Il genere dei film poliziotteschi, conosciuti anche come “polizieschi all'italiana”, sono un genere cinematografico italiano apparso verso la metà degli anni '70 e perdurato sino ai primi anni '80, per poi sparire repentinamente.

Ispirati a fatti di cronaca nera realmente accaduti (non sempre, ma tant'è) e dotati di uno stile volutamente esagerato, queste pellicole tendevano spesso ad enfatizzare l'azione, spesso contraddistinta da sparatorie e inseguimenti fra le vie delle maggiori città italiane, da Roma e Napoli, sino a Milano.

Ed è proprio il capoluogo lombardo la location scelta da Italo Games per il loro Milanoir, uno sparatutto a scorrimento orizzontale molto classico realizzato in pixel art e ispirato a sua volta a titoli come Hotline Miami.

Sarà bastato ricreare scorci ben noti della città di Milano, dal Pirellone fino ai Navigli, per dare alla luce un prodotto in grado di andare oltre l'appellativo di semplice spaccato di un genere cinematografico dimenticato da tutti, non senza un pizzico di nostalgia?

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La polizia si incazza, noi di più.

Innanzitutto va detto che Milanoir, come accenato poche righe sopra, mette in mostra una Milano che – nonostante il suo aspetto volutamente pixelloso – mostra tutto ciò che ci aspetteremmo di trovare nel capoluogo lombardo, attraverso una storia di mala e di organizzazioni criminali che non fa sconti a nessuno.

Nei panni di Piero (un ex galeotto in cerca di vendetta da poco uscito dal carcere) saremo chiamati a rientrare da subito nel giro della mala meneghina, eliminando la concorrenza armi alla mano, per una vicenda che strizza l'occhio ai film noir à l'italiana senza troppi complimenti, specie pellicole cult  come Milano Calibro 9 e Milano odia: la polizia non può sparare.

E in un certo senso è meglio così, visto che l'originalità del titolo è nel contesto, non certo nella narrazione (alquanto latente). Da Piero al personaggio di Torinese, manca forse una certa scrittura che avrebbe reso il titolo davvero unico. Ad ogni modo, parliamo di uno sparatutto a scorrimento orizzontale molto classico, ragion per cui l'attenzione non è certo da ricercarsi nella “trama”.

La visuale leggermente rialzata – ripresa di peso da Hotline Miami - va di pari passo al fatto che non troveremo alcun indicatore a schermo o altro a intralciarci la visuale. Saremo noi, le nostre armi (cinque, ciascuna delle quali impostata in automatico all'inizio di ciascun livello di gioco) e decine di nemici da eliminare.

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Chi è quel rapitore che si fa consegnare i soldi a casa?

Il nostro obiettivo sarà quindi quello di procedere all’interno dei vari stage, uccidendo i nemici e preparandoci all'incontro col boss d turno, prima di poter accedere al livello successivo. Durante gli scontri potremo anche trovare riparo dietro oggetti dello scenario, in modo da permettere alla nostra salute di rigenerarsi.

Attenzione, però: Milanoir è uno sparatutto che non farà sconti a nessuno: la possibilità di effettuare scatti improvvisi e capriole non basterà a evitare numerosi morti occorse per mano dei nostri avversari malavitosi, rendendo così il gioco piacevolmente impegnativo (mai oltre i livelli di guardia, ben inteso).

Su Switch, il sistema di controllo via Joy-Con funziona inoltre piuttosto bene, dando il massimo sia in modalità portatile che nell'opzione a due giocatori, utilizzando la coppia di Joy-Con in orizzontale. Relativamente al comparto tecnico, c'è ben poco da obiettare: il quadro messo in piedi da Italo Games è sicuramente impreziosito da uno stile unico nel suo genere e più in generale da una fluidità del tutto rispettosa.

Tradotto, Milanoir è un piacere tanto da vedere quanto da giocare, unito al fatto che il prezzo davvero ridicolo richiesto per scaricare il gioco da eShop fugherà ogni dubbio circa il download sulle vostre console. Concludendo: “Ve lo dice Sacchi Giulio: ci vogliono prove grandi come il grattacielo della Pirelli per mandare uno all'ergastolo. Credetemi: qua si può fare tutto, quando c'è questo.”

Disponibile per Nintendo Switch (versione testata), PC, Xbox One e PlayStation 4.

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