Quello che sta succedendo nell’ultimo anno e mezzo nei meandri dell’industria videoludica è del tutto normale, per quanto ci possa sembrare roboante tutto il bailamme intorno a PUBG prima, e Fortnite poi. È comprensibile, quindi, che anche Call of Duty segua i dogmi della religione battle royale imposti dai due messia di riferimento.

È normale che un prodotto di successo diventi quello di riferimento, un ecosistema a cui tutti devono aspirare se vogliono inseguire l’eccellenza (ma soprattutto il successo). Se Rocket League era il fenomeno da inseguire e riverire qualche tempo fa (ve ne parlavo in uno speciale), adesso i prodotti di successo si misurano a spanne di battle royale.

Parliamo di Call of Duty: Black Ops IIII (il cui titolo suggerisce uno studio di sviluppo in condizioni psico-fisiche alterate), e della incredibile novità che sembrerebbe apportare nei contenuti al suo interno. Per la prima volta nella lunga storia del franchise, infatti, il Call of Duty di Treyarch potrebbe non avere una campagna single-player classica.

Polygon ha diffuso l’indiscrezione tramite una fonte vicina al progetto. Activision al momento ha dichiarato di non voler commentare ufficialmente la cosa, rimandando il tutto al reveal di Black Ops IIII previsto per il 17 maggio. Un comportamento questo del portavoce che, la storia insegna, rappresenta una timida ammissione. Se fosse davvero così, un Call of Duty che elimina del tutto l’esperienza offline per singolo giocatore, direi anche: era ora.

Call of Duty
Eventi a tempo come in Overwatch?

Le esperienze multigiocatore online funzionano e rendono molto, Activision lo sa meglio di tutti noi visto che nel suo immenso vivaio ha anche Overwatch, lo shooter campione d’incassi di Blizzard. E se è vero che alcune delle campagne single player di Call of Duty sono riuscite a regalare esperienze memorabili, alcune anche seminali o comunque molto importanti per il medium (tra cui l’indimenticabile missione “No Russian” di Modern Warfare 2), è altrettanto vero che i tempi sono cambiati.

Lo insegna proprio Fornite di Epic Games, che copiando più o meno spudoratamente la concorrenza ha aggiunto una modalità secondaria gratuita in un titolo che faceva tutt’altro in origine, salvando per sempre dall’estinzione.

Cosa significherebbe tutto ciò per il nuovo Call of Duty? Un’altra fonte di Polygon dichiara che Treyarch sarebbe molto concentrata nell’ampliare l’esperienza multiplayer del gioco, così come la popolarissima modalità Zombie. Al posto della canonica campagna single player, Treyarch potrebbe aggiungere alcune modalità co-op a tema, oppure come eventi sporadici durante il ciclo vitale del gioco, proprio come in Overwatch.

D’altronde, sebbene la serie di Call of Duty sia diventata sempre più popolare grazie alle campagne single-player, oggi il focus di Activision in questo senso è senz’altro il multigiocatore online. Call of Duty è tra i titoli più giocati nella scena esport, ed è del tutto comprensibile la scelta di abbandonare ogni velleità narrativa “classica”.

Call of Duty
Cosa cambierà da Black Ops 3?

In fondo non è che le ultime iterazioni in questo senso abbiano esattamente brillato, e Call of Duty: Black Ops IIII ha la possibilità di aumentare il passo per così dire, diventando un ecosistema che potrebbe anche durare alcuni anni prima di diventare obsoleto e lasciare spazio alla successiva iterazione. In questa chiave ha ancora più senso la scelta di non inserire il multiplayer online nella remaster in uscita di Call of Duty: Modern Warfare 2, come a voler offrire le “due facce” di Call of Duty sotto forma di prodotti differenti.

C’è un ultimo dettaglio, infine, che potrebbe davvero rendere Black Ops IIII una bomba di dimensioni non indifferenti in termini commerciali. Secondo alcuni rumor, Raven Software starebbe fornendo supporto alla produzione tramite lo sviluppo di una modalità battle royale.

Se ciò fosse vero, e se la suddetta modalità venisse inserita al lancio, Black Ops IIII potrebbe rischiare di prendersi buona parte della luce dei riflettori. Se non eccessivamente quella di Fortnite, perché è sempre un free to play ed il vantaggio di base di giocatori è difficilmente contrastabile, almeno buona parte degli utenti di PUBG, già assediato da mesi dalla ribalta del titolo Epic Games.

Questo sino all’arrivo della rumoreggiata modalità battle royale di Red Dead Redemption 2, che dovesse farsi davvero segnerebbe la fine di ogni concetto di concorrenza.

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