La prima volta che giocai a League of Legends in quello che fu un imperdonabile errore di gioventù (un saluto agli amici di Riot che ci hanno mandato Mechs vs Minions!), la prima cosa che pensai è: “perché non ne fanno un gioco da tavolo, o di carte, immediatamente?”.

Le meccaniche sono perfette, con le dovute differenze in termini di velocità di gioco: c’è la gestione delle risorse e dell’equipaggiamento, la strategia, la pianificazione degli scontri con gli avversari. Certo, c’è il piccolo inconveniente dei nemici umani dall’altro lato del tavolo, e il fatto di dover giocare in dieci persone.

Mechs vs Minions, gioco da tavola ufficiale di League of Legends sviluppato e prodotto da Riot Games, risponde alla mia domanda di allora, portando una nuova prospettiva rispetto alla lore di LoL, in un gioco cooperativo per un massimo di quattro persone.

Il prodotto, infatti, non ci mette di fronte ad una partita che rispetta le regole del videogioco, ma nei panni di quattro celebri personaggi del gioco pronti ad abbattere ondate su ondate di fastidiosi minions.

La storia è semplice: gli yordle Corki, Tristana, Heimerdinger, e Ziggs si ritrovano infatti iscritti alla scuola di Rumble per pilotaggio di robot. Come è giusto che sia, considerando che parliamo di piccoli esserini che pilotano dei pericolosissimi mech, le cose non vanno bene e presto si ritrovano a dover combattere ondate di minion attraverso una serie di missioni.

Mechs vs Minions
La lore!

Missioni che, di volta in volta, creano un setup di gioco diverso: composizione della plancia, regole aggiuntive, condizioni di partenza, di vittoria e di sconfitta. Ho giocato alle prime cinque missioni delle dieci disponibili all’interno della scatola, ed ognuna di esse è distinguibile dall’altra in modo molto netto per feeling generale.

La prima cosa che mi sento di dover sottolineare è uno dei pochi difetti di Mechs vs Minions: giocato in meno di quattro persone potrebbe non essere così esaltante. Le mie partite sono state fatte sempre a tavolo pieno, fortunatamente, e in questo modo c’è la possibilità di sfruttare al meglio tutte le possibilità che il gioco offre a disposizione, con un ovvio vantaggio tattico. In due o tre persone, invece, le partite potrebbero risultare un po’ ostiche.

Questo perché ogni yordle ha a disposizione una linea di comando, sulla quale andranno piazzate delle carte che comporranno le azioni che si potranno compiere. Funziona così: si parte con un draft di carte a tempo (largo ai pensatori che rallentano il gioco!) da cui i giocatori prenderanno una carta da inserire in uno dei sei spazi della plancia.

Nel tempo verrà così formata una linea di comando di massimo sei carte, le quali possono comprendere o meno movimenti, oltre agli attacchi che il mech può compiere. La cosa interessante, nonché il fulcro del gioco, è che non è possibile scambiare gli elementi della linea a piacimento, se non rinunciando alla pesca di nuove carte nel draft per scambiare due posizioni. Parallelamente, rinunciare ad altri tipi di carte consente di curare i danni, che rappresentano degli imprevisti che vanno a sostituire una manovra casuale in uno spazio.

Mechs vs Minions
Il tavolo si apparecchia in fretta.

Quindi è importante decidere e pianificare in fretta i propri spostamenti, piazzando le carte in modo da genere un movimento utile e fluido. Nelle prime partite vi ritroverete sicuramente a girare in tondo, ed a sparare nelle zone vuote della plancia. Ma va bene così, perché oltre a risultare esilarante all’inizio, è una cosa che potrebbe capitare tranquillamente anche in futuro incominciando a prendere un ingente quantitativo di danni.

Inoltre, le carte di uno stesso tipo (sono quattro “colori” in tutto) possono stackare per aumentare di potenza. Quindi, se il Ripsaw colpirà solo il primo nemico in linea retta, potenziandolo fino a tre volte (il massimo) colpirà tre nemici in fila. Anche in questo senso, è importante capire se rinunciare ad una nuova “mossa” per potenziarne un’altra oppure no, di volta in volta, turno dopo turno.

Detto questo, ogni missione ha uno scopo principale ben integrato con una trama semplice ma piacevole, che non mancherà di sferrare qualche occhiolino agli appassionati di League of Legends, che sicuramente riconosceranno personaggi, ma anche frasi tipiche ed elementi dell’ambientazione del titolo Riot.

Può capitare di dover resistere ad un’orda di minion, fuggire da una esplosione che ad ogni turno “mangia” una parte di mappa, oppure combattere contro un boss gigantesco e cercare di resistere per un certo numero di turni, e tanto altro. I setup delle missioni mi hanno colpito particolarmente devo dire, perché sono ben curate e studiate per essere rappresentative l’una rispetto all’altra.

Inoltre, le prime 2-3 missioni sono magistralmente costruite per introdurre tutti gli elementi regolistici senza sembrare dei noiosi tutorial (per dire, la primissima partita l’abbiamo persa), così da portare i giocatori ad apprendere tutte le sfumature del gioco senza noia.

A questo proposito, la seconda nota negativa di Mechs vs Minions è riferita soprattutto agli amanti della strategia pura. Nel gioco si tirano dadi e si pescano molte carte, questo significa che l’alea è presente in quantità considerevole. Tuttavia, sorprende come l’elemento fortuna possa essere aggirato da una attenta pianificazione e collaborazione tra giocatori. Per intenderci, se la partita inizia a girare male può capitare che si perda per colpa della sfortuna, ma non succede molto spesso… per fortuna.

Devo essere onesto, ho creduto fin da subito che Mechs vs Minions fosse il classico prodotto ruffiano da dare in pasto ai fan. Invece si capisce che è un gioco da tavola curato con dovizia fin dalla prima volta in cui si prende in mano. Per il costo a cui viene commercializzato, il gioco ha una qualità costruttiva veramente invidiabile.

La scatola esterna è in cartone rinforzato, con elementi lucidi in rilievo ed altri opachi per restituire la sensazione del metallo. Osservando il contenuto interno, però, si capisce l’altissima qualità dei materiali e del packaging. Intanto tutto è comodamente diviso in blister di plastica, a loro volta suddivisi in sezioni ed alcove atte a contenere i materiali perfettamente. La cura per la precisione sfiora il maniacale, visto che ogni “livello” della scatola è perfettamente intersecato per contenere gli elementi in un solo modo, onde evitare forzature varie.

Mechs vs Minions
Chi c'è nella scatolona dietro?

Le miniature allo stesso modo sono ottime, stampate su plastica rigida e piene di dettagli, colorate quelle dei quattro protagonisti, in grigio quelle dei minion (che con la precisione della stampa sarà la gioia di chi ama dipingere i propri pupazzini).

Quindi, Mechs vs Minions è proprio un gran bel gioco da tavolo, a prescindere dalla sensualità della licenza che si porta in dote. Ben strutturato nelle regole, adatto per giocatori probabilmente non alle prime armi, ma comunque con una curva di difficoltà molto dolce da affrontare.

Il costo è sì notevole, €75.00, ma il rapporto qualità/prezzo, confrontato con altri giochi del genere, è davvero inarrivabile. Al momento è possibile acquistarlo dal sito ufficiale del merchandise Riot, ed è difficile da ottenere perché le stampe sono al momento limitate (insomma, affrettatevi).

Il gioco è completamente in inglese, ma le carte azione sono semplicissime e più meccaniche che discorsive. In ogni caso, in attesa di una localizzazione italiana per ora non prevista, Riot ha messo a disposizione il regolamento completo tradotto in italiano.

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