La buona notizia dell'annuncio di un remaster di Final Fantasy XII sta tutta qua: viene riproposto un gioco di una serie molto, molto amata e seguita che per motivi che ancora oggi sfuggono alla comprensione dei più è stato ampiamente ignorato e messo da parte come ultimo esponente di un filone cui non sarà dato seguito.

Chiaramente all'epoca ci si sarebbe aspettato che sarebbe andata così, e invece, guardandolo soprattutto a posteriori, quel cambio di marcia - il passaggio da vecchio a nuovo - non ci fu, perché quel Final Fantasy XIII è sostanzialmente il risultato dell'incontro tra il dodicesimo capitolo e quello che simpaticamente io ho sempre considerato l'inizio della fine per la saga, ossia Final Fantasy X. Certo con un salto qualitativo in termini di grafica che tuttora fa specie, sebbene dalla sua abbia avuto ovviamente il passaggio da una generazione di console all'altra.

In questi giorni, l'epiteto in cui vi sarete imbattuti di più,  parlando di Final Fantasy XII, sarà sicuramente stato "sottovalutato". In realtà, non penso si possa dirlo di un prodotto del genere, che porta sul groppone una legacy come quella del franchise di Final Fantasy. Si ha questa impressione perché l'originale Final Fantasy XII fu lanciato proprio quando si stava alzando la tempesta PS3, con l'inizio della generazione successiva a quella di PS2.

E non è certo un caso unico che una produzione di così ampio respiro, almeno in teoria, finisca nel tritacarne mediatico senza lasciare traccia -  quanti di voi hanno davvero memoria di Gran Turismo 6? E il primo Forza Motorsport ebbe realmente il seguito, inteso come supporto e ricezione, che avrebbe meritato? Gli esempi in tal caso si sprecano, e sembrano abbastanza per giudicare almeno in buona parte come mai questo capitolo venga considerato figlio di un dio minore.

final fantasy xii the zodiac age
Una delle cut-scene iniziali.

Non fu soltanto l'aspetto mediatico a condannare Final Fantasy XII, chiaramente. Avesse avuto la forza di un The Last of Us o di un GTA V ne staremmo ancora tessendo le lodi, perché con una qualità del genere non c'è salto generazionale che tenga. Il problema è che questa forza il titolo ruolo tipo di Square non ce l'aveva per sua stessa natura. Come del resto altri capitoli della saga, probabilmente quelli che non passeranno alla storia, Final Fantasy XII racconta una storia di crescita piuttosto personale e intima, pur nel contesto grandioso di una guerra "mondiale".

Il titolo così come il suo sviluppo in termini di narrazione e gameplay si articola in maniera piuttosto raccolta, come se l'intera vicenda ci venisse raccontata dalla prospettiva semplice e un po' ingenua di un diciassettenne. In aggiunta, la questione ludica non è da sottovalutare. Nelle prime ore con il gioco noterete subito un invecchiamento incredibilmente accelerato per i sistemi di gioco, che non si può giustificare soltanto con l'età.

Giochi molto più datati non sentono il bisogno di dirci, ad esempio, come spostare la visuale od aprire una porta, e piazzare un gigantesco cristallo su un pianerottolo o nel centro di una strada principale è un artificio narrativo che difficilmente riesci a spiegare (e probabilmente è meglio che non ci provi a fatto). Quest'ultimo vizietto la saga non l'ha ancora perso, nonostante la svolta realista di Final Fantasy XV - sì, viaggi nel tempo: sto guardando voi.

Il sistema di combattimento, allo stesso modo, a latere sembra una riduzione fortemente limitata di quello di Final Fantasy XIII. È come quando ad un matrimonio tuo fratello che ti somiglia tantissimo indossa una camicia mentre tu hai messo la t-shirt sotto la giacca: fai simpatia ma non sei né adeguato, né bello da vedere. L'idea di muoversi abbastanza liberamente in un rettangolo e poi dover aspettate il caricamento di una apposita barra non so quanto funzioni, perché è un sistema ibrido che non soddisfa né chi ama il turn based, né chi cerca l'approccio action che da lì a qualche anno avrebbero poi investito il genere dei ruolistici made in Japan.

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Quelli sono addominali, sì.

Come molti giochi dell'era PS1/PS2, dunque,  è questa ambizione un po' cieca a "condannare" all'oblio nel giro di pochi anni. Un Super Mario Bros., nella sua infinita semplicità 2D, invecchierà sempre meglio sia in termini di grafica che come gameplay rispetto ad una produzioni come quella oggi in analisi, perché quest'ultima è figlia della volontà di stupire e innovare in un contesto già vecchio come quello dei giochi a turni. Si fosse optato per un turn based classico staremmo parlando di tutt'altro, paradossalmente.

Nei prossimi giorni, avremo modo di continuare a parlare di Final Fantasy XII: The Zodiac Age nella sua release rimasterizzata per PlayStation 4, e soprattutto del nuovo sistema di job Zodiac – che dà il nome a questa edizione, tutt’altro che casualmente – alla sua prima uscita sul territorio europeo. E, soprattutto, dirvi se valga la pena o meno mettere le mani sul remaster firmato Square Enix.

Fino ad allora, l’impressione è che The Zodiac Age sia un pacchetto destinato più agli aficionados della serie che possano voler mettere un nuovo Final Fantasy nella loro collezione e, soprattutto, a quelli che, pur amando il franchise, se lo sono persi per una qualunque ragione al suo lancio originale per PS2. Sapremo dirvi più avanti questa settimana se tale idea verrà confermata dalle ulteriori ore che spenderemo sul gioco.

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