Impersonare un antieroe, al giorno d’oggi non è poi così raro – basti pensare a Rufus della serie di Deponia o, ancora più banalmente, ai protagonisti di GTA – ma il senso di libertà generato dalla possibilità di uscire dagli archetipi classici permane nonostante tutto.

Per farla breve, essere buoni a tutti i costi, ogni tanto può diventare noioso. Ed è qui che entra in campo Antihero, un indie strategico a turni nel quale ci viene chiesto di prendere il controllo di un malvivente privo di morale mentre, osteggiato da un rivale avente il stesso scopo, cerca di ingrandire il proprio impero del male fino a conquistare l'intera città. Il tutto è reso più caratteristico da una fumosa ambientazione in pieno stile dickensiano e da un accattivante stile grafico che dà il meglio di sé nel character design.

Per attuare i nostri loschi piani, il campo d’azione previsto è una città - presumibilmente Londra - coperta da una fitta nebbia (nella quale si intravedono solo le sagome di nemici ed edifici). Il nostro compito consiste nel diradarla esplorandola con il personaggio principale affidatoci e conquistarla con l’aiuto di sgherri di varia natura, sbloccabili attraverso tre rami di talenti tematici.

La tattica – come in ogni strategico che si rispetti – è fondamentale al punto che, qualora dovessimo mancare di concentrazione o pianificassimo male un determinato turno, potremmo anche fallire nel completamento del tutorial, che è altresì campagna single player.

Una volta avviato il gioco ci troveremo nel contesto di un menu iniziale la cui essenzialità è bilanciata dalla presenza di modalità di gioco capaci di garantire un gameplay variegato e longevo. Alla modalità campagna – che, come detto, funge anche da tutorial – si affiancano una duplice modalità online (Live Match e Casual Match) e la modalità Skirmish nella quale, oltre a settare il livello di difficoltà ed eventuali regole di gioco – come i gold iniziali o la durata di alcune trappole -, potremo scegliere tra quattro scenari disponibili oppure affidarci ad una scelta casuale. Questa modalità, inoltre, è disponibile sia come scontro contro l’intelligenza artificiale che contro un amico in locale.

La campagna svolge egregiamente il proprio duplice compito, ovvero quello di delineare una sorta di trama mentre, al contempo, introduce le meccaniche basilari del titolo. Le varie istanze, ambientate in quella che potrebbe sembrare un’ottocentesca Londra, ci condurranno infatti lungo un processo che mira a farci conoscere tanto i personaggi che guideremo quanto le dinamiche essenziali del titolo. Ad esempio, apprenderemo che il compito del capogilda (Master Chief) è quello di esplorare la mappa per consentire alle bande sotto al nostro controllo di assalire eventuali nemici (qualora questi fossero nell’ombra, infatti, risulteremmo bloccati) e di depredare gli edifici non occupati dalla banda rivale.

Impareremo, inoltre, a padroneggiare i rami dei talenti che ci porteranno a potenziarci e a poter reclutare nuovi elementi per la nostra banda (ad ogni turno di gioco ci è consentito attivare un talento). Proprio a proposito dei sopracitati rami è necessario approfondire il discorso: l’ipotetico albero è suddiviso in tre categorie, Sneakery, Stabbery e Skullduggery. La prima è relativa al Master Chief, la seconda si riferisce alla vera e propria forza lavoro – la gang, una banda di scagnozzi che uccidono nemici e espugnano costruzioni occupate – e ai suoi potenziamenti. La terza, invece, serve a consentirci di sbloccare la creazione di guardie (che possono altresì essere utilizzate per rendere più pericolosa la gang), esplosivi (una sorta di trappola per i nemici che assaltano un nostro possedimento) e della letale figura dell’assassino, spesso determinante per la vittoria.

Quest’ultima si ottiene grazie al completamento di obiettivi che si possono riassumere in assassinio di personaggi illustri, possedimento di determinate strutture e corruzione. Per i vari potenziamenti sarà necessario raccogliere oggetti con le sembianze di lanterne, mentre per la creazione di figure la valuta richiesta è la classica moneta d’oro. Per facilitare la raccolta delle due merci di scambio, oltre alla possibilità di decidere di non porre un punto talento, preferendone la conversione in 4 monete d’oro o due lanterne, sarà sufficiente creare una particolare unità deputata al presidio delle strutture ed utilizzarla per generare risorse (3 unità a fine turno in una struttura daranno diritto ad un bonus variabile di risorse).

Antihero
Una schiera di simpatiche guest star.

Sia la campagna online che la modalità Skirmish si basano su premesse pressoché identiche. Per la campagna online sarà necessario creare un account e associarlo al proprio indirizzo mail. Questo servirà perché una delle due possibilità offerteci, la modalità Casual Match, non si disputerà in tempo reale e riceveremo un avviso quando l’avversario avrà completato il proprio turno. L’alternativa, invece, denominata Live Match, ci metterà a confronto con un avversario che giocherà contro di noi in tempo reale e avremo tempo limitato per ogni turno.

Della modalità Skirmish, invece, abbiamo parlato in precedenza quindi mi limiterò ad aggiungere che il poter giocare con una persona fisicamente al nostro fianco rappresenta un ulteriore elemento di divertimento all’interno di un titolo già di per sé piuttosto longevo: tra tutorial e partite di varia natura, infatti, il titolo permette di giocare a lungo. Qui, però, interviene un punto dolente ovvero il rischio di ripetitività derivante da una scarsa varietà di mappe disponibili.

La visuale isometrica, il design di impatto e il sistema di gioco che laddove non è intuitivo è fortemente guidato, invece, sono degli elementi di contorno che incidono positivamente in fase di bilancio. Apprezzabili anche i riferimenti ad opere letterarie facenti riferimento al periodo storico in cui il titolo è ambientato (troviamo, ad esempio, alcuni avatar riferiti rispettivamente a Mr. Hyde, Oliver Twist, Alice nel Paese delle Meraviglie, Mr. Scrooge e a Sherlock Holmes). La colonna sonora, inoltre, sebbene non lasci il segno, accompagna piacevolmente le sessioni di gioco. Nota di plauso, infine, va alla possibilità di connettersi direttamente con un server ufficiali di Discord, per comunicazioni in tempo reale.

In conclusione, Antihero si presenta come un’accattivante fusione tra un gioco di strategia ben congegnato e una suggestiva ambientazione vittoriana. Grazie alla considerevole longevità e al caratteristico stile grafico, dimostra ancora una volta come uno studio indipendente possa riuscire a fare breccia in un range di pubblico piuttosto variegato.

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