Come sapete siamo sempre pronti a dedicare la nostra esperienza per guidarvi al meglio in ogni momento della vostra vita, di videogiocatori e non. Il 4 marzo, infatti, saremo tutti chiamati alle urne, e siamo sicuri che molti di voi sono nel panico.

Si vota domenica 4 marzo, dalle 7 di mattina alle 23, per il rinnovo del Parlamento. Per la Camera potranno votare tutti i cittadini italiani che hanno raggiunto 18 anni; per il Senato voteranno i cittadini che hanno compiuto 25 anni. Per esprimere le proprie preferenze è necessario presentarsi ai seggi con un documento d’identità, munito di fotografia, rilasciato dalla pubblica amministrazione e con la tessera elettorale.

Ma la campagna elettorale, quest’anno, è più movimentata che mai. Fake news, dissing tra politici che metterebbero in imbarazzo anche i rapper degli anni ’90, lotte intestine e anche di altre parti del corpo che non citiamo. Una campagna elettorale molto comica per certi versi, decisamente sopra le righe, il matrimonio ideale tra una visual novel giapponese e gli stage più concitati di Bayonetta, con una spruzzata di microtransazioni e loot box con i politici dentro.

Come fare, quindi, per arrivare al 4 marzo sufficientemente preparati a scegliere con perizia (prima di leccare la matita, ovviamente) il partito politico a cui dare la propria fiducia? Visto il periodo, è impossibile.

Ma con il superpotere dell’analogia siamo in grado di aiutarvi.

Abbiamo immaginato per voi degli ideali collegamenti tra il mondo della politica e dei videogiochi, così da illustrarvi al meglio le ideologie delle varie coalizioni, così come le personalità dei candidati e di alcune figure di spicco attuali, del mondo politico e videoludico.

Pensavo fosse più complicato, inizialmente, trovare delle vie in comune tra due mondi apparentemente così lontani. Eppure, mentre Donald Trump dice che voi videogiocatori siete tutti delle bestie di Satana da rinchiudere con la chiave della cella sciolta nell’acido, vi stupirete di quante similitudini siamo stati in grado di scovare.

Ci è voluto l’aiuto del nostro buon Paolo Sirio, che con una citazione che ha del divino su Nintendo e Partito Democratico mi ha indicato la via.

Ci è voluto anche Oznerol, celebre personalità del web italiano, Meme Lord del Belpaese, il quale ci ha donato le preziose immagini che impaginano l’articolo, e con la sua precisione chirurgica per la satira politica ci ha guidato spiritualmente in questo periglioso processo di divulgazione.

Il centrodestra for the players.

Il centrodestra – Sony

La coalizione del centrodestra italiano, attualmente composta da Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia – UDC, è facilmente paragonabile a Sony.

Entrambe le realtà fanno il minimo indispensabile per “vincere facile”, riuscendoci agilmente per altro. Nonostante i problemi ed i grossi passi falsi fatti nel corso della storia - da un lato la sanguinosa e tragicomica vita di PlayStation 3, e il PlayStation Network più traballante che vivo, instabile come i membri della coalizione di centro destra attuale, dall’altro il ventennio Berlusconiano con tutto ciò che ne è conseguito - sono entrambe sempre sulla cresta dell’onda, pronte a tornare alla ribalta tra parate e sorrisi smaglianti.

Come l’ideologia politica della coalizione, Sony ha spesso copiato preso spunto dalla concorrenza per la sua attività imprenditoriale, tra idee di hardware e game design che siano. Inoltre, PlayStation 4 è una console che non ha mai avuto niente di particolare, si basa sull’essenziale, è nata per non fare nient’altro che vincere, e come il programma elettorale del centrodestra colpisce dritto al cuore dell’elettore/videogiocatore.

Un esempio? Andrew House che introduce il tasto Share sul Dual Shock 4 è l’equivalente hardware di Berlusconi che annuncia l’abolizione dell’ICI nel dibattito finale con Romano Prodi.

Elezioni Politiche 2018
"LEEGAAAAA!"

Silvio Berlusconi (Forza Italia) è Andrew House. Entrambi sono ormai pensionati, ma sono stati per lungo periodo i capi supremi delle due realtà, personalità importantissime che hanno contribuito in un caso (Berlusconi con Forza Italia) al processo di fondazione, ma in generale hanno reso possibile la solidità della posizione di comando.

Entrambi sono affabili, ben voluti dalla gente comune, dove i milanisti vedevano in Berlusconi un grande leader mentre acquistava i calciatori del momento per la squadra meneghina. Sono entrambi bravi negli accordi e nelle strategie di acquisto mirato: Berlusconi comprò Scilipoti, Andrew House lo fece con Hideo Kojima.

Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) è Shuhei Yoshida. Come Yoshida affonda le radici nelle tradizioni del “fare impresa” nipponche, Giorgia Meloni cerca a tutti i costi di rendersi affabile all’elettore di oggi pur non tradendo la tradizione di ciò che rappresenta: la famiglia, gli italiani, cose così.

Entrambi sono dei bei caratterini però, perché la Meloni non si lascia scappare l’occasione di tirare una bordata alla concorrenza e criticare l’operato altrui (vedi il caso del museo egizio di Torino), così come Yoshida che, durante il periodo di lancio delle console current gen non ci pensò due volte ad attaccare Microsoft e l’allora politica restrittiva riguardo il prestito di giochi tra utenti Xbox One.

Matteo Salvini (Lega Nord) è Jim Ryan. Entrambi sono personalità molto estroverse, attivissimi su Twitter e fortemente votati alla comunicazione attraverso l’uso dei social network in generale, sempre pronti a tirare bordate sulla concorrenza, anche a discapito dell’intelligenza delle affermazioni stesse.

Come Jim Ryan che dice di non voler in alcun modo implementare il cross play di Rocket League con Xbox Live per salvaguardare il suo pubblico più giovane, mentre Nintendo è salita a bordo delle macchinine di Psyonix con la sua Switch. E Salvini, beh, parlando di qualsiasi cosa.

La retrocompatibilità che avanza.

Il centrosinistra – Microsoft

La mattina seguente al lancio di Nintendo Labo, Paolo mi regalò una frase per cui feci fatica a prendere fiato dalle risate per diversi giorni:

Il che è fondamentalmente vero, ma se ci pensate il centrosinistra (Partito Democratico, Insieme, Civica Popolare, Liberi e Uguali) è clamorosamente vicino a Microsoft.

Tutte e due le realtà hanno una lunga storia alle spalle, e di fatto hanno rappresentato la Storia di ognuna delle due sezioni.

Il Partito Democratico è il frutto dell’evoluzione storica di tutte le ideologie di sinistra, mentre la Microsoft di oggi è l’evoluzione della stessa azienda che con Windows 95 rivoluzionò il mercato del PC. Se ci pensate, i “PC-isti” sono sia gli utenti PC che i militanti nel Partito Comunista, progenitore del Partito Democratico di oggi.

Una storia frammentata, dunque, piena di alti e bassi, ed una storia recente che li vede incartarsi su sé stessi alla ricerca della vocazione, cercare di capire cosa fare delle proprie vite sostanzialmente. Microsoft cerca con Xbox One di capire cosa fare nel mondo del gaming, mentre il centrosinistra con tutte le sue scissioni si affida nuovamente a Renzi per recuperare una identità solida.

Attualmente, entrambe non rappresentano la scelta più attraente per buona parte dell’elettorato: Xbox One non ha esclusive potenti nella sua softeca, e Matteo Renzi sa di “già visto” e le alternative alla sua figura sono poche.

Elezioni Politiche 2018
La scissione di Toad.

Matteo Renzi è Phil Spencer. Entrambi sono estremamente a loro agio con la presenza pubblica, comunicano moltissimo attraverso i social network, curano la loro immagine per risultare giovani ed affabili con i propri seguaci.

La famosa/famigerata giacca di pelle di Renzi è equiparabile alle t-shirt dei videogiochi indie che Spencer sfoggia nelle migliori occasioni, in fondo.

Paolo Gentiloni è Major Nelson. Entrambi tranquilli, pacati, quasi ecumenici per certi versi. Ascoltano sempre tutti, si curano moltissimo delle persone, di come stanno e di cosa la loro azienda/partito possa fare per farli stare ancora meglio. Si somigliano anche in modo clamoroso, insomma.

Pietro Grasso è “quello che ha fatto Mixer”. La scissione politica di Piero Grasso è poco utile, nessuno ne sentiva il bisogno, e qualcuno ha creato comunque “partiti-costola” migliori. Proprio come Mixer in confronto a Twitch.

Time to Switch to HONESTA'.

Movimento 5 Stelle – Nintendo

Vi vedo già saltare sulla sedia, vi conosco a voi nintendari perché sono uno di voi. Ma permettetemi di spiegare.

Nintendo è quell’azienda che vuole bene ai giocatori, credo nel lato puro ed onesto del gaming, non si buttano nella console war, tendenzialmente continuano per la loro strada, imperterriti, per niente aperti al dialogo con le altre realtà, perché semplicemente credono nella loro visione e su quella investono in modo totale.

Come il Movimento 5 Stelle.

Inoltre, Nintendo è l’azienda delle famiglie, quella che crede nell’onestà come dicevamo, che vuole il bene dei suoi clienti e, all’apparenza non fa niente di male. Poi vende gli amiibo, dei (bellissimi) pupazzetti di plastica a quindici euro uno, il (fantastico) cartone di Nintendo Labo ad ottanta euro, i giochi del NES su Virtual Console a prezzi esorbitanti. Inoltre, come la piattaforma online Rousseau del M5S, anche Switch Online fa fatica a funzionare e non offre un servizio decente.

Entrambe le realtà fanno anche fatica a comunicare, spesso hanno bisogno di ritrattare le loro dichiarazioni o tornare sui propri passi. La storia di Wii U, in fondo, è paragonabile alla questione giudiziaria media che coinvolge il membro del Movimento di turno da qualche tempo a questa parte. Inoltre, come il pubblico ha voluto dare una chance a Switch di essere la nuova console più appetibile sul mercato, al momento anche gli elettori sono fortemente sedotti da ciò che il Movimento 5 Stelle promette di essere.

Se ancora non siete convinti, vi ricordate come si chiamavano i punti del programma fedeltà di Nintendo di qualche tempo fa?

Punti Stella.

Elezioni Politiche 2018
Chissà se la torta fatta da Di Maio sarà buona.

Beppe Grillo è Shigeru Miyamoto.

Entrambi eclettici artisti nel loro campo, simpatici ed affabili geni sregolati in grado di scuotere lo status quo nei momenti più impensabili, tra un monologo spacca-politica e la creazione di un Pikmin tirato fuori dal cilindro. Come Grillo è il fondatore e il fautore dell’essenza del Movimento 5 Stelle, Miyamoto rappresenta il cuore di Nintendo.

Luigi di Maio è Reggie Fils-Aime. Sono il volto pubblico, quelli che devono sbrogliare le matasse ed arrovellarsi per risolvere i problemi, oppure le figuracce procurate da altri.

Come Reggie che chiarisce al volo le presunte “scuse” di Iwata per il tragico E3 2015 di Nintendo, salvandosi in calcio d’angolo con un: “non erano scuse, ma solo una presa di coscienza delle volontà del pubblico”.

Elezioni Politiche 2018
"Don't fuck with a Ministra".

Parliamo di altre personalità politiche più o meno famose e importanti, qualcosa che abbiamo voluto inserire come “extra”.

Antonio Razzi è inevitabilmente Michael Pachter. Entrambi sono molto famosi in rete, celebri per le sparate che, di tanto in tanto, funestano i notiziari di riferimento. Sono amati da tutti, perché nonostante i casini che fanno alla fine contano poco o niente, se ne stanno lì e fanno il loro. Per fortuna.

Alessandro di Battista è Eiji Aonuma. Entrambe figure defilate ma comunque importantissime, che incanalino percorsi democratici belli oppure creino il gioco dell’anno ogni volta. Maria Elena Boschi potrebbe essere Bayonetta, ma nella realtà è Jade Raymond. Belle, affabili col pubblico, competenti, dall’atteggiamento perfettino, donne di potere influenti nella sfera di competenza.

Infine, Angelino Alfano è Sackboy. Oltre ad essere incredibilmente identici, come LittleBigPlanet anche Alfano è stato fatto fuori senza troppi problemi per favorire qualcun altro.

Copertina di Oznerol.

Oznerol ci ha anche donato in esclusiva le immagini delle coalizioni.