Chi mi conosce lo sa, sono un fan accanito del brand Pokémon. Li ho giocato tutti e la nostra relazione è rimasta in piedi anche dopo forti delusioni come Nero e Bianco (e i rispettivi seguiti) che, nonostante siano oggettivamente dei bei giochi, a me non sono piaciuti assolutamente. Insomma, il nostro rapporto, nel bene o nel male, ne è sempre uscito più forte e più saldo, tanto da convincermi sempre di più di essere entrato a far parte di quell’odiosa fetta di giocatori con i prosciutti sugli occhi che non riescono a vedere quando la propria serie preferita è arrivata alla frutta. E Pokémon è arrivato alla frutta, già da un po’.

X e Y sono tra i miei capitoli preferiti, eppure so che qualcosa in questi giochi non va, concordo con tutte le critiche che gli sono state mosse, eppure restano fra i miei titoli preferiti, dopo Argento. Anche Sole e Luna, e il viaggio che mi hanno regalato ad Alola, mi sono piaciuti. Piaciuti al punto che il mio voto è stato 9/10 su queste pagine, un numero di cui, nonostante tutto, non mi pento.

Con il senno di poi, con le ultime rivelazioni in merito ad Ultrasole eUltraluna avrei voluto dare un 3, forse anche un 2, a quei titoli che all’epoca mi sembravano meravigliosi all’interno della loro incredibile mediocrità. I difetti che ho trovato all’interno di quei due titoli sono difetti che qualunque giocatore ha potuto notare ma che nell’economia generale non riuscivano a pesare al punto da non gridare al miracolo viaggiando per le isole di una delle regioni più caratteristiche di sempre.

La sensazione che il gioco fosse stato castrato, che fosse immaturo e imperfetto, era sempre presente, soprattutto sul finale che ha regalato ai giocatori uno dei peggiori end-game della storia che da solo riusciva ad urlare forte e chiaro quando la produzione di Sole e Luna abbia subito dei tagli qua e là.

Quindi Necrozma ha una storia..

Nonostante tutto però il gioco era valido, incredibilmente affascinante e pieno di misteri da scoprire. Non mi pento di quel 9, no, perché non è colpa sua se adesso, fra poco, sul mercato arriveranno Ultrasole e Ultraluna a dimostrare quanto i predecessori fossero insignificanti.

La colpa è di Game Freak che ha distrutto due giochi, che ha distrutto quell’amore incondizionato che ho verso la saga da anni e che piano piano mi sta facendo disinteressare al mondo Pokémon. Sì, comprerò il capitolo su Switch, quando sarà, solo per capire se è il caso di innamorarsi di novo. Di proseguire in una relazione che, a conti fatti, non ha più senso di esistere.

Durante una delle ultime interviste abbiamo avuto modo di scoprire interessanti novità in merito ad Ultrasole e Ultraluna che vedono, fra le tante, una storia lunga il doppio, un end-game vero e maturo, un miglioramento generale della qualità tecnica e un miglioramento del processo di allenamento di un pokémon. Cosa vuol dire tutto questo? È una tacita ammissione di colpa.

Sole e Luna non erano giochi completi, non ci provavano nemmeno. Una scrittura raffazzonata e piena di buchi, delle Ultracreature anonime e senza storia. Un Necrozma infilato a caso nell’erba alta. Un sistema di allenamento indegno, lento, noioso e pieno di difetti. Ultrasole e Ultraluna correggeranno, perché di correzioni si tratta, tutti questi difetti e inseriranno, a livello narrativo, tutto ciò che mancava all’interno dei precedenti capitoli.

Non credo serva spiegare perché QUESTA è una presa in giro

Riuscite a capire il punto della situazione? La gravità di quello che Game Freak sta facendo con questi nuovi capitoli? Abbiamo letteralmente giocato una versione in accesso anticipato di Sole e Luna mentre il team lavorava a quello che dovevano essere realmente i titoli di settima generazione.

E ora pagheremo (pagherete perché io non ho intenzione alcuna di favorire questa… follia) a prezzo pieno quelle che dovrebbero essere le versioni definitive. Pagheremo a prezzo pieno per quello che avremmo dovuto già avere un anno fa. E il bello è che tutto ciò è stato persino giustificato a livello narrativo con questa bella storia delle dimensioni alternative, di differenti flussi temporali e via dicendo. Un soluzione comoda, troppo comoda, per evitare di gridare al mondo che sono stati commessi degli errori.

Troppo facile dire “quella è una dimensione diversa dove questi fatti non sono mai avvenuti” per giustificare un buco di trama che verrà riempito con i nuovi titoli. Troppo facile dire “in quella dimensione non si potevano allenare i pokémon nel modo X, mentre in quella di Ultrasole e Ultraluna invece si può”. Il multiverso è uno di quegli artefici narrativi che va utilizzato con le pinza. Game Freak ne ha abusato e ne sta abusando parecchio.

Stiamo vivendo il lento declino di un brand che soffre parecchio i suoi anni sulle spalle, che soffre una compagnia che non ha il coraggio di reinventarsi, di osare. Stiamo vivendo quella che è la fine di Pokèmon, almeno per come lo conosciamo oggi. Switch potrebbe essere il suo risveglio dalle ceneri, o potrebbe rappresentare la sua tomba definitiva.

Peccato. Un vero peccato

L’unica certezza, ora, è che Ultrasole e Ultraluna non entreranno mai in casa mia e, spero, nella casa di molti giocatori delusi e amareggiati. Saranno un successo in termini di vendite, invece. Quindi io, al momento, non sono altro che un vecchio barbone nostalgico che non fa altro che dire che si stava meglio prima.

Forse è vero. Forse sono invecchiato sul serio e per questo Pokémon non esercita su di me la magia che esercitava un tempo.

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