Da poco, qui in Italia, è iniziato un nuovo anno scolastico e, con un tempismo quasi perfetto – almeno per quanto riguarda il nostro territorio – viene immesso sul mercato videoludico The Coma: Recut. Si tratta della versione rimasterizzata di The Coma: Cutting Class, survival horror in 2D uscito nel 2015 per PC e Mac e sviluppato dalla stessa software house, Devespresso Games.

Parliamo di tempismo in quanto il titolo è ambientato proprio in una scuola – seppure giapponese – ed è risaputo che questi edifici suscitano un certo timore tra studenti e non. A terrorizzarci, però, non saranno interrogazioni a sorpresa o l’ansia di non piacere ai compagni di classe, bensì una professoressa demoniaca che ci dà la caccia per i corridoi illuminati solo dalla fioca luce della luna (e di una torcia che potremo accendere solo quando saremo certi di non attirare attenzioni non richieste).

Nel gioco vestiremo i panni di Youngho, uno studente liceale in procinto di affrontare un esame. Per prepararsi al meglio, il protagonista ha passato in bianco la notte prima del test. La sua giornata non inizia nel migliore dei modi quando, recatosi a scuola, apprende che uno degli studenti più meritevoli si è tolto la vita. Come si suol dire, però, “lo spettacolo deve continuare” e viene intimato agli alunni di recarsi in classe per svolgere regolarmente l’esame. È in questa occasione che Youngho, in uno stato a metà tra la stanchezza e il turbamento emotivo, si addormenta (ma non prima di aver scambiato qualche parola con la procace insegnante, Ms. Song, che gli dà appuntamento dopo il test per parlare del suo rendimento).

Ci risveglieremo in una sorta di realtà alternativa a tema horror: la notte è calata e l’edifico scolastico, sebbene apparentemente non sia cambiato, è intriso di macabri dettagli. Inizialmente penseremo di essere soli ma, appena messo piede fuori dall’aula in cui ci troviamo ci imbatteremo in Ms. Song (o meglio, in una sua versione demoniaca). Sarà lei il vero antagonista della storia: un rivale con cui non ci potremo scontrare ad armi pari ma dal quale possiamo solo scappare o nasconderci. I suoi tacchi che ticchettano per i corridoi e il macabro urlo con cui annuncia l’inizio di un inseguimento ci faranno compagnia anche dopo aver concluso la sessione videoludica, potete starne certi.

La trama, che riesce ad essere al contempo lineare ed intrigante, affida la maggior parte della narrazione ad alcune annotazioni che troveremo durante la nostra esplorazione della scuola (nella speranza di capire cosa stia succedendo). Sono proprio queste annotazioni che fanno la differenza quando parliamo di longevità: se decideremo di approfondire tutti i retroscena cercandole lungo l’intera mappa di gioco, la durata della nostra esperienza videoludica ne beneficerà sensibilmente.

Devespresso, inoltre, inserendo dei finali alternativi che verranno sbloccati a seconda di alcune decisioni che saremo tenuti a prendere, ha ideato un ulteriore espediente per tenerci legati al titolo. Purtroppo, però, gli stimoli che ci potrebbero invogliare a ricominciare la nostra esperienza videoludica, sono davvero pochi: questo, a conti fatti, non predispone di certo a desiderare ardentemente di scoprire dove una determinata scelta potrebbe portare.

A questo proposito introduciamo una delle parole chiave legate al titolo: ripetitività. La riscontriamo, ad esempio, nel design degli ambienti o nelle sequenze in cui dovremo scappare da Ms. Song. In questo caso, infatti, come accennato poc’anzi, dovremo limitarci a correre e nasconderci appena possibile, in modo da far terminare l’inseguimento.

È vero, da un lato bisogna ammettere che queste fasi diventano più complesse man mano che proseguiremo – sono state, ad esempio, introdotte anche delle trappole e delle alterazioni di stato come avvelenamento o sanguinamento – ma una volta che avremo imparato a padroneggiarne le dinamiche, gli inseguimenti saranno solo una distrazione dal nostro voler vedere “come andrà a finire”.

The Coma: Recut
In questi corridoi qualcosa non quadra: cosa sarà mai?

Il design, caratterizzato da linee di demarcazione marcate e spesse, ricordando quello degli anime contribuisce a rendere il titolo godibile anche a chi non è avvezzo al genere. Questo è controbilanciato da un comparto sonoro costituito da musiche e suoni ambientali che aiutano a creare la giusta atmosfera di tensione.

Uno dei fattori che viene a mancare, purtroppo è l’immedesimazione in quanto è palese che questo gioco sia anche una denuncia allo stile di vita di uno studente, oberato da impegni e responsabilità scolastiche che per la nostra cultura risultano piuttosto atipici. Anche la mancanza della lingua italiana contribuisce in questo senso ma il tutto può essere sopperito da una basilare conoscenza della lingua inglese (o di un’altra di quelle supportate, tra cui figurano Francese e Russo).

In conclusione, con questa remastered, Devespresso ha voluto riportare in auge un titolo che già a suo tempo aveva qualcosa da dire. Se da un lato il gap culturale si fa sentire e le meccaniche di gioco rappresentano sostanzialmente una distrazione allo svolgimento della trama, dall’altro è proprio la lore stessa a farci desiderare di proseguire lungo i corridoi scolastici, in attesa di trovare risposta a tutti gli interrogativi che ci porremo nel corso del gioco.

Il titolo, inoltre, grazie all'equilibrio dato da un comparto sonoro in grado di creare la giusta atmosfera e da un design in stile anime che smorza i toni horror, risulta godibile anche da chi non è avvezzo al genere.

Versione testata: PC

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