Thimbleweed Park è una piccola chicca per tutti i nostalgici delle vecchie avventure grafiche di casa LucasArts. Ora, il gioco è condito con numerosi riferimenti a vecchi titoli del passato, oltre che a numerose battute sugli sviluppatori o sul gioco stesso.

A quanto pare c'è una fetta del potenziale pubblico del gioco, cui queste battute potrebbe non fare né caldo, né freddo. Forse perché troppo giovani, o perché non si è giocato a determinati titoli.

Gli sviluppatori hanno, infatti, aggiornato il gioco aggiungendo un'opzione per non visualizzare tutti i "jokes-in-game" presenti in Thimbleweed Park. Scelta sconsigliabile se invece avete anche solo vissuto il periodo d'oro dell avventure grafiche.

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Thimbleweed Park, la nostra recensione

Una delle cose più belle delle avventure punta e clicca è il poter fare le più strampalate congetture mai concepite come “Non so come spegnere la radio. So che è qualcosa che ha a che fare con il barbone in cella, e il riparare quel vecchio orologio da taschino”. Fuori dal loro contesto sembrano quasi i deliri di un romanziere che cerca di scrivere un thriller sullo spionaggio aeroportuale. Nel giusto contesto però hanno perfettamente senso.

Credetemi, non ho formulato questo esempio su misura per creare un effetto comico ma, mentre giocavo a Thimbleweed Park, mi sono trovata davvero a pronunciare frasi del genere. E queste cose hanno senso, nel loro contesto.

Una lamentela comune riguardante le avventure grafiche punta e clicca è relativa alle soluzioni dei puzzle. Dicono che non abbiano senso finché non vengono completate: o si fanno ragionamenti machiavellici per cercare la soluzione, o si prova, sistematicamente, ogni oggetto del proprio inventario finché non succede qualcosa.

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