Dalla recensione di Minecraft Story Mode: Stagione 2 in poi, con tutti i titoli episodici come questo di Telltale Games, adotteremo un nuovo approccio: un unico posto in cui potrete leggere le recensioni dei singoli episodi all'uscita di ciascuno di essi. Soltanto all'ultimo episodio pubblicheremo il nostro voto. Buona lettura! PS

Episodio 3: Jailhouse Block, meno fatti, più parole

Il secondo episodio di Minecraft Story Mode, sebbene non si sia rivelato proprio memorabile, aveva aperto la strada ad una storia con del potenziale non indifferente. Il climax finale, conclusosi con un colpo di scena che rivelava la natura di Admin, infatti, lasciava presagire un terzo capitolo dominato da azione e dinamismo.

Purtroppo, ci duole dire che così non è stato. Telltale, dopo un incipit attinente alle nostre aspettative, ha deciso di incentrare la narrazione sulla personalità dei protagonisti e sulla loro evoluzione, inserendo – e sviluppando - allo stesso tempo, nuovi personaggi. A questo va aggiunta la durata complessiva dell’episodio, quantificabile in poco meno di un’ora. Unendo le due premesse, la risultante è che in Jailhouse Block prevarrà la sensazione di essere degli spettatori, più che parte attiva della vicenda.

È proprio nelle fasi iniziali del gioco che vivremo uno dei pochi momenti di azione dell’intero episodio. La vicenda inizia in medias res, subito dopo la conclusione del secondo episodio. Jesse si ritrova catapultata in uno scenario che – apprenderemo presto – si trova a ridosso della prigione costruita da Admin per tenere a bada i propri nemici.

Appena ci ricongiungeremo con il resto della squadra, avrà inizio un tentativo di fuga nel quale avremo modo di compiere diverse evoluzioni, accompagnate da una colonna sonora azzeccata ad incalzante. Purtroppo il nostro tentativo è destinato a fallire e, con lui, anche i sogni di un episodio dinamico ed incentrato sui combattimenti.

Minecraft Story Mode
Uno dei rari momenti di azione.

Da quel momento in poi, infatti, l’episodio subisce un’inversione di rotta: ambientato nella prigione vera e propria, si concentra – come accennato in precedenza – sull'evoluzione dei personaggi ed in particolare, tenendo conto di quelli non giocabili, di quelle di Radar (che cerca di diventare a modo suo un eroe) e di Stella (che, finalmente, pare rendersi conto della realtà che la circonda).

Incontreremo anche dei personaggi nuovi come Warden - uno scagnozzo che bullizza e viene a sua volta bullizzato – e la pericolosissima prigioniera X, protagonista di un mirabolante colpo di scena (vi diciamo solo che ha un legame con la storia di Admin che si chiama, udite udite, Romeo). Neanche questa volta, poi, sono mancati i riferimenti alla cultura popolare come il detenuto Oxblood – pericolosamente simile ad Hellboy – e il pittore Rob, in riferimento al celebre pittore statunitense Bob Ross, al quale sono stati dedicati anche dei Funko Pop.

Come sempre, Telltale si dimostra essere una maestra nella narrazione e nel tenerci incollati allo schermo. Questa volta, l’intero episodio è retto dalla leggendaria figura della sopracitata Prigioniera X che, come accennato poc’anzi, rappresenta la chiave per la svolta dell’intera vicenda (e anche per la fuga, a dirla tutta). È legato a lei, inoltre, uno dei momenti di maggiore drammaticità dell’intero episodio: dovremo, infatti, salutare un amico e la cosa non può lasciare il giocatore indifferente.

Minecraft Story Mode
Vi ricorda qualcuno?

Jailhouse Block, a conti fatti, si presenta come l’episodio più maturo della serie – seppure senza raggiungere i picchi di drammaticità di altri titoli sviluppati dalla software house – e tocca tematiche decisamente più mature di quelle viste fino ad ora.

Infine, anche in questo episodio mancano delle vere e proprie sezioni di crafting, come l’ispirazione a Minecraft suggerirebbe. Il titolo, eccezion fatta per la caratteristica grafica cubettosa, si fa notare solo per pochi dettagli (tra cui spiccano delle versioni rivisitate di alcune tipologie di nemici come dei mix tra ragni e creeper che di primo impatto incutono un certo terrore – peccato, però, che poi la scena di combattimento sfumi nel nulla).

Tirando le somme, Jailhouse Block si presenta come un episodio che ha perso la possibilità di diventare il primo vero capitolo incentrato sull’azione, prediligendo l’approfondimento della storia, dei personaggi e delle loro relazioni interpersonali. Le tematiche sono forse quelle più mature trattate fino ad oggi nella seconda stagione di Minecraft Story Mode e questo favorisce l’inserimento di un paio di momenti davvero drammatici.

A lasciare realmente perplessi, però, è la durata: una ventina di minuti in più di azione disseminata tra un dialogo e l’altro avrebbero potuto fare la differenza, conferendo maggiore equilibrio tra dialoghi e scene dinamiche. La conclusione, però, lascia ben sperare per il prossimo episodio nel quale dovrebbero chiudersi alcune parentesi legate alla storia di Admin: speriamo sia la volta buona.

Episodio 2: Giant Consequences, la labile differenza tra una side quest e un episodio

Il secondo episodio della seconda stagione di Minecraft: Story Mode riprende – ovviamente – da dove ci eravamo interrotti con il primo. Jesse e i suoi compagni, cercando di scampare al pericolo rappresentato da un mostro di dimensioni colossali, l’hanno condotto con loro mettendo in estremo pericolo Beacon Town. Fortunatamente, lungo la strada, hanno recuperato anche un avventuriero smarrito (loro alleato) e degli strumenti utili alla lotta contro al bestione.

Se questa era la buona notizia, quella brutta è che in realtà apprenderanno presto che il nemico da temere è un altro e che il villain del primo capitolo sarà sconfitto nei primi minuti di gioco, lasciando il ruolo ad un inquietante pupazzo di neve. Quest’ultimo, oltre a rivelarci che il precedente nemico era semplicemente un burattino nelle sue mani, fa sprofondare il nostro mondo in una realtà dominata da una perenne notte gelata. Di conseguenza, visto l’universo narrativo in cui ci troviamo, se non acconsentiremo a “fare un gioco con lui” in stile Saw, saremo alla costante mercé di zombie e pericolose creature notturne.

Dopo aver seguito un sentiero ghiacciato – che ricorda alla lontana la “strada di mattoni gialli” del mago di Oz – ci ritroveremo ai piedi di un palazzo tanto maestoso quanto glaciale, che fungerà da dungeon. Il nostro scopo sarà quello di risolvere determinati enigmi e sconfiggere qualche nemico allo scopo di uscirne vivi e di recuperare un oggetto utile ai fini della trama.

Minecraft Story Mode
Se permettete un ulteriore parallelismo: “Let it Go”.

Ad esclusione di un colpo di scena finale, l’intero episodio ha molto più in comune con una side quest che con un capitolo a sé stante. Le nostre interazioni si riassumono in un paio di combattimenti poco incisivi, nella risoluzione di enigmi elementari e in decisioni che non sembrano sortire risultati rilevanti nell’immediato futuro. Se escludiamo l’ipotesi di espedienti narrativi previsti per i capitoli successivi, possiamo affermare che basti una semplice frase a collegare il primo episodio di questa stagione al terzo.

I personaggi sono sostanzialmente gli stessi che abbiamo imparato a conoscere nelle avventure precedenti anche se notiamo un tentativo di creare delle relazioni più profonde. Tale tentativo è però destinato a fallire quando, nonostante ci venga chiesto di scegliere con quali amici proseguire la nostra avventura, notiamo che a livello emotivo siamo inevitabilmente meno coinvolti di quando, ad esempio, abbiamo dovuto scegliere a chi salvare la vita nel corso di un altro episodio.

Anche per quanto riguarda gli aspetti inerenti al comparto tecnico non possiamo aspettarci alcuna sorpresa: comparto sonoro, grafica, sistema di crafting e lingue supportate, sono sostanzialmente invariati. È a livello artistico, però, che emergono i dettagli che caratterizzano questo episodio. In particolare si fa riferimento alla palette di colori che vira verso i toni tetri del blu scuro e quelli freddi dell’azzurro glaciale. Questo, unito alle ambientazioni la cui cupezza è sottolineata dagli effetti sonori, contribuisce a creare un clima di oscuro e gelido pericolo che incombe sui protagonisti.

Mincraft Story Mode
Una vecchia conoscenza ci farà compagnia anche nello scenario più dark.

In conclusione, ci troviamo davanti ad un episodio di cui potevamo tranquillamente fare a meno. Saranno le evoluzioni future a darci torto o ragione, ma la sensazione che ci pervade al momento è simile a quelle provate durante certe digressioni non necessarie che vengono inserite tatticamente nelle serie TV al fine di concludere la stagione con un numero sufficiente di puntate.

Riferendoci al primo episodio, abbiamo asserito di vederlo come un ottimo punto di partenza ma ci duole dover affermare che Minecraft Story Mode Season 2 – Episode 2 può essere visto come una prematura botta di arresto – dalla quale ci si può, però, ancora riprendere – oppure come una corposa side quest (ma nulla di più). Paradossalmente, ad eccezione del climax finale con relativo colpo di scena, i momenti che più hanno destato la mia attenzione sono stati i riferimenti ad altri elementi di cultura popolare (come il trofeo denominato “Winter Is Coming” e un minigioco che faceva il verso alle attrazioni dei luna park dove dobbiamo colpire i nemici ma schivare i “buoni” che ci si parano d’innanzi all’improvviso).

Questo episodio, quindi, rappresenta un notevole calo rispetto alle premesse – e alle implicite promesse - di “Hero in Residence”: sarà il prossimo a determinare dove punterà l’ago della bilancia. Ci auguriamo che Mojang e Telltale inizino a dimostrarci che le nostre azioni hanno delle conseguenze e che i personaggi che “ricordano quello che abbiamo fatto” lo ricordino davvero, aggiungendo spessore a un titolo che potrebbe aver tanto da dire.

Episodio 1: Hero in Residence, quando un lama ti sputa addosso non è mai un buon segno

Hero in Residence è il sottotitolo del primo episodio della seconda stagione di Minecraft Story Mode, l’avventura grafica targata Telltale basata sul celebre sandbox Mojang. In questo episodio, la narrazione riprende dal punto in cui si era interrotta alla fine della prima stagione: ritroviamo, infatti, alcune vecchie conoscenze e, in particolare, il nostro avatar Jesse.

Jesse, dopo aver fondato la cittadina di Beacon Town in memoria di un coraggioso maialino (anch’esso noto a chi non è nuovo alla saga) ha dovuto accantonare il proprio spiccato spirito d’avventura per occuparsi della gestione cittadina. Le vecchie abitudini, però, sono dure a morire ed ecco che Jesse, in una sorta di sindrome d’astinenza da adrenalina, parte per una missione apparentemente semplice che, però, avrà risvolti decisamente inaspettati.

Partendo dalla ricerca di un lama - non fate domande, le farà Jesse per voi - per aiutare una vecchia conoscenza in difficoltà, infatti, finirete per rinvenire un guanto tanto misterioso quanto pericoloso che darà inizio ad una missione di ricerca in stile Indiana Jones (e il paragone non è del tutto fuori luogo in quanto la vostra ricerca di risposte vi condurrà addirittura in un tempio maledetto sommerso, non prima di aver reclutato nuovi compagni di viaggio). Tutto questo, però, avviene dopo che il sopracitato lama ci avrà sputato addosso e ci chiediamo se, in fondo, non si tratti di un eloquente segno del destino.

Durante le fasi preliminari del titolo – che ci terrà impegnati per un paio di ore scarse, anche se tendenzialmente giocate tutte d’un fiato – potremo decidere se caricare il background sviluppato durante gli episodi precedenti (a patto di averli giocati, ovviamente), crearne uno nuovo partendo da una serie di risposte a scelta multipla oppure dichiararsi neofiti in tutto e per tutto. A prescindere dalla scelta effettuata, però, l’incipit narrativo è piuttosto semplice come, del resto, anche l’intreccio che ne seguirà.

L’intero episodio, sebbene necessiti di una discreta conoscenza di una delle lingue proposte (tra le quali non figura l'italiano), intrattiene piacevolmente nel classico stile Telltale Games. Va altresì precisato che quest’ultimo, nonostante sia ormai sdoganato, potrebbe non piacere a tutti vista la natura di avventura grafica: un continuo susseguirsi di dialoghi con frequenti scelte a risposta multipla poco influenti sul gameplay e qualche sporadica decisione da prendere con – questa volta sì – precisi risvolti sulla trama, potrebbero non bastare a chi, con il proprio approccio videoludico cerca un ruolo più attivo.

Per quanto riguarda l’influenza vera e propria del titolo Mojang, Minecraft si palesa sia con la caratteristica grafica “cubettosa” che con l’introduzione di diversi elementi noti a chiunque abbia giocato almeno una volta al titolo (come zombie, creeper, ragni e perfino determinate tipologie di blocco). È altresì presente, seppur limitatamente, il sistema di crafting con annesso libro di istruzioni per la creazione – pilotata – di oggetti che serviranno a risolvere determinati enigmi.

A proposito degli enigmi, va detto che la difficoltà dei già poco frequenti puzzle è decisamente bassa e questo non influisce positivamente sulle sensazioni che cerca chi predilige uno stile di gioco piuttosto attivo (o, quantomeno, dinamico). Tra una torcia da craftare e blocchi da posizionare (dopo averli craftati a loro volta), quindi, il nostro entusiasmo si esaurisce piuttosto in fretta, dandoci la sensazione che l’unica cosa davvero importante sia avere le dita pronte a premere una manciata di tasti quando il gioco lo richiede espressamente.

Mincecraft: Story Mode Season 2, Episode 1
Alcune vecchie conoscenze che non vorremmo invitare ad una serata commemorativa.

Tutto questo, in linea di massima potrebbe ancora funzionare per i giocatori che acquistano il titolo consapevoli di quanto sia in linea con la definizione di avventura grafica ma l’esecuzione, complice probabilmente anche il target per cui è stato concepito, soffre decisamente dell’impronta semplicistica di cui abbiamo trattato poc’anzi.

Ad esempio, all'inizio del gioco, ci troviamo a dover costruire una statua commemorativa utilizzando dei blocchi colorati. Tralasciando la mancanza di immediatezza di un’azione che deve essere controllata attraverso un non congeniale utilizzo delle levette analogiche del pad, sulla carta questo espediente potrebbe rivelarsi un ottimo svago ma, di fatto, non fa che generare un senso di frustrazione che si acuirà quando vedremo l’imponente ed articolato idolo di una città vicina.

Un plauso, invece, va certamente fatto alle migliorie rispetto alla stagione precedente che, sebbene piuttosto sparute, si fanno notare. L’interfaccia, ad esempio, appare più immediata e curata rispetto al passato, con un restyling visibile anche nell’introduzione di una – apprezzatissima - barra della stamina. Per quanto riguarda lo stile di combattimento, invece, è stato dato un certo peso alle schivate in modo da aumentare il dinamismo di un titolo che, di per sé, ne ha ben poco.

In conclusione, questo primo episodio si preannuncia come un ottimo punto di partenza per una stagione che potrebbe avere molto da dare (non vi anticipiamo nulla ma sappiate che è presente anche una scena dopo i titoli di coda che apre la strada ad un personaggio che in questo capitolo non abbiamo avuto modo di giocare). Telltale Games, però, dovrà rimboccarsi le maniche al fine di creare un maggiore equilibrio tra narrazione e azione, rendendo gli enigmi più complessi o aumentandone la frequenza. Tutto ciò, ovviamente, senza snaturare la saga: visto il livello dei capitoli precedenti, però, sentiamo che quello che ci auguriamo non è utopia.

Versione testata: PS4

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