Potrebbe sembrare quasi assurdo, ma anche di recente abbiamo visto che sempre più persone stanno iniziando a parlare della "dipendenza da videogiochi", in senso psicologico, come una vera e propria malattia.

In una recente intervista a Polygon, il dottor Anthony M. Bean, un rinomato psicologo del Texas, crede che tutta questa enfasi verso questa sorta di nuova patologia, abbia poco a che vedere con la ricerca scientifica e molto di più con il "panico morale" e con le "pressioni politiche".

Stando a quanto riportato, infatti, il dottor Bean insieme ad alcuni altri suoi colleghi avrebbe pubblicato un documento, insieme alla American Psychological Association, nella quale espongono questa problematica.

Il tentativo di istituzionalizzare quella che diventerebbe a tutti gli effetti una patologia non deve essere presa alla leggere, secondo Bean. Infatti, mancherebbero le prove ed abbastanza ricerche scientifiche per supportare queste "teorie".

"In tutte le ricerche riguardo la 'dipendenza da videogiochi', l'incidenza va dallo 0,8% al 50% della popolazione videogiocatrice, a seconda dello studio che decidi di guardare", ha dichiarato lo psicologo texano.

"Si potrebbero esporre le stese teorie anche su altri fenomeni, come la passione per il Football [...] perché non la consideriamo una dipendenza?", sottolinea Bean.

Il dottore sottolinea anche che stigmatizzare il videogame in questo modo potrebbe fare più danni che altro. Ha infatti riportato, come negli Stati Uniti stiano nascendo come funghi campi per aiutare le persone a non essere più dipendenti dei videogiochi, al pari di qualche droga.

Cosa ne pensate?

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