Dopo averlo aspettato per anni, sembra che finalmente ben pochi contrattempi potranno impedirci di mettere le mani sull’attesissimo Kingdom Hearts III (anche se ormai siamo rimasti scottati talmente tante volte che se non vediamo non crediamo). In un momento dove l’hype è alle stelle, però, ogni rivelazione - anche minima - ha lo stesso effetto di quando siamo sotto il livello del mare da qualche secondo più del normale e prendiamo una boccata d’acqua: sul momento ci sembra di avvertire una sensazione di sollievo, mentre in realtà si trattava solo di un palliativo.

Pochi giorni fa, però, a Santa Monica si è tenuta una première e, oltre ad aver assistito ad alcune conferenze, i giornalisti invitati hanno potuto provare con mano il titolo la cui data d’uscita potrebbe essere svelata in occasione della conferenza di Square Enix all’E3 2018 (che ricordiamo si terrà lunedì 11 giugno alle 19, ora italiana). Facciamo un breve recap delle novità presentate.

Il primo video che abbiamo visionato, sebbene apparentemente povero di contenuti, introduce due concetti piuttosto interessanti: quella che potremmo definire come “modalità arrampicata” e una novità assoluta, le giostre. Ci troviamo alle pendici del Monte Olimpo, mondo che gli appassionati del franchise conoscono a menadito, ma visto da una prospettiva diversa (dal basso, per l’appunto).

Il nostro scopo è quello di raggiungere e abbattere un Titano di Roccia – che ci conosce Hercules o lo stesso Monte Olimpo nell’universo di Kingdom Hearts identifica con una vecchia conoscenza di nome Lythos – e fin qui tutto bene. Magari qualcuno si starà chiedendo come un individuo di dimensioni standard come Sora possa abbattere colosso simile ma ci arriveremo.

Nella fase iniziale, quella dove cercheremo di raggiungere il Titano, impareremo a padroneggiare il concetto di arrampicata con autorun e ci verrà spiegato che, qualora la strada dovesse sembrare priva di vie d’uscita, sarà sufficiente guardarsi attorno per identificare eventuali vie di fuga (evidenziate da un particolare effetto grafico).

Nel momento del fight vero e proprio, invece, ci viene mostrata una delle novità assolute di questo terzo capitolo, la meccanica delle Giostre. Come si può facilmente evincere dal nome, si tratta di attrazioni che ricordano quelle dei parchi a tema Disney e Sora potrà prenderne il controllo per infliggere ingenti danni ai nemici: oltre agli scenografici effetti speciali – almeno per quanto riguarda quella vista nel gameplay in analisi – questa meccanica è interessante perché permette di coprire facilmente quelli che altrimenti potrebbero sembrare dei buchi di scena (legati, ad esempio, alle proporzioni delle parti contendenti cui facevamo riferimento poc’anzi).

Trattandosi di una sezione di gioco volutamente decontestualizzata, non abbiamo modo di sapere come questo scanario verrà ampliato ma dalle premesse possiamo sperare che Square Enix abbia voluto dare ancora una volta il giusto risalto ad uno dei mondi più classici del franchise (e non ve lo dico perché adoravo i tornei).

Il secondo video gameplay – avente il chiaro scopo di tenerci buoni fino alla rivelazione della data di uscita del titolo – è ambientato nel mondo di Toy Story. Appena messo piede fuori dalla cameretta dove ci troviamo inizialmente, capiamo cosa intendevano gli sviluppatori quando hanno affermato che avrebbero dato grande importanza all’esplorazione, anche in senso verticale: sebbene istintivamente ci verrebbe spontaneo dirigerci verso il cortile, non possiamo fare a meno di notare che perfino il comignolo brilla, come a volerci suggerire che se volessimo salire lui non aspetta altro.

Perfino la scelta di questo tipo di mondo rappresenta un passo in avanti per la serie in quanto l’aver scelto di collaborare con Pixar, ha fatto in modo che venissero create nuove storie, coerenti con i personaggi e che, allo stesso tempo, rappresentino delle novità per i videogiocatori/ spettatori (alla luce di questo, potremmo quasi vedere i mondi Pixar come dei mini concept cinematografici e ciò denota ancora una volta il desiderio di mettersi in gioco).

Questo gameplay differisce dal precedente in quanto appare evidente il desiderio di contestualizzazione anche se, allo stesso tempo, mostra alcune delle novità introdotte nell’universo di Kingdom Hearts. Basti pensare al Keyblade – che per chi non lo sapesse è l’arma fondamentale del gioco – che potremo intercambiare anche durante i combattimenti o alla possibilità di evocare alcune vecchie e nuove conoscenze (rispettivamente, ad esempio, Ariel e Ralph Spaccatutto).

Tutto sommato, quindi, possiamo definirci soddisfatti di quanto visto fino ad ora anche se resta un grande punto di domanda: tutta questa spettacolarizzazione e tutti questi effetti speciali sono stati fatti a discapito dell’effettiva difficoltà di gioco? Dai gameplay mostrati, infatti, si può evincere una certa semplicità ma, fortunatamente, senza contesti più approfonditi è difficile fare effettive speculazioni. E per ora va bene così.

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