Questo 2017 è stato… ingiusto. Sono usciti veramente tanti titoli meritevoli, e classificarli è davvero un problema. Ce ne sono stati anche molti che non ho avuto modo di giocare, e che magari sarebbero finiti ni questa lista.

Ma l’era della condivisione sui social non fa prigionieri, così mi sono fatto forza ed ho scelto cinque screenshot, rigorosamente catturati dal sottoscritto, per raccontarvi i miei giochi dell’anno.

I miei cinque giochi dell’anno sono, in ordine ascendente di gradimento: Horizon: Zero Dawn, Yakuza Zero, Sonic Mania, Mario + Rabbids: Kingdom Battle, The Legend of Zelda: Breath of the Wild.

Credetemi, è stato difficile anche solo provare a mettere in ordine questi cinque, figuriamoci tutti gli altri.

Horizon: Zero Dawn, PlayStation 4

Ho avuto un rapporto conflittuale con la povera Aloy e la sua avventura. In primis, è uscito in strettissima concomitanza con Breath of the Wild. Potete immaginare a chi ho dato la preferenza per primo.

Poi, archiviata l’avventura di Link, ho messo mano ad Horizon. C’era un problema, però, che giocarlo dopo Zelda lo rende inavvertitamente obsoleto. Sembrerà una boiata, ma il fatto di non potersi arrampicare liberamente, dopo 90 ore passate a farlo ovunque con Link, mi ha disturbato non poco all’inizio.

In seguito mi sono abituato e, come molti, ho apprezzato l’avventura di Guerrilla. Perfino le fetch quest mi sono sembrate più divertenti del solito.

Peccato per la trama che, come spesso accade negli open world, si va un po’ a perdere nel mare di spostamenti, missioni e combattimenti. Peccato perché, proprio verso la fine, la questione si fa estremamente interessante, ma io avevo perso molti dei nodi cruciali precedenti.

Cosa mi è piaciuto: Aloy; l’estetica generale del titolo ed il mondo di gioco.

Cosa non mi è piaciuto: Il combat system.

Yakuza Zero, PlayStation 4

All’inizio dell’anno ho giocato Yakuza Zero (qui trovate la recensione). Che dire, una produzione con gli attributi, un gioco che mi è rimasto dentro da gennaio ad oggi. Quando succede così, significa che c’è qualcosa di molto buono sotto.

Rimane un titolo per pochi eh, va detto. Una produzione da accogliere a piene braccia, in cui tuffarsi e da cui farsi avvolgere. Bisogna dedicare cuore e mente a Yakuza Zero, e in cambio si viene ricompensati con una narrazione grandiosa ed un gioco che offre momenti di grande tensione, misti a sezioni più leggere ed alcune totalmente folli, in puro stile giapponese.

Cosa mi è piaciuto: la trama; il folklore del Giappone reale; la locura.

Cosa non mi è piaciuto: alcuni momenti un po’ troppo prolissi.

Sonic Mania, PlayStation 4

Questo è stato anche l’anno del grande ritorno di Sonic con ben due titoli. Sonic Forces è l’episodio in 3D, uscito nell’ultima parte dell’anno, una produzione onesta, senza troppi fronzoli, dalla parte dei giochi “buoni” tra quelli in 3D della serie.

Sonic Mania, invece, è il sequel di Sonic che aspettavamo da tanto. Come detto nella recensione, non è per niente ruffiano, ma anzi propone sempre nuovi livelli, nuove idee. Mi è dispiaciuto non poterlo giocare su Switch, perché è un gioco che vorrei riprendere in ogni momento utile della vita.

Cosa mi è piaciuto: il tuffo nel passato; le nuove idee ed i nuovi livelli.

Cosa non mi è piaciuto: che il futuro di Sonic passi solo per il 2D, per ora.

Mario + Rabbids: Kingdom Battle, Switch

Devo delle scuse a Davide Soliani, direttore creativo presso Ubisoft Milano, e al suo team. Sebbene Mario+Rabbids abbia attirato la mia attenzione fin da subito, una volta uscite le recensioni ed ascoltate le opinioni dei miei colleghi, anche quelle più viscerali, credevo che, un pochino, tutte quelle lodi al gioco fossero esagerate.

Principalmente perché, essendo un gioco prodotto e sviluppato quasi totalmente dallo studio italiano, credevo che ci fosse quella solita tendenza (che in parte condivido) a spingere i contenuti nostrani più del dovuto. Solo i cretini non cambiano mai idea ed io, pur essendolo notoriamente, mi sono dovuto completamente ricredere.

Questa posizione sarebbe spettata a Super Mario Odyssey, un altro titolo che ho amato oltre ogni aspettativa. A proposito di aspettative, immaginavo che Odyssey sarebbe stato un gran titolo, ne aveva tutte le possibilità fin dall’annuncio. La prova su Switch è stata la conferma. Mario+Rabbids mi ha sorpreso, clamorosamente, e per questo si becca il secondo posto.

Cosa mi è piaciuto: l’ironia dei Rabbids; il sistema di gioco stratificato.

Cosa non mi è piaciuto: avrei voluto più personaggi principali.

The Legend of Zelda: Breath of the Wild, Wii U

L’anno poteva finire a marzo, per quanto mi riguarda. Ne abbiamo già parlato tantissimo di The Legend of Zelda: Breath of the Wild, e non me ne vogliano tutti gli altri grandissimi (ma davvero: alcuni stratosferici) titoli usciti quest’anno, ma il 2017 se lo prende lui.

Ho giocato Breath of the Wild su Wii U, e adesso che ho una Switch lo vorrei rigiocare pure lì. L’importanza di questo titolo nell’economia della serie, ma soprattutto nell’economia degli open world, è tale da stordire chiunque si metta a giocare per la prima volta al gioco.

Tutti sono letteralmente impazziti per Breath of the Wild, per la sua poetica, la capacità di raccontare una storia potente garantendo però al giocatore la totale libertà nell’affrontarla, la totale e completa libertà di esplorazione in un mondo che premia l’intelligenza del giocatore. Segna un nuovo punto per Zelda, per Nintendo e, come spesso accade negli appuntamenti di questa saga, per tutta l’industria del videogioco intera.

Un gioco come Breath of the Wild non si era mai visto, e difficilmente ne vedremo ancora per un po’.

Cosa mi è piaciuto: l’esplorazione e la struttura della trama; Zelda; l’eleganza.

Cosa non mi è piaciuto: giocando molto si arriva alla fine fin troppo potenti, e ne risente l’epica nel finale.

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