Da quando Mojang ebbe l’idea di portare Minecraft sul mercato videoludico, devastandolo completamente ed insegnandoci per la prima volta (forse) che un indie poteva diventare un blockbuster, siamo stati invasi da una miriade sconfinata di cloni impietosi. Portal Knights di Keen Games, edito da 505 Games, non è tra questi per fortuna.

Pur non inventando niente di incredibilmente innovativo, Portal Knights riprende l’idea di Dragon Quest Builders, ovvero tentare di infilare un senso di progressione più marcato nell’esperienza puramente sandbox di Minecraft.

Lo fa in primis con un pretesto narrativo molto semplice che serve a dare un obiettivo iniziale (e finale) al giocatore. Il mondo che da sfondo a Portal Knights è stato infatti annientato da un cataclisma noto come la Frattura. Spetta al giocatore, nei panni di un guerriero, mago o arciere, ricostruire i portali e ricomporre il mondo per com’era una volta.

Questo si traduce, nella sostanza, in una serie di quest inanellate una dopo l’altra atte a raccogliere oggetti e materiali dall’ambiente i quali, come da tradizione, potranno essere combinate per formarne degli altri con un sistema di crafting molto classico. Altrettanto tradizionale è, purtroppo, la noia indotta dalle suddette missioni, che vi ritroverete ad abbandonare in tempo zero per girovagare come più vi aggrada per il mondo di gioco.

Portal Knights
Non sarà un metalupo, ma anche un panda fa piacere.

Un mondo che, una volta tanto, restituisce sensazioni decisamente positive nell’esplorazione. Grazie al ciclo giorno/notte, ambienti distinguibili e differenti (che contengono quindi anche materiali differenti), e una fauna ben delineata, l’esplorazione in Portal Knights è l’elemento più riuscito del gameplay.

All’elenco degli elementi positivi del titolo aggiungiamo anche il combat system che, sebbene non sia niente di trascendentale, rende gli scontri più appassionanti di un banale button smashing con delle hitbox discutibili. Che decidiate di essere uno tra il guerriero, il mago o l’arciere di cui sopra (sulle cui dinamiche di gioco sono abbastanza auto esplicativi), è possibile contare su un target lock e la possibilità di schivare, una moveset familiare a chi ha giocato almeno una volta un The Legend of Zelda in 3D.

I personaggi, per andare ad ingrossare gli elementi rpg del titolo, potranno livellare come nel più classico degli action-RPG. Compiendo azioni e completando missioni si ottengono i canonici punti esperienza che fanno crescere di livello il protagonista, il quale potrà contare su dei talenti passivi ad ogni avanzamento, così come su uno skill tree da potenziare, e l’incremento degli attributi base tra Forza, Costituzione, Agilità, Destrezza, Saggezza e Intelligenza.

Interessante anche il modo in cui l’avventura viene generata. Alla creazione del personaggio il giocatore è chiamato a scegliere la dimensione delle isole (quaranta in totale generate proceduralmente) che andrà ad esplorare, che potranno essere grandi o piccole. Una volta scelta l’ampiezza dei mondi si viene trasportati sulla prima area, e da lì inizia la propria esperienza di Portal Knights.

Portal Knights
Non mancano le battaglie contro i boss, seppur poche.

L’espediente ordito da Keen Games in questo senso mi ha convinto particolarmente, perché effettivamente uno dei problemi di questo tipo di produzioni è la mole imponente di contenuti che aggredisce il giocatore fin da subito. In questo modo, avendo a che fare con un mondo delle dimensioni desiderate, si può arginare il senso di soffocamento che arriva nelle fasi iniziali di un’avventura sandbox come questa.

Purtroppo, nonostante le idee di Keen Games per rendere Portal Knights un titolo più sfaccettato, permane il difetto più grande dei sandbox: la ripetitività. Accennavamo alle missioni poco appaganti, ma in generale l’esperienza di gioco, al netto di combattimenti ed esplorazione, è fatta delle stesse dinamiche di raccolta, farming e crafting viste altrove.

Ovviamente, se siete fan del genere la cosa non vi peserà affatto, ma se in Portal Knights speravate di trovare un titolo in grado di farvi piacere le dinamiche alla Minecraft, potreste rimanere delusi. Nonostante i tentativi, ben riusciti tutto sommato, nel donare al titolo una vena ruolistica, le dinamiche alla base sono molto note.

Pregevole invece lo stile grafico che lo studio ha confezionato su Portal Knights. Allontanati i pixel di Minecraft, i personaggi ed il mondo dei cavalieri dei portali con i suoi colori pastello ricorda un improbabile incrocio tra l’estetica Lego e Playmobil, regalando agli occhi del giocatore un piacevolissimo mondo che richiama l’idea della scatola di giocattoli, fatta di pupazzi di plastica dagli odori nauseabondi ma che, con un po’ di fantasia, sono in grado di vivere avventure incredibili.

Avventure che, in questo caso, possono essere relativamente brevi (se il vostro obiettivo è finire il gioco) e potenzialmente infinite se invece vi adopererete per invitare degli amici nel vostro mondo, intenti a costruire opere architettoniche incredibili o, semplicemente, giocare e sperimentare all’infinito con l possibilità offerte da Portal Knights.

Versione testata: PC