Lo confesso. Durante le prime ore di gioco, su Vostok Inc., ho pensato si trattasse di uno dei prodotti più geniali degli ultimi anni. O che occupasse, comunque, un posto rilevante nella top 10 dei titoli più geniali dell’ultimo periodo per quanto riguarda il design di gioco.

Lo penso ancora e ne sono ancora fermamente convinto, nonostante il gioco non mi sia piaciuto perché non è divertente. Anzi, forse è meglio dire che smette di esserlo dopo le prime due ore.

Di cosa stiamo parlando esattamente? Di un ibrido fra un twin-stick shooter, un gestionale e un clicker. Come è possibile mi sono chiesto quando lessi di lui per capire con cosa avrei avuto a che fare. Più che chiedermi come potessero questi tre generi abitare nello stesso gioco, mi chiedevo come si sarebbe potuta gestire la monotonia tipica dei clicker mescolata alla velocità e alla frenesia degli shooter. Ecco, non si può.

Vostok Inc. ci prova, e in parte ci riesce, creando un universo narrativo interessante e un gameplay che riesce a dire la sua, per le prime ore di gioco e che non perde solidità nelle successive. Il problema è proprio il tipo di approccio scelto dagli sviluppatori che non riesce a dare al giocatore quel senso di appagamento che dovrebbe.

Vedete? SEMBRA divertente!

All’interno del gioco impersoniamo il dipendente di un’importante azienda che vuole fare soldi. Tanti soldi. Questi posso essere fatti distruggendo asteroidi, navi nemiche o colonizzando i vari pianeti all’interno del sistema solare, e non solo. In pratica voleremo da un pianeta all’altro, pianteremo fabbriche e impianti, compreremo potenziamenti per gli stessi e ne riscuoteremo i guadagni.

Il processo è semplice: arrivo sul pianeta A, lo colonizzo piantandoci una fabbrica e ci torno periodicamente per raccogliere soldi, con cui colonizzerò il pianeta B, poi il C, poi comprerò potenziamenti per gli impianti, per fare più soldi, e per la navetta così da essere più veloce ed efficiente. Questa rappresenta la parte gestionale/clicker del gioco.

L’universo di certo non vuole stare a guardarci mentre ci arricchiamo e quindi altri avidi capitalisti cercheranno di fermarci, perché tutti vogliono guadagnare, lucrare, capitalizzare.

Ecco che quindi ci troveremo a sparare qua e la per distruggere le navi nemiche. Possiamo sforacchiarle mentre ci spostiamo da un pianeta all’altro o possiamo ritrovarvi invischiati in scontri “bloccanti”, che ci impediscono quindi la fuga. In questi casi lo scroll dello schermo si blocca e dovremo far fuori tutte le ondate di nemici. Questa rappresenta la parte shooter del gioco.

Sistemi avanzati.

Le due realtà convivono insieme in maniera quasi naturale e questo è un aspetto molto importante nell’esperienza di gioco che risulterebbe altamente positiva se non fosse per la predominanza del grinding tipico della sua natura da “clicker” che rende il tutto eccessivamente lungo, ripetitivo e, di conseguenza, noioso.

Per accedere ai boss di fine sistema, e poter passare al successivo, è necessario acquistare un certo numero di impianti e fabbriche e ottenere, quindi, una certa somma di denaro necessaria per far sì che l’altro avido approfittatore si faccia avanti per decidere chi lo ha più lungo e chi deve dominare il sistema.

Questo si traduce in ore e ore di azioni sempre uguali che assottigliano completamente tutto lo spessore che il gameplay era riuscito ad ottenere nelle prime ore.

La bocca aperta della meraviglia diventa il principio di uno sbadiglio e il tutto si risolve con un “ok, bel gioco ora però lo disinstallo”.

Troppo grinding. Troppo.

Quello che fa rabbia, almeno a me, è che il potenziale per un titolo eccellente c’è. C’era. Bastava calibrare un po’ meglio le cifre necessarie per proseguire nel gioco, rendere l’avanzamento meno monotono, aggiungere più varietà di nemici, attacchi, armi, situazioni.

Quello che ci troviamo davanti è invece un Cookie Clicker con le astronavi, in cui si spara anche. Ma solo di contorno, perché l’azione di gioco viene monopolizzata dalla monotonia degli eventi.

Peccato quindi. Peccato perché il comparto tecnico è squisitamente sopra la media, perché la scrittura è interessante e leggera quanto basta, perché i personaggi sono simpatici, perché l’idea alla base è valida.

Peccato perché Vostok Inc. si è rivelato un’occasione sprecata, un titolo che non vi terrà impegnati per più di un paio di sedute di gabinetto.