Era il lontano 1997 quando il primo titolo del franchise di Everybody’s Golf è approdato sul mercato videoludico, diventando di fatto il capostipite di una delle serie di maggior successo legate alle console Sony. Sebbene nel corso degli anni la struttura di base del titolo sia rimasta sostanzialmente invariata, a distanza di un ventennio la multinazionale di Tokio ha voluto pubblicare un capitolo tutto nuovo, dedicato a PlayStation 4: questa volta, però, a parte il titolo che inneggia al primo capitolo, abbiamo potuto individuare diverse importanti novità, che donano nuovo spessore alla serie.

Senza girarci troppo intorno, le grandi novità introdotte sono principalmente la centralità del gioco online (necessaria, visti i tempi che corrono) e l’editor dei personaggi, completamente stravolto rispetto a quello cui eravamo stati abituati. Questo, unito alle meccaniche che già conoscevamo ed apprezzavamo, fa del titolo un ennesimo obbiettivo centrato da Clap Hanz, software house di sviluppo, nonché di riferimento per quasi tutti i titoli di Everybody’s Golf.

È doveroso specificare che durante le nostre sessioni videoludiche i server erano popolati da meno persone rispetto a quelle che saranno presenti a partire dal lancio vero e proprio. Abbiamo, però, ritenuto le interazioni online numericamente sufficienti a pubblicare una recensione del tutto realistica.

Il titolo, come suggerisce il nome, è ambientato in un contesto legato alla disciplina sportiva del golf anche se vi si approccia in una chiave piuttosto scanzonata, privilegiando grafiche colorate (e, allo stesso tempo, qualitativamente al passo con i tempi) e personaggi in stile manga che strizzano l’occhio ai MII di Nintendo.

Ed è proprio la gestione dei personaggi uno degli elementi più innovativi di questo nuovo capitolo: alla classica formula dei figuranti precostituiti utilizzata in precedenza, si sostituisce una vera e propria gestione del proprio avatar. Al momento della sua creazione, infatti, ne potremo personalizzare diversi aspetti come voce e stile dello swing (che, naturalmente, andranno ad affiancarsi alle tradizionali caratteristiche fisiche).

Purtroppo, è proprio al momento della caratterizzazione del nostro alter ego che ci imbattiamo nell’unico bug vero e proprio di cui abbiamo avuto esperienza – che, poi, avremo modo di riscontrare anche durante le sessioni di gioco – ovvero delle compenetrazioni piuttosto fastidiose che si verificano soprattutto in presenza di chiome dai capelli lunghi o selezionando alcuni particolari indumenti.

Everybody's Golf
Benvenuti sull'immaginaria Isola del Golf.

A partire proprio dalla grafica, in ogni caso, il titolo si presenta come il perfetto mix tra quello che funzionava dei titoli del passato (sistema di tiro funzionale e ottimo studio della fisica ambientale, senza perdere di vista l’accessibilità sia ai casual gamer che agli appassionati di golf) e innovazione.

Basti pensare al comparto online, che vanta diverse novità. Ad esempio, per la prima volta nella storia della serie, i campi sono completamente esplorabili e, per invogliarci a farlo, gli sviluppatori hanno disseminato qua e là diversi oggetti (soprattutto monete, anche se non sarà raro trovare palline con funzioni specifiche o personalizzazioni di vario tipo). Le monete, inoltre, potranno essere spese all'interno dello shop, per acquistare booster di vario tipo, abbigliamento o migliorie estetiche.

Sempre per quanto riguarda le modalità online, al momento ne esistono due (anche se pare ne sia stata predisposta una terza): parliamo della modalità “Campo aperto” e di quella “All’ultima buca”. Nella prima modalità potremo decidere se dedicarci ad una gara avente luogo lungo tutte e nove le buche costituenti il campo (sarà necessario recarsi alla prima buca, per dare il via alla sfida) oppure se affrontarle una alla volta, muovendosi tra le singole aree di partenza (in gergo, tee). Nella modalità “All’ultima buca”, invece, saranno due squadre a sfidarsi: ognuna composta da quattro giocatori. Ogni giocatore correrà liberamente da un tee all'altro e, allo scadere del tempo, la somma dei punteggi dei singoli giocatori determinerà la squadra vincitrice.

Molto interessante, inoltre, il sistema di progress degli avatar. Le abilità del personaggio, ad esempio, miglioreranno ogni qual volta effettueremo un buon tiro e a salire saranno anche i valori legati alle mazze utilizzate (potenza e controllo). In termini pratici, più utilizzeremo correttamente una determinata mazza, più saremo agevolati nei nostri progressi futuri.

Tutte queste componenti, però, non devono farci perdere di vista il fatto che il titolo – per quanto intuitivo – richieda una certa dose di tecnica: nonostante ad ogni colpo sia impostata automaticamente come predefinita la mazza più adatta al tiro e l’interfaccia ci indicherà la lunghezza che i nostri tiri potranno coprire, spesso sarà fondamentale adottare strategia e tentare colpi più o meno azzardati, in modo da mandare la palla in buca con meno colpi possibili, cosa che ci permetterà di scalare le classifiche multigiocatore.

Everybody's Golf
Un tiro pressoché perfetto.

In conclusione, Everybody’s Golf prende quanto funzionava dei titoli precedenti e lo adatta ai giorni nostri: se è vero che l’anima multiplayer dell’IP è sempre stata motivo di vanto per Clap Hanz, è altrettanto vero che al giorno d’oggi un sistema basato sul locale risulterebbe alquanto anacronistico. Una grafica accattivante e interazioni in stile MMO fanno il resto.

Dispiace solo per alcune pecche come la compenetrazione grafica di alcuni oggetti o un doppiaggio incompleto che lascia un vago senso di vuoto uditivo: gli NPC che incontreremo in fase di training, ad esempio, diranno solo qualche parola mentre il fulcro del discorso sarà lasciato in balia di scritte in sovraimpressione miste a movimento labiale di un personaggio che non proferirà parola.

La longevità del titolo e le diverse modalità che permettono agli utenti di approcciarsi al gioco come preferiscono, però, fanno dimenticare in fretta anche i pochi elementi a sfavore, lasciandoci il ricordo di un gioco piacevole, che tira fuori il nostro lato competitivo senza però stressarci in alcun modo.

A tal proposito, il celebre golfista Bruce Crampton una volta ha detto che il golf è un compromesso tra quello che il tuo “io” vuole farti fare, quello che l’esperienza ti dice di fare e quello che i tuoi nervi ti permettono di fare. In Everybody’s Golf, però, complici grafica e musichette accattivanti, non c’è spazio per i nervi: rimaniamo solo noi, la nostra esperienza e una griglia di gioco che analizza la pendenza di gioco in tempo reale, evitandoci di spremerci troppo le meningi.

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