Nintendo Switch non mi sembra esattamente la console più adatta agli amanti di calcio, ma è fuori di dubbio che – complice la sua popolarità iniziale – da parte della Grande N e dei principali partner ci sia stata la volontà di rendere partecipe l’ibrida made in Kyoto del seguitissimo sport nazionalpopolare. E così, dopo FIFA 18, anche Football Manager 2018 arriva su Switch e in una maniera abbastanza simile lo fa con una versione custom built, pensata appositamente se non per la piattaforma, per la famiglia di dispositivi all’interno della quale molti sviluppatori (basta guardare l’eShop che somiglia sempre di più ad uno store mobile) l’hanno ormai inserita.

Football Manager Touch 2018 è un’esperienza piuttosto diversa dall’originale, ma non per questo meno capace di catapultare i giocatori nel mondo del calcio vissuto dalla panchina o, per dirla con gli inglesi, dall’ufficio del manager che ne gestisce non solo l’aspetto tecnico ma anche quello dirigenziale. Nintendo Switch ne fa un buon uso, al netto di qualche peccato di gioventù che andrà risolto, qualora ce ne fosse l’opportunità, nelle future iterazioni da far calzare un po’ meno strette sulla console giapponese.

Prima di tutto, FMT2018 è spartano come l’originale, senza musiche e senza eccessive concessioni all’estetica, ed è qualcosa che nell’ambito console si vede sempre più di raro. Chiaramente, possono esserci problemi di costi e licenze alla base, ma è chiaro che Sports Interactive provenga dalla scuola PC dove si bada al sodo e basta. Nella mia prova su strada l’ho notato un paio di volte, però, che il gioco era circondato da un silenzio assordante e abituato come sono ai vari FIFA e PES, beh, mi ha fatto un po’ strano.

Più nel concreto, c’era molta curiosità relativamente al funzionamento del gioco sulla console della Grande N. Come vi ho raccontato nella recensione di Max: The Curse of Brotherhood, anche in questo caso mi sono trovato più a mio agio nella modalità TV, dal momento che questa permette di giocare su uno schermo più grande e con una maggiore visibilità di tutte le (tante) opzioni a disposizione. Inoltre, toglie il pensiero di ricorrere al touch screen, che vista la grandezza della console – unita ad una certa instabilità del frame rate quando durante le partite si aprono i menu delle tattiche – non è la soluzione ideale per chi pretende immediatezza e praticità.

L’interfaccia è evidentemente studiata per altri lidi, e ho innegabilmente passato le prime ore nel tentativo di raccapezzarmici, ma con un po’ di pazienza sono riuscito a padroneggiarla: i comandi rapidi accessibili con i dorsali e persino i tasti frontali di Nintendo Switch sono complicati da memorizzare ma finiscono col diventare un toccasana in tal senso. Studiarseli tra un caricamento e l’altro non è soltanto suggeribile, ma persino fondamentale se ci si vuole godere appieno il gioco in tutte le sue palesi limitazioni. Non farlo significa davvero farsi ingarbugliare in un’esperienza farraginosa e tutt’altro che naturale, aggettivi che per la build PC non ci sogneremmo mai nemmeno di pensare.

football manager touch 2018
Non proprio come guardare un match reale, ma alcune sfumature vi sorprenderanno.

Sotto ogni altro aspetto possibile, Football Manager Touch 2018 offre il medesimo grado di profondità una volta che la palla inizia a rotolare. Ogni ruolo ha la sua sfaccettatura diversa, ad esempio, e ogni calciatore ha la propria interpretazione di questo ruolo che lo rende più o meno indicato dal fischio d’inizio oppure a partita in corso. È qualcosa che ho davvero apprezzato perché permette di avere un impatto reale sul match che si sta per affrontare o si sta affrontando: nel mio Napoli, un Callejon “trovaspazi” è qualcosa di letale ma talvolta mi è convenuto giocarmela con Politano (almeno nel gioco sono riuscito ad acquistarlo dal Sassuolo…), che teoricamente occupa lo stesso ruolo ma con una nuance piuttosto differente.

Ecco, queste non sono cose che restano sulla carta, così come le strategie pre-partita: perdendoci un po’ di tempo, da giovane Trapattoni quale sono sempre stato, sono riuscito a smanettare tra i comandi e a far giocare la squadra partenopea allo stesso, preciso modo in cui si esibisce nella reale Serie A; Jorginho è un fulcro del centrocampo ed esegue passaggi brevi ma smarcanti oltre a verticalizzare da buon regista, per dirne una, Insigne si accentra sul destro, Mertens ha licenza di uccidere, Reina è un playmaker aggiunto, e così via. Sono rimasto davvero sorpreso di come cambiare un’opzione abbia avuto un’influenza anche visiva, sulla simulazione pre-calcolata della partita, sul flusso delle mie sessioni: è importante vedere che ciò che si plasma a tavolino condiziona nel bene e nel male quanto succede sul manto erboso.

Peraltro, abbastanza intelligentemente, il titolo di SI e SEGA permette di ottenere soltanto il risultato di un match senza doverlo per forza percorrere in tutta la durata di 90 minuti, con tanto di azioni salienti, commento e pagelle. Non sono un’amante di questo modo di giocare, ma è fuor di dubbio che chi porterà Switch con sé a spasso lo troverà particolarmente utile e funzionale.

Football Manager Touch 2018 è dunque un’esperienza completa e abbastanza levigata della storica serie di simulazione calcistica prodotta nel Regno Unito, e – sebbene manchi di una ripulitura, di una manciata di trovate geniali viste su PC e di un alleggerimento dell’interfaccia che potranno dare un netto contributo nelle future iterazioni – rimane un punto fermo per gli amanti del calcio in possesso di una console Nintendo e desiderosi di dare un colpo di spugna alla stagione della propria squadra del cuore. Arriva un po’ tardi nel corso della stagione, ma è tutto sommato un buon esperimento da supportare per vedere cos’altro potrà arrivare da questo celebrato franchise.

[wp_ad_camp_1]