La giornata dedicata ai Pokémon (il 30 maggio scorso) non ha solo rivelato i due Pokémon Let’s Go, i titoli dedicati a Pikachu ed Eevee, i cui nomi da tempo circolavano in rete. Parallelamente all’annuncio, si è reso disponibile Pokémon Quest, un titolo “free to start” che uscirà (ed è specificatamente pensato) per dispositivi mobile in un non meglio definito futuro prossimo.

Titolo gratuito sui Pokémon quindi, che abbiamo provato per Nintendo Switch. L’idea è questa: in Pokémon Quest i giocatori esploreranno in lungo e in largo un luogo in cui tutto è cubico, compresi i Pokémon, ovvero l'Isola Cubetti. Questo è il pretesto narrativo che ci porterà a raccogliere oggetti di ogni tipo, così come ad ottenere nuovi mostriciattoli ovviamente.

È possibile giocare il titolo interamente con il touch screen anche su Switch, rendendolo ideale anche per giocatori più giovani, ma anche con i Joy-Con ovviamente, che però non vengono sfruttati in maniera particolare dal game design del titolo. Effettivamente, in modalità portatile, muovere il cursore con gli analogici risulta molto meno immediato, e più volte è venuta automatica la necessità di usare le mani ed il touchscreen.

Prima di parlare di come funziona Pokémon Quest, è giusto spendere due parole sullo stile del gioco. È piacevole, forse un po’ derivativo (come qualsiasi cosa “a cubetti”), ma tutto sommato i Pokémon sono stati ben costruiti e non c’è mai l’impressione di trovarsi davanti ad una mod di Minecraft, per intenderci. Più volte Game Freak ha sperimentato con il design dei suoi mostriciattoli, come in Pokémon Rumble per esempio, ed anche stavolta lo studio è riuscito a costruire una estetica abbastanza personale.

Pokémon Quest
Il primo è sempre un Rattata, in ogni gioco e piattaforma.

In Pokémon Quest si potranno portare con sé tre Pokémon alla volta, i quali si muoveranno automaticamente per la mappa alla ricerca di altri avversari da sconfiggere, e spetterà al giocatore attivare le mosse dei Pokémon, le quali hanno un breve tempo di cooldown prima di poter essere riutilizzate. La mappa del mondo ricorda infatti quella di un Super Mario per intenderci, dove i mondi sono “a tema” e andranno completati superando una manciata di livelli.

Il level design è inesistente, nel senso che a parte qualche elemento dell’ambientazione che può ostruire il passaggio, gli attacchi a distanza (Machop ed il suo Spaccaroccia saranno fondamentali per farsi un po’ largo nei momenti più concitati), non si distingue sostanzialmente una mappa dall’altra. Ma ogni mondo avrà Pokémon prevalentemente di una tipologia, pertanto sarà necessario costruire la squadra efficacemente per poter superare in scioltezza gli scontri.

I Pokémon hanno delle barre della vita, ed una volta sconfitti ritorneranno dopo svariati secondo con l’energia dimezzata, ogni volta. Quelli avversari arriveranno invece ad ondate, con alcuni Pokémon “forti” che saranno fisicamente più grandi, pericolosi e dotati di un numero maggiore di mosse, dove i Pokémon “boss” rappresentano il pericolo massimo.

Avanzando di livello, i mostriciattoli sbloccheranno col tempo dei nuovi slot su cui applicare gli Amuleti P, che potenziano attacco e salute, ma sono anche in grado di dare delle capacità speciali come un aumento alla velocità di ricarica delle mosse, oppure potenziarle perché possano colpire con un raggio più ampio, ad esempio.

Pokémon Quest
Ogni mondo ha un livello minimo di squadra consigliato.

Ne viene fuori, insomma, che Pokémon Quest è più che il classico giochino con l’energia. Perché c’è, sì, in questo caso è una batteria perché l’idea è che l’assistente di gioco sia un drone volante, e consente praticamente di fare cinque incursioni prima che si debba aspettarne la rigenerazione. Completando gli obiettivi si possono ottenere vari bonus quindi, almeno nelle fasi iniziali, si gioca senza grossi problemi.

Stiamo pur sempre parlando di un titolo gratuito, di un prodotto pensato smaccatamente per smartphone e tablet e non per sessioni da ore, ed inoltre la cosa più fastidiosa non è tanto l’energia quanto lo spazio per l’inventario.

Gli amuleti da equipaggiare ai Pokémon, infatti, occupano l’inventario e già dopo i primi due mondi sarete costretti a doverli riciclare (ottenendo materiali per cucinare dei piatti prelibati che attireranno nuovi Pokémon in base agli ingredienti della pietanza), oppure ad ampliare l’inventario. Tale potenziamento costa 25 unità della valuta di gioco che si possono ottenere giocando, oppure aspettando 24 ore per ottenere ogni giorno proprio 25 unità.

Pur essendoci quindi quei soliti meccanismi da gioco gratuito, come i bundle con vari bonus e potenziamenti acquistabili in Euro, si gioca tranquillamente a Pokémon Quest anche senza sborsare un soldo, ve lo possiamo garantire. Si gioca bene su Switch, ma ancora meglio su smartphone, quando arriverà.