La Locanda di Hearthstone è sempre stato un posto in cui, nel bene e nel male, mi sono sempre sentito a mio agio. Mi lamento in continuazione del lavoro di Blizzard e, ad ogni espansione, la musica non cambia: penso sempre che questa è la volta buona, questo è il momento in cui il Team 5, finalmente, riesce a farmi ricredere sul loro operato. Poi dopo qualche mese, quando il meta si stabilizza, torno a lamentarmi di quanto il gioco sia noioso. E continuo a giocarci perché mi piace.

Cosa c’è che non va nel lavoro di Blizzard? La loro idea del gioco che negli ultimi mesi, con le ultime espansioni, si sta spostando verso un “tutti devono giocare e tutti devono ottenere risultati”, una filosofia che è “una gran stronzata”, perdonate il francesismo.

Questa malsana idea porta ad una modalità classificata piena di problemi, classi dal power-level mostruoso che devono consentire a chiunque di poter ottenere risultati, a discapito spesso e volentieri del divertimento. Una scelta di design discutibile, che premia i neofiti, premia i meno bravi e va discapito di tutti coloro che, come me, se la cavano ma non hanno tempo e risorse da investire per ottenere risultati seri.

Sono sempre stato conscio di una cosa: sono in grado di lanciarmi sulla scena competitiva seria del titolo ma le svariate scelte di vita che ho fatto non mi consentono l’investimento che vorrei fare e questo si traduce, purtroppo, nel giocare Hearthstone in maniera più casual e rilassata con qualche partita al giorno (un giorno di più, un giorno di meno) con l’intento di migliorarmi perché poi un giorno chissà.

TU NO PRENDERE CANDELA.

Purtroppo, come già detto, Blizzard non premia in nessun modo questo tipo di approccio spostando il gioco verso due direzioni: o fai uno spam esagerato di partite che ti portano a livelli abbastanza alti in velocità oppure con molta calma e molto tempo a disposizione scali la classifica. L’alternativa sono i tornei, che prima o poi decideranno di infilare dentro al gioco permettendo a tutti coloro che come me non hanno possibilità di gironzolare l’Italia e il mondo di ottenere qualcosa.

Tutta questa premessa per dire cosa? Che è uscita la nuova espansione, che il gioco è bellissimo (per ora) e che Hearthstone sta vivendo (di nuovo) uno dei suoi momenti migliori. Adoro le prime settimane dopo l’uscita di un set: tutti sperimentano, è pieno di cose nuove, ci si diverte. Coboldi & Catacombe è poi un’espansione particolarmente divertente che ha portato alla costruzione non solo di nuovi mazzi solidi e potenti ma anche ad archetipi più casual, divertenti e adatti a chi non ha troppe pretese.

In più Blizzard continua a muoversi verso un gioco più Free-to-Play con contenuti gratuiti e bustine gratis per tutti. Fra i primi vediamo le Dungeon Run, una modalità in singolo, completamente gratuita, accessibile a tutti e che non necessita di avere carte nella collezione poiché i mazzi ce li fornisce lei. Una modalità eccezionale.

Si tratta del contenuto che più aspettavo e di quello di cui parlerò nelle prossime righe, perché delle carte in sé e dei mazzi nuovi potete leggere e guardare altrove, dove chi è più esperto di me ha fatto delle analisi più profonde e approfondite.

Le Dungeon Run sono delle “spedizioni” all’interno delle quali avremo a che fare con 8 boss, scelti a caso fra una pool di 48, che andranno sconfitti con un mazzo che parte da 10 carte e che si compone man mano che avanziamo nella partita. Una sconfitta equivale a ricominciare, perdere i progressi e ottenere nuove carte, nuove combinazioni, infinito divertimento. Insomma, Hearthstone ha incontrato i roguelike.

Perché questa modalità è importantissima per Hearthstone? Perché chiunque può giocarla, perché è divertentissima, perché fa scoprire strategie e sinergie particolari e perché, soprattutto, è gratuita. Il problema di fondo delle Dungeon run sta nel sistema di ricompense che non ne prevedono nessuna. Se le completiamo con tutte e 9 le classi avremo un dorso esclusivo, ogni tanto apparirà una nuova missione giornaliera e per il resto nulla. Giocare le Dungeon Run non ha alcun senso, salvo il divertimento.

Le è A.F Kay. Il mio boss preferito!

Ma cos’è? Siamo arrivati al punto che condanniamo un gioco, interessante e divertentissimo, solo perché oltre al divertimento non ha niente da offrire? Sì, se parliamo di un titolo come Hearthstone, purtroppo sì.

E rieccoci punto e d’accapo. Blizzard perché? Perché non consentire anche il solo completamento delle missioni giornaliere? Perché non dare anche solo una monetina alla fine di ogni partita? Una modalità così importante per uno dei tuoi giochi di punta e tu la tratti così. Che senso ha?

Ci avviamo in conclusione con un giudizio sbrigativo su Coboldi & Catacombe e le mie prime ore nella Locanda. Questa espansione è, forse, una delle migliori mai stampate da Blizzard.

L’unico difetto è che i troppi sbagli compiuti in passato la rendono, per il momento, anonima e di passaggio per molte classi. Per un giudizio vero bisognerà aspettare Aprile e la dipartita di Gadgetzan, solo allora il meta si risveglierà e il gioco godrà di tutte le novità delle ultime tre espansioni.

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