Tornare a scrivere di Fable Fortune è per me fonte di immensa gioia perché, come scrissi mesi fa in occasione della alpha per tutti i backer di Kickstarter, il titolo di Flaming Fowl Studios mi aveva completamente rapito salvo abbandonarlo dopo qualche tempo per i tempi d’attesa lunghissimi nei match-up a causa della scarsità di giocatori.

Ho continuato a seguire febbrilmente ogni singolo aggiornamento facendo qualche partita sporadica giusto per non perdere la mano con le meccaniche di gioco, regalando key a destra e a manca (gli sviluppatori hanno letteralmente inondato di chiavi tutti i partecipanti dell’alpha per poter pubblicizzare il gioco) e avere quindi altri amici con il titolo in libreria da poter sfidare.

Finalmente il titolo è arrivato ad uno stadio più o meno avanzato in cui è disponibile per tutti e in cui fare qualche partita è diventato molto più semplice. A non essere cambiato in nessun modo è il core del gameplay, e questa è una notizia che non fa che rallegrarmi poiché le meccaniche peculiari di questo titolo lo rendono, ai miei occhi, incredibilmente vario, strategico e divertente.

Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, Fable Fortune è la versione GCC dell’universo di Fable. Come ogni titolo appartenente al genere abbiamo a che fare con delle classi particolari, un “potere eroe”, carte neutrali, carte di classe, effetti delle stesse e compagnia.

fable fortune
La cooperativa è fantastica.

Insomma, il gioco presenta tutte le meccaniche base di una formula collaudata negli anni che con Hearthstone ha raggiunto il suo massimo splendore grazie alla semplificazione di molte di queste e, quindi, la loro accessibilità a tutti i tipi di giocatore.

In un mercato saturo di GCC è necessario però, se si vuole riuscire ad emergere, offrire qualcosa di nuovo e innovativo che permetta al proprio titolo di dire la propria in un mondo dove sono davvero tanti (forse troppi) i competitor.

Ed è qui che i ragazzi di Flaming Fowl Studios hanno dato il meglio di sé proponendo una formula incredibilmente nuova che aggiunge delle meccaniche particolarmente interessanti alla base del GCC. Parliamo, nello specifico, delle missioni, dell’allineamento e della posizione di guardia.

Partiamo proprio dall’ultima poiché è una fra le più interessanti anche se non è una vera e propria novità vista la sua presenza in titoli più “importanti” come Yu-Gi-Oh. Non si tratta altro che di una “posizione di difesa” in cui viene messa la creatura, che in termini di gioco significa spendere 1 “mana” (qui monete) per dare Guardia al proprio minion.

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Sì, sono innamorato del becchino.

“Guardia” è un effetto paragonabile alla classica “Provocazione”, quindi l’avversario è costretto ad attaccare quella creatura in particolare prima di poter attaccare qualunque altra cosa. A rendere questa meccanica, già di per sé molto interessante e ricca di strategia, vi è l’effetto “Safeguard” che, se presente su un minion, viene attivato ogni volta che questo viene messo in posizione di guardia.

Missioni e allineamento sono invece la meccaniche peculiari di questo titolo e ricordano molto da vicino le dinamiche RPG dell’universo di Fable. All’inizio di ogni partita ci viene chiesto di selezionare una missione, fra tre proposte, con tanto di linea narrativa che contestualizza la missione nella mappa di gioco.

Le missioni possono andare dall’evocare tot minion di un certo costo al dover spendere tot monete (il mana). Al termine della missione la nostra ricompensa sarà data, oltre dalla pregevole linea di dialogo, dalla scelta dell’allineamento del nostro eroe, buono o cattivo, che  cambierà drasticamente il potere dello stesso.

Tale meccanica può essere utilizzata fino a tre volte in partita (quindi possono essere risolte tre missioni) così da evolvere e rendere vario il gameplay all’interno della partita stessa. In termini di modalità di gioco abbiamo a che fare con il Training in solo, il PvP classico e il PvE in cooperativa che consiste nell’affrontare in due un bot particolarmente potente.

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Le modalità disponibili.

Quest’ultima modalità è particolarmente interessante ed è stata quella che mi ha fatto più piacere giocare un po’ perché mi ha ricordato moltissimo il Gigante a due Teste di Magic (modalità che adoro) e un po’ perché è stata disegnata particolarmente bene per quel che riguarda le interazioni fra i giocatori.

A livello tecnico Fable Fortune presenta uno stile particolarmente gradevole anche se sono presenti ancora numerosi glitch grafici che si spera vengano corretti quanto prima. In conclusione, Fable  Fortune è un titolo con le carte in regola per poter dire la sua su questo tipo di mercato ma, al solito, la differenza la farà il supporto al competitivo che gli sviluppatori offriranno.

Il giocatore casual potrà trovare conforto nelle ottime ricompense offerte dal titolo che permettono un buon gameplay senza spendere un centesimo e nelle ottime meccaniche che, pur discostandosi dalla classicità del genere, sono molto semplici da capire e padroneggiare. Il competitivo non potrà che godere di tutte le novità in termini di strategie ma, come sottolineato qualche riga fa la differenza la faranno i tornei e i premi ad essi dedicai.

Flaming Fowl Studios ha iniziato bene, non gli resta che continuare su questa strada.

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