Qualche giorno fa abbiamo parlato di un caso avvenuto su un telegiornale sulla NBC, nella quale si mostrava l'ingresso "in politica" del mondo dei videogiochi. Ovviamente non è una frase da prendersi alla lettera.

In sostanza si parla del graduale avvicinarsi del mondo dei videogiochi ad argomenti più complessi e di più spessore rispetto al passato. Discriminazione, razzismo, fanatismo sono solo alcuni degli argomenti che negli ultimi anni stanno venendo trattati da sempre più media videoludici.

Uno di questi è Detroit: Become Human. La cosa interessante è che, se chiedete al suo creatore David Cage, il gioco non parla di nulla di importante. Questa particolarità del modo in cui Cage "tratta" la trama che ha costruito in questi ultimi anni è stata notata dai colleghi di Polygon.

In un reportage hanno riportato molti passaggi delle interviste al creative director di Quantic Dream. "Mettiamo molta passione in quello che facciamo e siamo stati sempre onesti e sinceri. Ma questo è niente comparato ad i problemi reali, della gente reale", ha dichiarato qualche tempo fa.

"La storia [di Detroit: Become Human] parla di androidi. Stano scoprendo le emozioni e vogliono essere liberi. Se la gente vuole vedere dei parallelismi è libera di farlo. Ma la mia storia parla solo di androidi che vogliono essere liberi", ha spiegato a Kotaku durante l'E3.

"Non c'è nessun messaggio all'umanità in questo gioco. Si tratta solo di qualche domanda che può far scattare qualche campanello nei nostri valori morali e farci capire le conseguenze delle nostre azioni", ha spiegato a The Verge.

Cosa vuole dire David Cage? Anzi cosa vuole dire il gioco? Nel tirare le fila, il reportage di Polygon da un'idea abbastanza condivisibile della situazione. Sembra quasi, che Cage sia spaventato da quello che effettivamente vuole comunicare con il gioco.

O meglio teme che il suo gioco venga politicizzato in qualche modo e per evitare ciò, cerca di dare l'idea che in realtà sia un titolo "frivolo" e che "non parla di niente di importate".

Cosa ne pensate?

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