Indipendentemente dal passare degli anni, ci sono alcuni personaggi del mondo dei videogiochi che restano indelebili nell'immaginario collettivo e nel cuore dei fan. Insieme a personaggi come Parappa The Rapper, la vecchia Lara Croft, Squall e Cloud di Final Fantasy, Snake e tanti altri, uno dei posti d'onore tra le fila delle icone dell'epoca della prima PlayStation lo occupa sicuramente il marsupiale arancione più famoso dei videogiochi.

Sony lanciò la sua console casalinga nel settembre del 1995 e, per mettersi in pari con le sue rivali, aveva bisogno di un bel personaggio carismatico nel mondo del genere platform. Come ci insegna la storia, agli inizi degli anni novanta, Nintendo e Sega si davano battaglia in una delle più emozionanti console war della storia dei videogiochi. I due simboli dei giganti nipponici, come abbiamo potuto constatare con il passare del tempo, hanno poi preso due sentieri molto diversi.

Ad ogni modo Nintendo aveva il celebre idraulico baffuto, Sega invece aveva dalla sua il porcospino blu più veloce del west. Sony, per contrastare Mario e Sonic, cosa avrebbe potuto schierare sul campo di battaglia tutto giapponese?

Nel 1996 approdò su PlayStation un personaggio "di origini americane", ma che fu in grado di rapire a tal punto il popolo nipponico da divenire un vero e proprio iconico best seller dell’era PlayStation.

Crash Bandicoot N. Sane Trilogy
Bisognava trovare un modo per contrastare questi due...

Crash, con il suo primo episodio, fu capace di convincere a tal punto il pubblico nipponico da riuscire quasi ad agguantare il traguardo del milione di copie retail vendute entro la fine del secondo millennio. Nello specifico, nel 1996, considerando l’uscita nord americana datata 1 settembre, quella europea avvenuta esattamente due mesi dopo e il lancio giapponese del 6 dicembre, Crash Bandicoot riuscì a piazzare la bellezza di due milioni di copie.

Il titolo nacque dalla compagnia fondata da Andy Gavin e Jason Rubin, la ormai leggendaria Naughty Dog. Il loro esordio su console avvenne su Sega Mega Drive e 3DO con Way of The Warrior e successivamente iniziarono la fruttuosa collaborazione con Universal Studios che avrebbe dato vita alla trilogia di Crash Bandicoot. I primi tre giochi, quelli curati da Naughty Dog, come già sappiamo, si preparano a ritornare nelle nostre case a fine mese grazie all’opera di rimasterizzazione targata Vicarious Visions.

Per quanto concerne la nascita del personaggio nello specifico, lo stesso Andy Gavin dichiarò di voler trovare una creaturina simpatica, semisconosciuta e carina e di volerla trasporre nel media videoludico. Andy e Jason miravano a realizzare quello che Sega aveva fatto con Sonic The Hedgehog (ispirandosi ad un porcospino) e ciò che aveva fatto Warner Bros con Taz, il caotico e divertentissimo diavolo della Tasmania.

Per questo motivo il duo di Naughty Dog decise di acquistare Tasmanian Mammals: A Field Guide, un manuale di mammiferi della Tasmania, rendendo fiero il nostro Piero Angela che, in quel periodo aveva già avviato la famiglia di trasmissioni Quark che si sarebbe sublimata poi nel 1995 con Superquark.

Crash Bandicoot N. Sane Trilogy
Da qui tutto ebbe inizio.

Inizialmente la scelta era ricaduta su un trittico fatto da un potoroo, un bandicoot e un vombato. Crash, prima di diventare l’iconico bandicoot antropomorfo, avrebbe dovuto chiamarsi Willie the Wombat in quanto la musicalità data dall’assonanza tra nome e specie animale convinceva particolarmente i suoi due creatori.

I due rimasero particolarmente affezionati a questo nome sebbene successivamente, purtroppo, abbiano dovuto dirgli addio data l’esistenza di una proprietà intellettuale (non di ambito videoludico) con lo stesso nome.

La stessa ambientazione del titolo era particolarmente diversa da quella finale poiché, il duo di Naughty Dog, aveva precedentemente in cantiere già un concept di platformer chiamato Saurus and Dinestein, fatto di dinosauri e viaggi nel tempo.

Cestinato il suddetto setting, per rimanere probabilmente anche in linea con una ambientazione più adatta ad un bandicoot, Jason e Andy optarono per un arcipelago fittizio posto a sud dell’Australia, nella fattispecie composto da tre isole: N.Sanity Island, Wumpa Island e Cortex Island. Considerate le origini tasmaniane di Crash, il team decise di offrire ai giocatori un’ambientazione lussureggiante, misteriosa e coloratissima, fatta di giungle e spiagge.

Crash Bandicoot N. Sane Trilogy
Questo, invece, è dove siamo ora.

Di queste ultime, possiamo considerare N.Sanity Beach una delle più celebri del mondo dei videogiochi. L’iconico risveglio di Crash, il quale giace a faccia in giù nella sabbia come uno che si è sbronzato nella notte di San Lorenzo a mare su una spiaggia libera, è impresso nel cuore e nella mente di tutti i videogiocatori fedeli a “mamma Sony”.

Gli stessi ragazzi di Naughty Dog hanno voluto rendere omaggio a questa scena, a distanza di ben venti anni, con un chiaro richiamo presente nel primo trailer di Uncharted 4. Questo 30 giugno, quindi, preparatevi a rivivere, pad alla mano, questa scena della vostra infanzia.

Se siete incuriositi da qualche altra retrospettiva sull’universo di Crash Bandicoot targato Naughty Dog o volete avere qualche informazione in più sull’opera di “restauro” di Vicarious Visions, ci vediamo qui, stesso posto, stessa ora per il secondo appuntamento del nostro speciale.

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