Recentemente Christian Cantamessa, lead designer e sceneggiatore di Red Dead Redemption ha parlato ha proposito di alcuni aneddoti relativi al titolo western, in particolare al suo finale.

Ovviamente ricordiamo che quanto segue è un importante spoiler per tutti coloro che non hanno ancora giocato o finito l'ultimo, per ora, titolo western pubblicato da Rockstar Games qualche anno fa.

Infatti, stando a Cantamessa, che ha parlato durante una masterclass a Parigi, l'epilogo del gioco portava con se una grande controversia. Come molti sapranno, alla fine della storia principale di Red Dead Redeption, John Marston moriva.

Purtroppo trattandosi di un open world, questa decisione avrebbe portato molti problemi, in quanto dopo i "titoli di coda" il giocatore avrebbe potuto continuare a scorrazzare per le lande del gioco.

Questo metteva un grosso interrogativo, continuare a farlo con Marston e giustificare la sua "non morte" in qualche modo? Stando allo sceneggiatore la scelta di far morire il protagonista era appoggiata dai vertici di Rockstar Games e quindi dai fratelli Houser e da Benzies.

Quindi si è deciso di optare per un'opzione abbastanza controversa e che avrebbe portato ulteriori costi alla produzione, ovvero far prendere le redini del gioco al figlio di Marston.

In termini pratici questo significava far doppiare a tutti gli NPC le frasi di rito, sostituendo il nome John a quello di Jack. Si è trattata di una situazione che si sarebbe potuta risolvere senza costi aggiuntivi per Rockstar Games.

Cantamessa sostiene che questo è uno dei motivi per la quale la software house di New York "ha le palle", prendere decisioni che rendano un titolo qualitativamente elevato piuttosto risparmiare soldi.

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Red Dead Redemption 2 venderà bene "in qualsiasi finestra di lancio", lo dice il CEO di Take-Two

Nei giorni scorsi si è parlato molto del rinvio di Red Dead Redemption 2. Il titolo di Rockstar Games era molto atteso quest'anno ed il suo lancio, spostato nella primavera del 2018, non è stato ben visto da tutti.

Molto positivi, ovviamente, sono i commenti dei capi di Take-Two, la compagnia che detiene Rockstar Games. In particolare secondo il suo CEO, Strauss Zelnick, il mese di lancio del gioco non avrà alcuna influenza sulle sue vendite.

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