazzi di passato contribuiranno a rendere la narrazione più misteriosa e interessante e ci daranno un motivo in più per provare a proseguire nella vicenda, anche solo per scoprire chi è davvero questo Aragami e che legame ha con la principessa che lo ha evocato.

Le atmosfere sono interessanti!

Il gameplay del titolo, vero perno centrale della produzione, ruota attorno all’Essenza dell’Ombra, l’energia tramite la quale siamo in grado di utilizzare i nostri poteri. Possiamo teletrasportarci da un’ombra all’altra (questo ci consentirà di attraversare porte, cancelli e muoverci in totale silenzio all’interno dei luoghi pullulanti di nemici), creare zone d’ombra all’interno delle quali trasportarci e poco più. Il resto delle abilità ci conferiranno “semplici” potenziamenti di quelle principali, come l’uccisione istantanea dei nemici qualora ci teletrasportassimo alle loro spalle.

Il titolo promuove un approccio completamente stealth punendo totalmente un approccio più rapido e violento poiché i nemici ci atterreranno con un solo colpo e ad una distanza tale da renderci impossibile il contrattacco: il più delle volte essere scoperti significa aver perso. Chiaramente è possibile riuscire a sfuggire facendo rientrare l’allarme, perdendo punti preziosi alla fine del livello, ma lo scontro frontale è completamente impossibile.

Questo rende il titolo molto accattivante per gli amanti dello stealth puro che grazie a queste meccaniche delle ombre riusciranno a trovare pane per i loro denti: capire dove è possibile teletrasportarsi, non farsi mai scoprire, utilizzare al meglio la propria energia è la chiave per riuscire a completare indenni i vari livelli di gioco.

Se aggiungete che è presente un moltiplicatore per aver finito ogni livello senza aver ami ucciso nessuno il gioco è fatto, qualsiasi amante del genere finirebbe in brodo di giuggiole.

Purtroppo, però, non ci viene incontro né il lelvel design, che risulta essere ben poco adatto a questo genere di gioco né le ambientazioni e la loro incredibile monotonia.

A fronte di un comparto estetico ben studiato e piacevolissimo da vedere, abbiamo una monotonia di ambienti e luoghi che uniti alla lentezza del gameplay, dovuta al dover pensare a come muoversi per fare meno danno possibile, poterà ben presto il giocatore a stancarsi di quello che accade sullo schermo.

I protagonisti del DLC.

Il level design, poi, non aiuta minimamente poiché non avremo sempre una visuale perfetta sui vari luoghi che andremo ad esplorare e questo si traduce molto spesso in un nemico che non avevamo visto, perché impossibile da notare, che ci ucciderà istantaneamente.

A questo vanno aggiungi gli innumerevoli glitch grafici e della telecamera che contribuiranno non poco e molto spesso a rendere un intero livello giocato a regola d’arte un inferno sulle fasi finali grazie a compenetrazioni e a bug nella camera che ci porteranno ad un rapido game over e ad una compromissione del punteggio.

Un paio di livelli ho dovuto rinunciare alla S nella valutazione proprio a causa di questi “piccoli” glitch che per poco non mi hanno portato al lancio del controller in direzione indefinita.

Purtroppo gli stessi problemi si evidenziano nel DLC del quale sono riuscito a giocare una manciata di capitoli prima di arrendermi al “more of the same” che propone. Al di là di una storia leggermente più interessante e di due protagonisti poco più accattivanti del nostro Aragami, tutte le proposte di Nightfall sono del tutto analoghe a quelle del gioco principale, salvo qualche abilità aggiuntiva, come il lancio di kunai esplosivi o bombe, difetti inclusi.

Insomma, nonostante ci abbia riprovato nuovamente, Aragami non è riuscito a colpirmi positivamente rivelandosi un’occasione sprecata per la costruzione di un titolo che avrebbe potuto essere molto, molto di più. Ne consiglio comunque l’acquisto agli amanti dello stealth puro poiché la sfida proposta è davvero impegnativa (soprattutto nei capitoli avanzati e con la difficoltà massima) tenendo sempre presente che la noia è dietro l’angolo e arrivare all’abbandono dell’avventura è decisamente troppo semplice.

[wp_ad_camp_1]