Generalmente in questo periodo ho davvero poco tempo per giocare e per questo tendo a dare spazio a titoli che riescono ad offrire una formula molto veloce, che non necessitano di troppa attenzione narrativa e mi permettano di progredire anche con brevi sessioni di gioco. Nintendo Switch è la piattaforma che svolge al meglio questo ruolo.

Complici il periodo che trascorro in bus per andare a lavoro e quelle sporadiche ore nel corso della serata in cui galleggio goffamente sul divano, Switch è diventata la mia fonte principale di intrattenimento videoludico e Jotun, nell'ultimo periodo, è diventato il mio piccolo “giochetto” preferito sulla piattaforma.

Si tratta della prima produzione dello studio Thunder Lotus Games che non ha certo perso occasione per dimostrare quanto siano capaci di creare un piccolo, molto piccolo, capolavoro nel panorama degli action.

Più che un action, Jotun sembrerebbe un hack'n'slash particolarmente semplificato, anzi, potremmo proprio dire che si tratta di questo genere. Ma non è né il genere di appartenenza né il gameplay nudo e crudo che fanno di Jotun un piccolissimo capolavoro, quanto il suo impianto estetico che lo rende non solo riconoscibilissimo ma anche incredibilmente piacevole e raffinato.

Terrificante.

Il titolo è stato interamente disegnato ed animato a mano e se da un lato questo ci porta ad uno stile piuttosto grezzo e raffazzonato, dall'altro conferisce all'opera quella maestosità che solo l'animazione tradizione riesce a conferire a certi prodotti. Maestosità a cui contribuiscono anche l'ambientazione e le atmosfere di gioco: la mitologia norrena.

Confesso di avere un debole per tutto ciò che è nordico: non so come ma quel dannato popolo è riuscito a creare una mitologia così interessante da non farmi annoiare praticamente mai mentre la esploro, nonostante penso di conoscere (a grandi linee) un po' tutta la struttura del loro folle mondo. Inutile dire, quindi, che mi sono innamorato di Jotun fin dal primo secondo di gioco.

Sfido chiunque a non rimanere affascinati di fronte ad un doppiaggio completamente in lingua scandinava (sottotitolato ovviamente, e anche in italiano) mentre sullo sfondo passano immagini della nostra protagonista vichinga e del suo triste naufragio.

Questa particolare scelta di design, quella di utilizzare solo la lingua scandinava nel doppiaggio, è incredibilmente azzeccata e contribuisce non poco a rendere le atmosfere di gioco più coinvolgenti ed evocative.

Bello. Bellissimo.

Aggiungiamo una trama che, per quanto semplice, riesce ad incuriosire il giocare e getta le basi per un bell'approfondimento personale della storia degli Jotun, alcuni fra i primi giganti nati dalle ascelle di Ymir, del Ginnungagap, il Vuoto da cui si è formato tutto e tutto il resto dell'allegra combriccola del folklore nordico.

Il titolo offre un gameplay molto simile a Titan Souls, piccole aree esplorabili con all'interno dei collezionabili da trovare che ci garantiranno una maggiore vitalità o poteri aggiuntivi, e alcuni boss giganti, gli Jotun appunto, da dover sconfiggere per riuscire ad impressionare gli dei e poter raggiungere il Valhalla.

La sfida offerta dal gioco è un'altalena di semplicità e difficoltà che non riesce a bilanciare bene né l'una né l'altra e questo complice, purtroppo, l'estetica del gioco. Sì, il suo pregio maggiore rappresenta anche il suo punto debole più grande per via di alcune ombre che non riusciamo a vedere bene o per via di alcuni punti ciechi in cui schivare è leggermente più complesso del solito.

Ho odiato ,letteralmente, questo boss.

Si avverte in modo molto significativo che lo stile molto grezzo (ma allo stesso tempo affascinante) dei disegni è la causa principale di queste limitazioni grafiche che rendono complicate alcune semplicissimi azioni ma su questo ,purtroppo, c'è poco da fare.

Il titolo presente su Switch è la Valhalla Edition che offre, a gioco completato, anche un'interessante modalità in cui dovremo affrontare tutti i boss di gioco con una difficoltà leggermente più elevata: questo contribuisce ad allungare un po' quella che è la scarsa longevità del gioco oltre ad offrire una sfida piuttosto interessante per tutti coloro che avrebbero voluto sudare un po' di più.

Jotun, in definitiva, è uno di quei titoli che su Switch mi riserverei di consigliarvi un po' perché ogni area è molto piccola e le boss battle durano una manciata di minuti, un po' perché è molto divertente, un po' perché è bellissimo da vedere e poi sì, la cura con cui hanno trattato la mitologia su cui poggia l'intera opera è tale che sarebbe un peccato non giocarlo.

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