Anche quest'anno Nintendo ha dato voce ai suoi titoli in quello che un nuovo Spotlight durante la fiera dell'E3 di Los Angeles.

Quello che ci si aspettava dai genitori di Mario era una presentazione dedicata completamente a Switch, non tanto per cattiveria nei confronti dell'oramai prossimo al pensionamento 3DS, quanto per via del fatto che Switch si trova a vivere uno dei momenti più importanti ed intensi del suo ciclo di vita.

Si è trattato, e si tratta, di una console eccezionale il cui lancio ha stupito moltissimi per via della mole di unità vendute.

Nintendo ha saputo giocare molto bene le sue carte fornendo alla sua nuova console una line-up accattivante capace di attrarre la clientela e crearsi così una solida fan base nei primi mesi di vita.

Per arrivare a fine anno però sarebbe servito qualcosa di più, qualcosa che oltre a fidelizzare gli attuali possessori della console spingesse il resto dei videogiocatori ad avvicinarsi al nuovo hardware.

Non ci giriamo più troppo attorno, l'E3 di Nintendo è stato un successo.

Se lo scopo era quello di promuovere Switch mostrandoci quanto la console abbia le palle per rimanere a galla in mezzo a questa disfida in 4k fra colossi.

Nintendo ci ha mostrato 30 minuti, circa, di giochi capaci, anche presi singolarmente (circa), di trainare tutta la baracca fino all'anno prossimo, il momento in cui Switch non dovrà fare altro che continuare sulla strada che sembra aver deciso di intraprendere.

Lo spotlight si apre con una carrellata veloce delle ultime novità per la console fra cui fa capolino un timido Rocket League, un titolo che verrà ripreso da Nintendo più avanti, che approda silenziosamente e inaspettatamente su Switch.

Perché questo è un dato importante?

Nonostante parliamo di un titolo “minore” e vecchio possiamo evincere due importantissime cose: le terze parti stanno realmente supportando la console provando a toccarla piano, e Nintendo continua il suo silente percorso nel mondo degli e-sport.

Poi diciamocelo chiaramente, Rocket League ha una fanbase tale che è assicurato il suo successo, in termini di giocatori, su questa nuova piattaforma. Il titolo di Psyonix arriverà su Switch entro la fine dell'anno, come quasi la totalità di quello che è stato mostrato.

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L'intruso inaspettato.

La presentazione va avanti con Xenoblade Chronicles 2, un gioco che resta fedele alla sua formula originale ma che soffre, purtroppo, di gravi mancanze sul lato tecnico.

Ancora deve vedere la luce e già possiamo dire che è invecchiato male, si spera solo che le immagini mostrate siano relative ad una build non troppo recente e che il prodotto finale sia leggermente più al passo con i tempi.

Si prosegue con l'annuncio di due titoli che non stupiscono tanto per il gioco in sé, quanto per il titolo che non presenta descrizione alcuna: Kirby e Yoshi, entrambi previsti per il 2018.

Parliamo di nomi provvisori ma che rimarcano essenzialmente quello che Nintendo ha deciso di fare con Switch, una ripartenza.

Abbiamo già vissuto questa visione con Breath of the Wild che, di fatto, fa ripartire alla grande la serie di Zelda e ora con questi due titoli la compagnia nipponica sottolinea, ancora una volta, l'idea di rinascita che stanno portando avanti.

I due giochi sembrano sapere il fatto loro anche se è ancora troppo presto per poter dare un giudizio vero e proprio.

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Il gran ritorno di Samus.

Prima di avvicinarci all'annuncio che, volutamente, sto tenendo per ultimo passiamo per una di quelle novità velate che la compagnia ha inserito in questa presentazione.

Fra un'immagine del nuovo Pokkén e un'altra è stato chiaramente detto che è in sviluppo un nuovo RPG a tema Pokémon.

Nonostante non ci sia stato mostrato niente si tratta di un annuncio importantissimo che vede effettivamente un salto generazionale, non indifferente, per il brand che passa da una console che ha 11 anni circa sulle spalle ad una macchina che gli può dare decisamente di più.

Di questo progetto non sappiamo niente ed è giusto che sia così. Volevamo semplicemente sapere che i lavori erano aperti e tanto basta per essere consapevoli che la serie di Pokémon, da qui a breve, subirà un drastico cambiamento che abbiamo già annusato in quel di Alola con Sole e Luna.

Scopriamo poi qualcosa in più sui nuovi DLC di Breath of the Wild con 4 nuovi amiibo a tema e delle immagini inerenti sia al primo che al secondo contenuto extra, anche se quest'ultimo sembra nascondere delle sorprese non indifferenti per i giocatori visto che sembra ripercorrere le vicende dei 4 campioni che abbiamo conosciuto nell'avventura principale.

Pensiamo si possa trattare addirittura di un DLC la cui protagonista sarà Zelda ma ne parleremo approfonditamente in separata sede. Prima di arrivare al gran finale passiamo dall'annuncio di Fire Emblem Warriors, in arrivo questo autunno.

Ora tenetevi forte perché gli ultimi due titoli di cui parleremo sono forse fra i più importanti di questa presentazione.

Metroid Prime 4 è quello che tutti si aspettavano da questa presentazione. Un ritorno in pompa magna di Samus sulla scena videoludica era doveroso e Nintendo ha deciso di, ancora una volta, toccarla molto piano.

Logo su sfondo nero e basta.

Va bene così. Va benissimo. Nessuno voleva sapere altro se non che si è al lavoro su un nuovo titolo della serie. Ora lo sappiamo quindi Nintendo prenditi  tutto il tempo che ti serve e fai le cose per bene.

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Tanto di cappello!

Concludiamo con il titolo di chiusura della presentazione, Super Mario Odissey per il quale è stata mostrata un'intensa sessione di gameplay.

Su questo titolo c'è così tanto da dire che ne discuteremo in un articolo a parte, basti sapere che uscirà il 27 ottobre prossimo e sembra essersi candidato come uno dei migliori giochi di Mario di sempre.

L'E3 di Nintendo è stato probabilmente uno dei migliori visti quest'anno (un po' fiacco) grazie al sapiente mix di annunci, intermezzi, qualità dei titoli mostrati e, soprattutto, per le date d'uscita mostrate.

Switch si prepara al suo periodo migliore e questo senz'altro è un buon momento per ponderarne l'acquisto.

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