La storia è questa: Mia Khalifa apre un canale Twitch. Il suo primo stream, dedicato a NHL 17, registra 42mila visualizzazioni e 83mila iscritti al canale in pochissimo tempo. Nel momento in cui scrivo (25 giugno), le visualizzazioni sono oltre 500mila, mentre gli iscritti sono 94.057.

Non è la prima pornostar che penetra nella piattaforma di streaming (tra le tante Jessie Rogers, Mia Rose, Alana Evans, Kneecoleslaw che è stata pure bandita da Twitch, Veronica Vain che prima dei filmini con le sporcizie lavorava a Wall Street), ma è la prima che lo fa in un modo del tutto inaspettato.

È interessante come, in un sito dove le ragazze tentano ogni mezzo per monetizzare e diventare famose, una pornostar si presenti con una t-shirt gigante, occhiali, capelli raccolti, inquadratura e luci posizionate a caso, giocando a NHL 17, che non è di certo un Overwatch o un League of Legends.

Lo streaming è completamente sbagliato. È noioso, la Khalifa gioca male, la telecamera è spostata e non si vede niente, eppure i numeri parlano chiaro: la gente segue l’autore, non il contenuto. Il che è praticamente il paradigma di buona parte di ciò che succede sul web, da qualche anno a questa parte.

Proprio per questo ho trovato interessanti le reazioni alla notizia, una parte di esse almeno. Ci sono state le battute sagaci come “tanto di cappella”, “di sicuro sa come usare un joystick”, “Fapping Simulator” (ok, qui ho riso, lo ammetto), ma anche gli insulti più o meno coloriti che, in generale, ruotano intorno al fatto che Mia Khalifa non è una vera videogiocatrice e dovrebbe fare altro.

Riguardo alla "gente che gioca senza saperne", ormai credo che nel 2017 attaccarsi a questi argomenti sia incredibilmente fuori tempo massimo. Tutti parlano di videogiochi (ma davvero tutti!), ma ancora più gente li gioca e va bene così, perché il medium cresce.

Per i commenti, la filosofia di gran lunga più divertente è quella degli “sgomenti”. Un po’ come un signore dell’800 talmente sbigottito da far cadere il monocolo a terra, c’è stata gente seriamente sorpresa dal successo dell’arrivo di Mia Khalifa su Twitch. L’unica motivazione per lo sgomento di cui sopra è il non sapere come funziona attualmente la piattaforma, per tutti gli altri significa non conoscere neanche il funzionamento di uno dei motori più antichi del mondo.

Twitch è un posto strano, da un po’ di tempo a questa parte. Ci sono momenti come la streamer disabile che viene sommersa di donazioni dopo che era stata insultata da un compagno di squadra, come giocatrici che vengono bandite permanentemente dalla piattaforma dopo aver twerkato in diretta.

Twitch al momento sta anche prendendo una piega ben precisa, tra Amazon Coin, Twitch Prime, e la possibilità di comprare i giochi che i giocatori stanno streammando direttamente dalla piattaforma: mettere “le mani in tasca” agli utenti. Il che non è un male, ma serve a capire bene come funzioni l’ecosistema in questione.

Tutto questo bailamme di belle cose fa sì che una bella ragazza con un po’ di faccia tosta possa diventare una star su Twitch e fare dei bei soldi. Niente di nuovo. Ma si sa che le belle ragazze non possono giocare ai videogiochi, figuriamoci se per una parte della loro vita hanno deciso di recitare in film a luci rosse. E anche questa non è una novità. Lo sgomento dato da Mia Khalifa che “lascia il porno per aprire un canale Twitch” viene indubbiamente da qui.

Ma c’è il trucco.

Professionisti del settore, colleghi ed influencer che sui loro profili social esprimono la loro fanciullesca meraviglia di come qualcuno possa avere così tanto successo in breve tempo, subito dopo aver ricordato ai propri iscritti di seguire l’account Instagram. Sia mai che il caffè preso al bar dell’aeroporto, in partenza per il prossimo evento, passi inosservato.

Perché guardare lo streaming di NHL 17 di una pornostar quando basta una “finestra in incognito e tre click”? Per lo stesso motivo per cui tutti vogliono bene alle cosplayer. Si tratta di personaggi che, grazie a delle qualità, generano un seguito intorno a loro, e su quello basano una parte del loro reddito. Una supposizione semplice, che non richiede un master in marketing e comunicazione per essere elaborato, ma una precisazione che va comunque fatta.

Ma torniamo alla non-notizia di Mia Khalifa. Se avete fatto caso, noi non l’abbiamo data e, oltre a questo articolo, non troverete niente sull’argomento. Mentre al sottoscritto piace sempre navigare nel torbido e scrivere due righe su queste vicende, soprattutto se riguardano anche l’ecosistema del web italiano e dell’informazione nostrana, VideoGamer Italia ha scelto di non riportare una non-notizia.

Infatti, per alcuni (spoiler: i siti italiani di informazione videoludica e un paio di generalista) Mia Khalifa ha fatto il “salto dal mondo del porno a quello dei videogiochi”, “abbandona il porno e passa ai videogame”, è la conferma che “il mondo dell’eros sia sempre più legato a quello dei videogiochi”, oppure “ha deciso di cambiare vita e di dedicarsi alla sua seconda passione, ossia i videogiochi (sempre di joystick si parla, comunque)”.

Mia Khalifa
Mia Khalifa è appassionata di sport.

Il trucco è che niente di tutto questo è vero.

Le notizie rimbalzate in questi giorni sono, di fatto, delle parziali fake news. Ma andiamo con ordine.

Mia Khalifa, classe 1993, è entrata nell’industria del porno nell’ottobre del 2014, raggiungendo in fretta le vette della classifica delle attrici più acclamate dei maggiori siti di intrattenimento del settore. Khalifa ha battuto gigantesse del settore come Lisa Ann e Madison Ivy, principalmente per la sua etnia, e perché ha recitato in uno dei suoi primi film con l’hijab.

Mia si ritira dall’industria del porno nei primi mesi del 2016, lavora per un po’ come camgirl, e poi inizia a promuovere l’attività sportiva di Washington D.C. come influencer (ah, l’umanità!), e questa attività è ciò che la tiene impegnata tutt’ora. Ironicamente, il passo per arrivare a streammare NHL 17 su Twitch è stato effettivamente breve come detto da molti in questi giorni.

Lungi da me criticare le linee editoriali della concorrenza, perché i lettori sono tali e come tali vanno trattati. Se il pubblico è composto da ragazzi molto giovani che conoscono tutta la filmografia dell’attrice, e con quei video hanno sognato di fare le migliori acrobazie con lei, allora può avere un senso a livello di “business” pubblicare delle notizie del genere.

Rimane la totale noncuranza nel raccontare le cose come stanno davvero, almeno. Mia Khalifa non fa porno da anni, e la sua breve carriera (qualche mese) è in auge nel 2017 solo per il passaparola e la vita eterna concessa da siti come Pornhub e compagnia bella. Non ha lasciato il porno per giocare ai giochini su Twitch, quella sì che sarebbe stata una bella notizia! Un po’ come quando Paolo Brosio disse di aver visto la Madonna.

Non è questione di essere bigotti, ma di essere stupefatti. Lo stesso stupore che molti hanno espresso nel parlare della notizia, non dimenticando ovviamente di pubblicarla e condividerla in ogni dove.

Ogni giorno le personalità del web si reinventano, perché è l'unico modo per sopravvivere. Ci sono youtuber che niente hanno a che vedere con i videogiochi che aprono canali di gaming, giornalisti che si mettono a fare gli youtuber, youtuber che fanno i giornalisti, web star che conducono programmi, ma una ex-pornostar che fa numeri incredibili in pochissimo tempo col suo canale di Twitch appena aperto è una notizia.

Lo trovo sorprendente e francamente non capisco come sia possibile. Mi raccomando, seguite il mio canale Instagram!