Uno dei criteri principali secondo cui, al giorno d'oggi, ritengo sia necessario costruire una collection di vecchi classici è la varietà. Non la grafica, che è comunque importante in termini di rilevanza che sia al suo posto, ma l'ampiezza dei contenuti che la compilation in questione è in grado di offrire specialmente nel medio lungo periodo. WipEout: Omega Collection sembra nato per rispondere a questa esigenza.

L'offerta imbastita da Sony, forte del lavoro di XDev, Clever Beans ed EPOS Game Studios, include non solo l'ultima generazione di una delle serie più amate dagli appassionati del marchio PlayStation, ma anche tre prodotti solo all'apparenza l'uno uguale all'altro. In WipEout 2048, HD e Fury sono le sfumature a costituire differenze tutt'altro che di scarsa importanza, come vedremo insieme nelle prossime righe.

WipEout 2048 è l'iterazione più competitiva del lotto, quella che innegabilmente si presta di più al multiplayer sia locale (split-screen per due persone) che online per costituzione dei tracciati e tipologie di modalità. Per il fatto stesso di essere competitivo ed estremamente frenetico, spesso non ci si capisce granché e WipEout trae quasi divertimento da ciò, con tranelli sparsi qui e lì per i circuiti, così come gli iconici neon sui fondali, messi - si arriva a pensare - per confondere le idee ai piloti.

In particolare questa versione - in un quadro in ogni caso afflitto in maniera generale dalla problematica - causa spesso e volentieri nausea. La situazione su PS4 Pro migliora leggermente con motion blur disattivato - la risoluzione, in questo caso, passa a 4K nativi in luogo dei 1440p upscalati con checkerboard rendering, per una differenza davvero irrisoria -, ma è comunque sconsigliato passare troppo tempo davanti allo schermo, specie per chi già di suo soffre il problema (se avete provato PlayStation VR e sapete di cosa sto parlando, probabilmente lo fate).

WipEout HD presenta un design delle piste più coraggioso e creativo, e questo, insieme ai tipi di competizione cui è possibile partecipare e alla meccanica della fedeltà (che premia chi opta per mezzi della medesima marca), lo orienta maggiormente ad esperienze più solitarie. E, conseguentemente, per quei giocatori che amano le prove a tempo e studiare la costituzione dei tracciati, specie per capire dove siano posizionati i booster che consentono di ottenere notevoli accelerazioni nei punti chiave delle gare.

Per i miei gusti, questa è la variante migliore del lotto, anche perché il comparto visivo più asciutto consente di avere un'idea più chiara di cosa stia succedendo sullo schermo e quindi offra maggiori possibilità agli utenti "più tecnici" alla guida. La derivazione dal mondo delle console portatili è stata, mai come in questa circostanza, provvidenziale nell'economia complessiva  della collection.

wipeout: omega collection
Un momento di rara solitudine in pista.

Lo stesso dicasi di WipEout HD Fury, che prende il meglio dell'edizione base HD e lo estende in un'ottica legata prettamente al combattimento. Il concetto è presente anche in 2048, ben inteso, ma tutto quello che abbiamo detto per WipEout HD in aggiunta con le modalità pensate, all'epoca, appositamente per l'uso delle armi lo rende la parte che nell'idea dello sviluppatore dev'essere la più "divertente".

Ad esempio, la modalità Detonatore è quasi un gioco a parte, che raccoglie l'eredità degli eventi Zona - endurance davvero probanti, unici, ma un po' fini a sé stessi - per proporne una commistione di particolare apprezzamento per chi mastica pane e shoot 'em up di ogni genere. In Fury, scegliere il veicolo adatto è un'operazione differente, che richiede di prendere in considerazione salute e potenza di fuoco in luogo della velocità -- un cambiamento non da poco, per chi viene dai primi due titoli.

Da una prospettiva meramente visiva, vi farà piacere leggere, nel caso in cui questo fosse stato motivo di preoccupazione al suo annuncio, che WipEout: Omega Collection non sente affatto il peso dell'età. Da buon racing arcade, in tutte e tre le varianti mantiene la sua prerogativa di colorato, fantasioso e sbrilluccicante titolo, prestando il fianco solo ad alcune considerazioni negative di cui mi appresto a parlarvi.

In primis, il numero dei circuiti non è elevatissimo, sebbene si sia di fronte a ben tre giochi differenti (due ed un'espansione, a voler essere precisi). Alcuni di essi sono più ispirati di altri, specialmente in HD, mentre altri finiscono per ripetersi palesemente in diversi eventi come Zona e Detonatore, dove lo sviluppatore del tempo fece di necessità virtù e trovò questo un buon modo per mascherare le limitatezze degli hardware originali.

wipeout: omega collection
Il menu delle opzioni su PS4 Pro, con la voce del motion blur "incriminata".

In secondo luogo, il prezzo. Sony porta sul mercato la Omega Collection a €40,99 in versione retail e €34,99 in digitale. Non si può discutere sul fatto che, per gli appassionati di guida arcade con una buona tendenza al multiplayer, la proposta sia allettante, ma qualche euro in meno (ipotizzo: €29,99 retail e €24,99 digitale) non avrebbe fatto male, anzi avrebbe probabilmente aumentato il valore della posta in gioco.

Non è un dramma, specie per quegli utenti che sapranno aspettare gli sconti digitali, ma in questo momento, se dovessi consigliare WipEout: Omega Collection, lo farei sicuramente nella sua release su PlayStation Store - quindi in digitale - e non in quella da negozio fisico: a 40 euro è possibile mettere le mani su prodotti più recenti e avanzati tecnologicamente, non tanto sulla grafica quanto sulla conformazione moderna del gameplay.

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