Premesso che ogni argomento è oscurato dal fatto che usciranno dei Joy-Con rossi opachi per Switch nel bundle con Super Mario Odyssey (seri, ma quanto sono belli?), il Nintendo Direct di ieri sera ha contribuito a fugare un altro dubbio sulla bontà del “progetto Switch”.

Insieme a 4K, HDR, procedurale, e altri termini, negli ultimi anni anche lineup è entrato di prepotenza nel vocabolario del videogiocatore medio. E proprio quello della lineup debole della console è stato uno degli argomenti di discussione più interessanti delle prime settimane prima e dopo l’avvento della console ibrida di Nintendo.

Sì perché, l’abbiamo detto anche noi più volte, la pochezza del parco software nei primi mesi è stato uno dei punti di domanda più grandi che abbiamo inserito nella nostra posizione verso Switch. C’era un solo tripla A al mese fino a settembre, poi Super Mario Odyssey e, fino a qualche giorno fa, solo Fifa 18 e Skyrim come unici baluardi del supporto delle terze parti.

Che poi, diciamolo una volta per tutte, non è che un device acquista prestigio se ci viene fatto il porting di Skyrim sopra. Stiamo parlando di un gioco del 2011 uscito in tutte le salse, obsoleto e incomprensibilmente caricato di fascino ancora oggi.

Switch
I Joy-Con rossi mi hanno ucciso.

Bene, appurato il mio fastidio per il fantasy rpg di Bethesda, andiamo avanti.

Nintendo è fatta così, a mezzanotte di un mercoledì ti piazza un Direct con una serie di annunci importanti, quando chiunque altro avrebbe fatto teasing di svariate settimane precedenti. Le novità sono tante, e riguardano anche il 3DS che, come promesso, non verrà affatto abbandonato.

Pokémon Ultrasole e Ultraluna (che già conoscevamo ma di cui sono stati aperti i pre-order), un 2DS XL a tema Pokémon, Mario & Luigi Superstar Saga in uscita il 6 ottobre, Kirby Battle Royale 3 novembre, Layton’s Mistery Journey il 6 ottobre, Mario Party The Top 100, questi sono solo una parte dei titoli confermati e/o annunciati per i portatili della casa di Tokyo.

Per Switch è stato confermato il supporto a tutti i giochi online, ovviamente, ma anche la data di uscita di Xenoblade Chronicles 2, previsto per l’1 dicembre con tanto di nuovo trailer di gameplay esteso. Ma i titoli più importanti sono quelli delle terze parti, quelli di cui la console ha bisogno e che i giocatori aspettavano con ansia.

Oltre al già noto L.A. Noire, che pur essendo una remastered multipiattaforma è anche un titolo ameno alla tipologia di prodotti presenti solitamente su console Nintendo, Bethesda conferma il suo supporto alla console. Su Switch usciranno infatti DOOM in inverno, e Wolfenstein II: The New Colossus nel corso del prossimo anno.

Switch
E non sembra neanche male.

Si tratta presumibilmente di versioni custom rispetto agli originali. Come per FIFA 18 – altro titolo a dir poco fondamentale nella lineup – DOOM e Wolfenstein II è probabile che non verranno convertiti direttamente, anche se non ci sono conferme ufficiali ancora. Quello che conta è che DOOM avrà anche il multiplayer (ma senza snapmap), con tutto quello che ne consegue.

Inutile ribadirlo, è importante che questi tripla A arrivino su Switch, sono segnali incoraggianti per tutti gli altri publisher e sviluppatori. Da non sottovalutare neanche Dragon Quest Builders (che pur non eccezionale, è comunque un Minecraft-clone più che piacevole), né Arena of Valor, un MOBA che sta diventando sempre più famoso sul mercato mobile, e che su Switch se promosso a dovere può fare veramente sfaceli.

Da questo momento in poi, è un pochino più lecito “sognare”. Se Diablo III è arrivato su console già da un po’, e Blizzard ha addirittura deciso di lanciare il suo nuovo titolo di punta, Overwatch, direttamente multipiattaforma, perché Hearthstone non può arrivare su Switch? Sia con i controlli normali che con il touchscreen, il card game di Blizzard è il titolo ideale per una consola ibrida.

Ma lo stesso Overwatch, o una versione rivista nei controlli di Heroes of the Storm, tutti titoli che si sposano bene con l’idea di “partitina” che Switch può offrire.

A prescindere da ciò che arriverà o meno – per cui potremmo stare qui una settimana a fare liste su liste – l’unica certezza è che ora la “lineup povera” non è più un problema, pur comprensibilissimo nei primi periodi.

Con il Direct di ieri Nintendo ha tolto un’altra spunta dalla lista delle perplessità. La prossima? L’infrastruttura online, e c’è tempo fino al 2018 per cambiare idea (speriamo).

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