Avete presente quei consigli sull’estate che vi dà Studio Aperto, vostra nonna e che leggete sui contenuti sponsorizzati da parte di quei siti discutibili che vi appaiono sui social network? Ecco, hanno ragione. Cosa c'entra questo con i videogiochi, e in particolare con Anthem? Ci arriviamo subito.

L’estate del 2017 è la più calda degli ultimi 50 anni, così come lo è stata quella del 2015, 2014, ma come lo sarà anche il 2018, il 2019, e tutti gli anni a seguire finché la Terra non diventerà un gigantesco sequel di Mad Max: Fury Road.

Il caldo è pericoloso. A me fa venire dei mal di testa paurosi, mi ribolle il sangue e se non mi metto subito all’ombra, o mi tiro una secchiata d’acqua in faccia, sto male per un giorno e mezzo. A molti altri dà alla testa in modo generico, e non fa ragionare.

E torniamo ad Anthem, l’attesa nuova IP di Bioware che tutti amano, pur non avendo ben capito che tipo di gioco sia ancora. Esiste un solo video gameplay (che poi, “gameplay”...) del gioco, ed è quello che abbiamo visto all’E3 2017. Qualche giorno fa, è stato pubblicato sul canale YouTube di PlayStation UK il medesimo trailer, però in versione PlayStation 4 Pro nella gloria dei 4K.

Anthem
Galeotto fu il reveal.

Il trucco sta nel “medesimo”, perché si tratta proprio di quel trailer visto alla fiera di Los Angeles. È ovvio che Bioware o Electronic Arts non avrebbero mai fatto un trailer nuovo di zecca, perché il gioco è ancora in fase arretrata di sviluppo, ma qualcosa è andato storto nel procedimento.

C’è infatti un frame galeotto del video che svela il trucco: l’interfaccia dei comandi di PlayStation 4 è stata appiccicata sopra a quella Xbox One X (che potrebbe essere tranquillamente anche un PC). Prova fotografica di supporto:

Cosa è successo? Ovviamente il delirio. Una parte della stampa suggerisce (ingiustamente) il complotto, ipotizzando che Sony abbia creato volutamente un video falso per ingannare i propri utenti, ma potrebbero averlo fatto Electronic Arts o Bioware (i quali si stanno ovviamente rimbalzando la colpa con Sony), mentre Aaron Greenberg, capo della divisione marketing di Xbox, se la ride su Twitter. Il video, ad oggi, è stato tolto da YouTube.

Il caldo fa male, dicevamo. Le reazioni diventano esagerate e furibonde, e il caso di Mia Khalifa è vecchio di poco più di una settimana. Quelle che non sono esagerate, al contrario dei comodi scandali alzati da stampa ed influencer, sono le reazioni del pubblico.

È effettivamente esasperante assistere a queste acrobazie da parte di publisher e platform holder, in una continua gara a metterselo dove non batte il sole con ogni metodo. Sono anni che i giocatori subiscono ogni genere di sopruso, e le cose sembrano solo peggiorare.

Tra giochi mostrati su PC di sviluppo spacciati per gameplay da console (Watch Dogs, The Witcher 3), titoli venduti con nuovi e creativi epiteti come “console debut” o “console exclusive”, appellativi che ancora generano domande, gli stunt pubblicitari cominciano ad essere eccessivi.

Anthem
E non è neanche la prima volta...

E il lato peggiore di questa situazione è che non ci si può difendere in nessun modo, se non con metodi che portano a poco o niente. È giustissimo attaccare i diretti interessanti mostrando il proprio disappunto, perché la vicenda del trailer di Anthem non è altro che pubblicità ingannevole. Ma è proprio l’atteggiamento generale delle parti in causa ad aver raggiunto il grottesco.

Perché credo che sia giusto, allo stesso modo, far sentire la propria voce quando un Final Fantasy VII Remake viene venduto come esclusiva, quando invece uscirà anche su PC ed Xbox One. È giunto il momento di mostrare disappunto anche quando partono le frecciatine su Facebook, quando le conferenze vengono fatte solo per trollare i competitor e dare in pasto al Web dei tormentoni, invece di mostrare dei contenuti reali e convincere la clientela.

La colpa è di publisher e platform holder, ma anche dell’utenza. Cominciate a rivolgere il vostro odio non a chi gioca a qualcosa di diverso da voi, ma a chi invece vi prende in giro nonostante con i vostri soldi ci porti a casa la pagnotta. Questo è un periodo veramente singolare per l’industria del videogioco. Queste piccole “notiziole”, dal video di Anthem a Mia Khalifa, passando per le tante altre storie apparentemente banali che in realtà hanno risvolti macroscopici, devono insegnarci per forza qualcosa, prima o poi.

Notizie del genere devono essere riportate ad ogni occasione, perché il marketing videoludico sta superando i confini della normalità, ed è compito di chi è più lucido di altri quello dell’informazione. Bisogna imparare a non essere sopraffatti da queste storie però, perché altrimenti diventeranno la normalità, o peggio ancora si rischia di comportarsi allo stesso modo.