Faccio una premessa che, in genere, non faccio mai: Moonlighter è uno dei miei titoli preferiti in termini di game design. Aggiungerò di più, su uno dei miei “quadernoni delle idee che non realizzerò mai” vi è il canovaccio di un gioco che assomiglia in tutto e per tutto a Moonlighter (con le dovute differenze, ovviamente), quindi immaginate la mia faccia quando avvio per la prima volta il titolo.

Stavo vedendo concretizzata una delle mie tante perdite di tempo in un prodotto vero ed era, più o meno, come lo avevo immaginato e anche di più. Per questo adoro Moonlighter, perché lo sento quasi come mio.

Fatta questa doverosa quanto inutile premessa vi spiego perché, secondo me, questo titolo è fantastico, originale, geniale e perché tutti voi che mi state leggendo dovreste affrettarvi per acquistarlo.

Mio dio quanto è bello!

Parliamo di un roguelike, uno dei miei generi preferiti (ma questo non importa), in cui impersoniamo un mercante che cerca di fare affari all’interno di una cittadina fantasma la cui unica attrattiva è un dungeon apparso anni orsono che sembra essere impossibile da terminare.

Se inizialmente un’attrazione di questo calibro aveva portato il paesello ad essere un centro turistico eccezionale, anche solo per la curiosità di imbarcarsi in quella incredibile impresa, con il passare del tempo la gente si è stufata di perdere sempre e la città ha iniziato a spopolarsi.

Contemporaneamente gli affari de nostro protagonista hanno iniziato a scemare, poco a poco, fino a spingerlo a voler completare da se il dungeon, per riuscire non solo a racimolare artefatti da poter vendere nella sua bottega, ma anche per dimostrare che quel posto non è impossibile.

Date queste premesse si può benissimo immaginare il gameplay del titolo, no? No, esatto.

Mentre di notte vestiremo i panni dell’eroe, quindi proveremo ad andare a zonzo nel dungeon per riuscire a spingerci sempre più in profondità e, al contempo, riuscire anche a trovare robaccia da vendere in negozio, di giorno dovremmo gestire la nostra piccola bottega mettendo in vendita quanto trovato la notte prima.

Guadagnare è fondamentale e per farlo dobbiamo stare attenti all’andamento di mercato per i singoli oggetti, dare quindi ad ogni cosa il prezzo giusto per mantenere vivo l’interesse della gente ma, al tempo stesso, non perderci troppo con prezzacci favorevoli.

La ridente cittadina!

I soldi servono un po’ per riuscire a non morire all’interno del dungeon (possiamo decidere di scappare senza morire, e quindi perdere il bottino, utilizzando denaro per attivare un amuleto) e un po’ per ridare vita alla città, costruendo nuovi baracchini e creando quindi nuovi posti di lavoro (fabbro, alchimista e quant’altro).

Non solo, ci serviranno anche per acquistare equipaggiamento all’interno di queste nuove botteghe che ci servirà per essere più forti e preparati per il dungeon.

Insomma, la gestione delle proprie risorse economiche è alla base di tutto lo scheletro del gameplay. Una gestione scorretta dei prezzi, e del proprio negozio, ci renderà il gioco incredibilmente più complesso da affrontare.

Per quel che riguarda la parte action, quella all’interno del dungeon, siamo di fronte al più classico degli Zelda: riferimenti a Minish Cup o A Link to The Past si sprecano. Sotto questo aspetto, quindi, possiamo stare in una botte di ferro poiché le basi su cui poggia l’intera esperienza sono solidissime ben più che collaudate.

Lo stile grafico di Moonlighter è semplicemente fantastico, con i suoi colori molto accesi e il suo stile cartoon ben realizzato che sono una goduria non indifferente per gli occhi. Il titolo vi farà rimanere più volte a bocca aperta per il design del dungeon, dei personaggi e di tutto quello che si muoverà attorno a voi.

Ma quindi, un gameplay interessante, innovativo, e ben studiato, un comparto tecnico eccezionale… Moonlighter è il gioco perfetto senza alcun difetto? No, purtroppo le fasi di combattimento hanno un problema di distanza e frame di invulnerabilità che vi renderanno la vita un inferno.

Dungeon!

I nemici vi colpiranno a distanze proibitive, il vostro roll non vi porterà in una zona sicura, non vi garantirà invulnerabilità e soprattutto vi richiederà alcuni frame di recupero durante i quali sarete alla mercé dei vari nemici della stanza.

Questo rende i combattimenti, e quindi le fasi action, eccessivamente frustranti prima di essere padroneggiati pienamente nonostante dopo, una volta fatta l’abitudine, si riesce a giocare quasi tranquillamente.

Il problema è passare dalla fase “odio questo gioco” a “ok, non era poi così difficile”. Confesso di non averlo mandato al diavolo solo perché dovevo scriverci un pezzo.

Nonostante questo piccolo, enorme, difetto Moonlighter è un titolo che consiglio ad occhi chiusi, senza stare troppo a pensarci sopra. Sì, tutti dovreste giocarlo perché, usando una parola sola, è bello.

Ah, il mio gioco aveva un locandiere invece di un mercante, che di giorno gestiva una locanda dando da bere ai suoi avventori. Ascoltava le loro storie, cercava di dargli da bere le bevande giuste, e cercava di cercare quest avventurose all’interno di queste chiacchiere da locanda. Si sa, se si è alticci si è inclini a parlare tanto. Di notte cercava la gloria uccidendo bestie leggendarie, di cui sentiva parlare in quelle storie da locanda e cercava ingredienti per le sue bevande. E tanto altro. Moonlighter è più o meno la realizzazione di tutto questo, con un’altra chiave di lettura.

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