Detto senza mezzi termini, l’ultimo titolo legato al franchise di Harry Potter è bellissimo sotto tanti aspetti. Ma ha una pecca che potrebbe farlo odiare da molti: gioca con il cuore dei fan. E non scherzo, lo lancia ripetutamente contro ad un muro, ridacchiando incurante dei loro sentimenti.

Ma andiamo per gradi. Cosa mi spinge ad affermare questo? Si tratta principalmente di un motivo: l’essere basato su azioni che consumano energia rende impossibile giocarlo in maniera compulsiva – come si converrebbe ad un vero fan – e le continue strizzatine d’occhio alla saga originale, generando continuamente feels non aiutano (tra l’altro anche la scelta temporale è azzeccatissima, dal momento che Harry Potter: Hogwarts Mistery è ambientato solamente 10 anni prima rispetto alle avventure del primo romanzo dedicato al celebre maghetto e, proprio per questo, i riferimenti fioccano).

Tutto questo potrebbe sembrare un gravissimo difetto ma al netto dei fatti è la prova che il titolo ha un grandissimo potenziale e che potrebbe bastare qualche piccolo accorgimento per riconquistare la fetta d’utenza che dopo poche ore ha ritenuto eccessiva la componente freemium.

L’aspetto più limitante del titolo, infatti, come accennavamo poc’anzi è legato alla presenza di una barra di energia che, una volta prosciugata – e vi assicuriamo che questo avverrà quasi sempre dopo una manciata di clic – genererà un senso di frustrazione per non poter andare avanti a meno che non si aspetti del tempo (4 minuti per ogni azione) o si spenda denaro reale. Esiste, ad onor del vero, un’altra soluzione palliativa che consiste nel fare un giretto del castello raccogliendo un po’ di energia qua e là (in ogni caso lo spawn è fissato ogni 6 ore e limitato a pochissime charge). Peccato sia – come dicevamo – palliativa.

Harry Potter: Hogwarts Mistery
Certe cose non cambiano mai...

Ora che il mio cuore da fan ha smesso di sanguinare, però, devo cercare di essere onesta nel parlare di un titolo dalla splendida grafica e dalla longevità che sarebbe appagante anche se potessimo giocarci senza pause. Il titolo sviluppato da Jam City e distribuito da Portkey Games, infatti, sebbene al momento in cui scrivo sia bloccato ai contenuti che vanno dal primo al terzo anno scolastico, getta già le basi per i restanti quattro dell’ordinamento scolastico del mondo dei maghi (vediamo, infatti, dei lucchetti presenti sulla mappa e nei vari elenchi –tra cui quello dei personaggi – che ci annunciano a quale anno scolastico fa riferimento un determinato contenuto).

Le nostre avventure hanno inizio quando il nostro alter ego – che avremo potuto personalizzare a dovere con tanto di nome e cognome – riceve la famigerata lettera da Hogwarts e deve recarsi a Diagon Alley per i preparativi (libri, bacchetta…cose così). Lì incontrerà la sua prima figura di riferimento che dovremo farci amica man mano che l’avventura proseguirà ma che nutre già una forte simpatia nei nostri confronti. Ad accomunarci, però, è sfortunatamente l’aura di stramberia che pare accompagnarci.

Ed è così che facciamo i primi passi lungo una trama che ibrida i primi due romanzi della saga di Harry Potter, la Pietra Filosofale e la Camera dei Segreti. Dal primo prende le dinamiche: noi, come Harry, siamo preceduti da una fama con cui è difficile convivere (in questo caso il motivo è che nostro fratello gode della nomea di pazzo). Allo stesso modo Piton ci odia – più di quanto sembri odiare gli altri almeno – e abbiamo una rivale, Merula, che sotto tanti aspetti ricorda la carogna che era inizialmente Draco Malfoy (ok, qui ci sono dei problemi irrisolti che non sarebbe il caso di portare in un articolo, prometto che ci lavorerò su N.d.A.). Dalla Camera dei Segreti, invece, viene presa parzialmente la trama: siamo infatti ossessionati dalla ricerca delle Sale Maledette, cosa che legherà il nostro destino a quello del sopracitato fratello, scomparso proprio mentre le cercava.

Harry Potter: Hogwarts Mistery
Visto che parlavamo di cose mai superate… ce l’ho ancora con chi ha deciso di cambiare il nome di Tassorosso.

Una volta scelta la casa di appartenenza – io ho scelto Corvonero per affinità caratteriali – possiamo dedicarci al gioco vero e proprio (se escludiamo la parte ambientata a Diagon Alley che era sostanzialmente un tutorial). Sulla carta si tratterebbe di un GDR ma per alcuni aspetti ricorda un punta e clicca e che talvolta sfocia in alcune componenti da avventura grafica (tra una lezione e l’altra, oltre a cercare di ricavarci il tempo di socializzare alzando gli indicatori di affinità con i nostri amici, dovremo fare delle scelte che influenzeranno il gameplay e rispondere a domande che ci garantiranno punti extra, ad esempio).

Tornando alla componente GDR, in ogni caso, la riscontriamo prevalentemente nelle statistiche del nostro personaggio –che potremo accrescere completando varie micro sessioni di gioco. Coraggio, empatia ed ingegno, infatti, sono le caratteristiche che andranno ad influenzare la natura del nostro personaggio (anche se, appena inizieremo a macinare qualche livello, arriveranno molto vicine al punto di equilibrio tra loro, per una serie di espedienti legati al fatto che principalmente tali valori vengono migliorati in seguito a ricompense tra cui scegliere).

Per concludere, quindi, questo gioco mi ha divisa in due. Da una parte c’è una fan desiderosa di vedere dove andrà a parare una trama così legata ai romanzi che ho amato, dall'altra una giocatrice che spera con tutte le proprie forze che vengano diminuiti i tempi di attesa mentre si accumula energia o vengano adottati espedienti – come mini giochi – per favorire il passaggio del tempo mentre si attende di poter svolgere altre azioni. Perché il gioco, a partire da una grafica sorprendente per il mercato mobile, Merula davvero – scusate, merita davvero.

Disponibile per iOS e Android

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